
I rapporti difficili tra le amministrazioni comunali e il governo centrale, in Italia, derivano spesso da conflitti di competenza, discrepanze nelle risorse finanziarie, mancanza di una comunicazione efficace e dalla percezione di un governo centrale troppo invasivo o disinteressato alle realtà locali.
Sto avviando una serie di incontri con i sindaci della nostra provincia per una analisi del contesto in cui si va discutendo di sviluppo territoriale a tutti i livelli provinciali. Inizio da Silvia Granata sindaco di Castelvetro: la vigilia della Festa dello Scalogno è l’occasione.
Le inaspettate dimissioni di un istruttore amministrativo vi ha messo in difficoltà. Come si è adeguata la vostra macchina amministrativa?
“La macchina amministrativa soffre di tutte le sofferenze comuni alle macchine amministrative dei piccoli comuni che hanno una mole di lavoro simile ai comuni più grandi ed una dimensione organica assolutamente insufficiente. Nel mio caso, sono comunque soddisfatta perché nei ruoli di responsabili di servizio posso contare su persone di esperienza, che sono qui da tanti anni, che hanno il polso del paese ed un buon rapporto sia con la giunta che con il consiglio comunale e con il sindaco. Purtroppo, soffrono la mancanza di istruttori, la dimensione organica è insufficiente. Per esempio, al momento il servizio finanziario è in sofferenza, l’istruttore amministrativo che è arrivato l’anno scorso con un contratto a trentasei ore è già andato via. Soffriamo come tutti i comuni la migrazione velocissima dei dipendenti che, o per avvicinarsi a casa o per voler fare carriera, che qui non riescono fare a causa della nostra dimensione, se ne vanno verso strutture più importanti. Però noi con un po’ di lungimiranza la scorsa primavera abbiamo fatto un concorso ed ora abbiamo in graduatoria quindici possibili istruttori amministrativi”.
In mezzo a tanti problemi vedo che comunque non demordete da un impegno costante nella risoluzione dei problemi aperti sul territorio. Facciamone una disamina: iniziamo da ponte sul Po
“Viviamo una situazione di stallo perché sono mesi e mesi che cerco di stare tra l’incudine e il martello: dove l’incudine è la Provincia di Piacenza che è titolare dell’intervento della sistemazione del ponte in ferro e finanziatrice dell’opera, mentre il martello è l’impresa che si è aggiudicata i lavori. Quest’ultima ha trovato nel frattempo alcune difficoltà dovendo risistemare la cantieristica e cambiare la tempistica dei lavori. In mezzo ci sono io che non ho certezza di tempi e di modi in cui verranno realizzati i lavori. Al momento si sta lavorando sotto al ponte e quindi per ora non abbiamo avuto il minimo impatto sulla circolazione. A gara, era previsto un periodo in cui ci sarebbe stato il senso alternato in careggiata, mentre per il momento non avviene. Non so quando avverrà, lasciandomi in una continua incertezza perché abbiamo circa 30mila mezzi al giorno che fanno avanti e indietro sul ponte e questo vuol dire lunghe code in senso e nell’altro. Vorrei che fosse garantito il transito autostradale per i residenti di Castelvetro, cosa che era già stata considerata da Anas e Autovie Padane, peraltro, anche per i residenti di Monticelli e Cremona che transitano quotidianamente sul ponte. Sono comunque meccanismi lunghi da istituire ed al momento ho vaghezza anche di queste procedure. Quindi siamo in una situazione di stallo”.
Passiamo ai lavori che avete voi a bilancio da realizzare sul territorio comunale: per esempio, centro sportivo, scuola di Croce…
“Abbiamo due centri sportivi importanti: quello comunale, classico, storico, con un campo da calcio, un campo da tennis ed un campo coperto polivalente, più spogliatoio nei quale ricominceremo ad investire, dopo quindici anni, per fare interventi di miglioramento; abbiamo poi il centro sportivo La Buca in un’area ambientale molto bella, si chiama così perché è in una zona depressa del terreno. Abbiamo avuto problemi di allagamento del campo da calcio, abbiamo fatto interventi per tenere il centro attivo essendo molto apprezzato e frequentato. Abbiamo però un progetto sulla seconda parte dell’area, quella che si estende verso l’argine del Po, una bellissima area parco dove vorremo posizionare qualche attrezzatura sportiva. È progetto già candidato a diversi bandi, aspettiamo che passi il finanziamento giusto”.
Mentre l’ex scuola di Croce…
“Siamo stati finanziati dalla Regione, abbiamo fatto un piccolo mutuo ed in più abbiamo utilizzato risorse nostre. Siamo poi riusciti ad accedere anche al finanziamento del GSE, l’ente gestore energia, per l’efficientamento energetico; quindi, siamo in attesa di incrociare tutti gli atti burocratici. Al momento gli stati d’avanzamento dei lavori sono stati regolarmente pagati, nonostante il ritardo che sta interessando i fondi GSE. Nel mentre stiamo iniziando un percorso partecipato che la Regione ci obbliga a fare per l’utilizzo. Coinvolgeremo tutte le associazioni del paese. Per finire, siamo già finanziati per gli arredi interni tramite un bando Cultura della Regione Emilia-Romagna e tramite un contributo della Fondazione Piacenza e Vigevano. Spero di poter chiudere il progetto a breve”
Allarghiamo l’area di interesse, la Strada del Po e dei sapori della Bassa, come va?
“La Strada sta avendo nuova vita, nell’ultimo anno e mezzo, grazie al continuo impegno di Castelvetro, Monticelli e Villanova: nuove idee e maggior sostegno da parte degli amministratori, partecipando a dei bandi per portare a casa qualche risorsa in più, stanno rigenerando il progetto di promozione territoriale. Stiamo lavorando per far funzionare la rete che lega i vari eventi e invitare ad entrare nella Strada i produttori agricoli locali. Occorre mettere insieme tutte le nostre risorse: il Po, i nostri prodotti agricoli, conserve alimentari, formaggi, salumi, ristorazione di eccellenza, cultura e tradizioni”.
“Verdi non è di Parma”, si continua a reclamare l’origina piacentina del maestro organizzando eventi e recuperando i luoghi che lo hanno visto protagonista anche solo per pochi minuti: Verdi ha avuto qualche legame con Castelvetro?
“Noi siamo un territorio dove sicuramente Verdi passava molto spesso, essendo tra Cremona, Villanova e Busseto. Quindi tutto ciò che dovesse coinvolgerci ci interessa. Pierluigi Fontana e gli abitanti di San Giuliano stanno costituendo una associazione, Chiesa delle Spine, perché sembra che Verdi vi si fermasse a pregare quando da Busseto andava a Cremona. L’amministrazione comunale sta a guardare, senza intervenire, perché la struttura è di proprietà privata e quindi difficilmente destinataria di risorse pubbliche”.
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