Camice bianco addio, emergenze e ambulatori presto senza medici

0

“Entro il 2023 perderemo il 40% dei 190 professionisti di medicina generale in città e provincia: il nostro sistema è a rischio”. L’allarme di Augusto Pagani, presidente provinciale dell’Ordine dei Medici, si aggiunge a quello lanciato qualche giorno fa da Andrea Magnacavallo, primario del Pronto Soccorso di Piacenza, che ha firmato un appello al presidente della Repubblica insieme ad altri 200 direttori di PS lamentando “una carenza di 2000 medici nei Pronto Soccorso italiani che così rischiano la chiusura, non riuscendo più a coprire i turni”.


Una situazione drammatica che il presidente dei medici di famiglia piacentini ha ribadito di recente nel corso della trasmissione “Di Profilo” dell’emittente ZeroCinque23 e in una intervista rilasciata a Libertà: “La carenza di medici – ha ricordato Pagani – deriva dalla mancata programmazione fatta nel passato: personalmente ho lanciato l’allarme su questo tema già nel 2012, in occasione della prima assemblea del mio mandato: sapendo che nel periodo 2015-2025 sarebbe andato in pensione almeno il 30% dei medici bisognava – per mantenere le condizioni di servizio ed efficienza del Servizio sanitario nazionale – garantire che per un medico che andava in pensione ce ne fosse uno nuovo. Questo non è stato fatto, mi chiedo se per improvvidenza, ignoranza o speculazione politica”.

Augusto Pagani


Pagani ha aggiunto che a Piacenza, nel mese di novembre, solamente nove posti sono stati coperti rispetto alle ventiquattro zone classificate carenti di medici convenzionati e una quindicina di aree sono state rifiutate: “Significa che nessun medico italiano le ha ritenute appetibili”. Tra le ragioni, la scarsa densità demografica (specie in zone montane) dove con 250/300 pazienti e un compenso di 80 euro lordi pro capite all’anno, un medico non riesce neanche a pagare l’ambulatorio. Le misure emergenziali che sono state adottate sono: “La possibilità offerta ai laureati che fanno il corso triennale di formazione per diventare medici di medicina generale, di acquisire la convenzione non più alla fine dei tre anni, con l’aggiunta degli otto mesi richiesti dalla burocrazia, ma di acquisirla già al secondo e terzo anno, entrando in graduatoria pur con scelte limitate”. E poi l’aumento delle borse di studio: “Fino a un paio di anni fa avevamo mille borse di studio all’anno, ora sono aumentate del 15%. Si tratta di misure tampone da parte del Governo – commenta Pagani -, comunque insufficienti”.
E ricorda il presidente dell’ordine dei medici di famiglia piacentini: “Io ho lanciato a Piacenza il grido di allarme e diversi colleghi lo hanno fatto con altrettanta decisione in altre regioni, ma la politica non ci ha dato ascolto né séguito e oggi ci si trova in grande difficoltà. Il rischio di risvegliarsi con reparti e/o ambulatori chiusi è reale”.
A livello locale, secondo il presidente dell’Ordine, “occorre rendere il territorio più attrattivo per i medici di medicina generale e soprattutto per gli specialisti. Bisogna che la direzione generale e sanitaria dell’Ausl piacentina mettano tutta la propria buona volontà nel creare condizioni di lavoro migliori per medici e infermieri, servono più attenzione, dialogo e collaborazione tra direzione sanitaria e medici. Ho colto segnali di malessere e registrato con dispiacere l’abbandono di eccellenti professionisti per andare in altre strutture e regioni. Bisogna lavorare sull’organizzazione del lavoro, turni meno pesanti per l’organico ridotto, più formazione e ricerca”.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.