
L’occasione dell’incontro con Antonio Grossetti, presidente del Consorzio di tutela dei salumi DOP piacentini, è l’imminente Festa della Coppa. Appuntamento storico della norcineria piacentina che si articola in quattro giorni di buon cibo, musica, giochi e tradizione: dove la star sarà comunque la “regina” dei salumi piacentini.
Purtroppo, l’aria che si respira nel settore della norcineria piacentina non è delle migliori, la peste suina continua a mordere e non si vede all’orizzonte un imminente ritorno alla normalità.
Presidente, siamo ancora qui a fare i conti con la peste suina…
“I dati ci dicono che stiamo soffrendo soprattutto sui mercati esteri: a causa delle peste suina abbiamo perso Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna, mercati che stavano registrando importanti valori in crescita. Situazione che ci risparmia, per il momento, il confronto con i dazi non avendo accesso al mercato statunitense. Tiene invece il mercato interno”.
Resta il fatto che, se si risolvesse il problema dei dazi con gli Stati Uniti resterebbero comunque le limitazioni causate dalla peste suina…
“Che non si risolvono certamente in breve tempo. Il commissario dice che ci stanno lavorando facendo accordi con i paesi dell’Unione Europea che garantiscano i consumatori e nello stesso tempo non causino difficoltà insormontabili per tutto il comparto”.
(NdR – Il Commissario Straordinario per l’emergenza Peste Suina Africana (PSA) è Giovanni Filippini, la cui nomina è stata confermata dal Presidente del Consiglio dei ministri l’8 agosto 2024, con proroga fino al 28 marzo 2026. Il Commissario ha il compito di attuare e coordinare le misure di contrasto alla malattia, come la costruzione di recinzioni per i cinghiali, e si avvale del supporto di tre subcommissari e di varie strutture ministeriali e sanitarie).
La peste suina come ha inciso sui mercati?
“Ha inciso soprattutto causando un aumento del costo delle carni. Il prezzo dei suini è aumentato sensibilmente causando conseguentemente un aumento dei prezzi per consumatore finale. Gli allevamenti rimasti aperti perché non coinvolti nei focolai, ne hanno approfittato… Una speculazione.
Come state pensando di superare questa difficoltà?
“Questo è un momento di impasse che speriamo possa essere superato. È fondamentale che tutti gli attori della filiera dialoghino per arrivare a soluzioni condivise. A mio parere, dobbiamo pensare a percorsi virtuosi: per noi potrebbe essere, finalmente, la realizzazione del nostro progetto di filiera “Sviluppo del Distretto del cibo salumi DOP piacentini”.
A che punto siete con il progetto già avviato da qualche anno?
“Tra i salumifici, alcuni sono già pronti, mentre altri ci stanno ancora lavorando. Gli allevatori sono invece in difficoltà a causa della peste suina e quindi stanno procedendo molto più lentamente”.
Ricordiamo in cosa consiste questo progetto
“Si tratta di mettere insieme una filiera tutta piacentina che comprende maiali nati e allevati nel Piacentino e poi lavorati nei salumifici del nostro territorio. Quindi strutture radicate nel territorio per garantire la sicurezza alimentare, il benessere animale, senza uso di antibiotici, ridurre l’impatto ambientale e lo spreco alimentare. Inoltre, tra gli obbiettivi vi è anche la tutela del territorio attraverso la promozione del paesaggio rurale piacentino e le sue eccellenze agroalimentari; la promozione turistica e culturale attraversol’integrazione con l’offerta dei salumi DOP.
Siamo alla vigilia della Festa della Coppa, una provocazione: il dualismo tra Coppa di Piacenza e Coppa di Parma ha ancora senso?
“Hanno lo stesso termine identificativo in “coppa”, ma son due prodotti diversi: la coppa piacentina è Dop mentre quella di Parma è Igp. Dal disciplinare la loro diversità si comprende chiaramente: il disciplinare Igp permette l’uso di tagli di carne che arrivano anche dall’estero, mentre il nostro disciplinare circoscrive l’origine delle carni all’Emilia ed alla Lombardia. Inoltre, la nostra coppa deve essere stagionata almeno sei mesi: per Parma la coppa è un prodotto di seconda fascia, i loro salumi più rappresentativi sono il culatello e il prosciutto mentre per noi è sicuramente la coppa”.
Per noi piacentini la coppa è sicuramente un prodotto bandiera: quest’anno il contributo del consorzio alla Festa come si realizza?
“Assieme alla Pro Loco di Carpaneto abbiamo organizzato una tavola rotonda a cui parteciperanno personaggi di primo piano: il professore della Cattolica Paolo Rizzi, il presidente di Visit Emilia Simone Fornasari e l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi. Discuteranno dell’importanza della coppa dal punto di vista economico, culturale e gastronomico: analisi competenti che potrebbero favorire nuovi orizzonti per il nostro settore. Inoltre, attraverso tre salumifici aderenti al consorzio, Giordano, San Bono e La Coppa, saremo fisicamente presenti, domenica mattina, nel cortile del Municipio dove sarà organizzato un punto degustazione e vendita.
La coppa Dop piacentina finalmente è considerata tra i migliori salumi italiani di tendenza. Occorre insistere sulla qualità del prodotto e sulla professionalità di chi la propone al consumatore: dall’antipasto all’aperitivo, al panino con la coppa fino alle ricette di cucina dove la coppa, in modo diverso esprime i suoi caratteristici sapori”.




