Non lo dicono esplicitamente, ma il loro pensiero è già proiettato al dopo-Dosi. Nonostante l’attuale sindaco abbia da poco completato il suo secondo giro di boa alla guida della città e dunque gliene manchino ben tre prima di completare il mandato, Cantiere Piacenza si mette avanti pensando già al 2017. Troppo presto? Antico dogma vuole che tre anni in politica non siano poi così tanti, anzi. Dunque a prescindere dalla bontà o meno del progetto politico ideato dal tandem di consiglieri comunali formato da Marco Colosimo (Pc Viva) e Paolo Garetti (Sveglia) – quello saranno il tempo e i fatti a giudicarlo – quello che non si vuol fare è commettere gli errori delle ultime campagne elettorali del centrodestra: mettersi in moto troppo tardi, con progetti talvolta raffazzonati, lasciare in mano il pallino quasi esclusivamente ai partiti classici e presentare sempre i soliti volti. Secondo Colosimo e Garetti, da due anni estremamente critici con l’operato della giunta Dosi, se si vuole dare un’alternativa a questa città è giunta l’ora di rimboccarsi le maniche, di programmare.
Fin qui i retro-pensieri non dichiarati di un’iniziativa politica che, negli intenti dei promotori, non correrà il rischio di evaporare nel giro di pochi mesi. E la conferma che si punta a quell’appuntamento elettorale, arriva da un’equazione svelata dai due consiglieri: “Nel 2012 ci siamo mossi colpevolmente in ritardo. Eppure in quaranta giorni, con le due liste di Pc Viva e Sveglia abbiamo ottenuto l’8%. Se ci fossimo attrezzati con un po’ d’anticipo…”.
Appunto. La speranza è che Cantiere Piacenza possa costituire il cosiddetto ago della bilancia. “Cantiere Piacenza vuole essere un punto di riferimento per tutti coloro che hanno realmente voglia di cambiare le cose, perché la nostra città può offrire tanto non lo fa – spiegano Colosimo e Garetti – Nel cantiere può entrare chiunque abbia voglia di cambiare le cose, che voglia sporcarsi le mani per realizzare un vero e proprio movimento civico permanente che abbia proprio nella continuità la sua caratteristica, a differenza degli altri che si sono venuti a creare: nati e morti nel giro di poco tempo».
La base di partenza è rappresentata dai due anni di esperienza maturati tra i banchi dei consigli comunali, periodo servito a trarre un giudizio sul “sistema Piacenza”. Un giudizio che non è stato assolutamente benevolo con l’amministrazione di centrosinistra. «La nostra impressione è che Piacenza abbia sempre avuto problemi di comunicazione, nel senso che siamo ancora legati agli interessi individuali di piccoli gruppi, quello che ci manca è il lavoro di squadra. “Dobbiamo fare qualcosa” può sembrare la solita frase fatta e semplicistica, ma stare fermi in un momento di crisi è la strategia peggiore. Perciò quello che dovremmo fare è comunicare ciò che Piacenza ha da offrire e come lo offre. Dobbiamo rendere Piacenza bella per i cittadini e renderla appetibile anche per chi viene da fuori».
E qui viene mutuato l’ormai famigerata espressione di berlusconiana memoria della politica del fare. «I partiti di oggi sono come grandi contenitori vuoti di contenuti. Quello che noi consiglieri con questo nuovo soggetto politico vogliamo proporci di fare è portare contenuti. Vogliamo partire da un’idea, portarla avanti, trasformarla in un progetto e realizzarlo. Il nostro unico obbiettivo è il benessere della città e il suo rinnovamento sociale ed economico. Non siamo populisti, non ci piace urlare e basta; vogliamo proporre e realizzare». Il messaggio è chiaro. E l’obiettivo sarà anche quello di andare ad intercettare gli elettori del Movimento 5 Stelle.
«A mio parere chi ha votato per il partito di Grillo lo ha fatto perché era stanco di tutti quei contenitori vuoti di cui parlavo prima. La differenza sostanziale tra noi e i 5 Stelle è che noi non ci limitiamo a urlare e arrabbiarci ma facciamo il possibile per risolvere i problemi che si pongono. I grillini sono molto bravi a trovarli, i problemi, ad arrabbiarsi per i problemi ma sono poco propositivi per quanto riguarda le soluzioni».
Nella foto, Garetti e Colosimo (dietro di loro Fabio Callegari) al lancio di ‘Cantiere Piacenza’.




