Calcio ed orari. Il rispetto del tifosi prima di tutto

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orarioC’era una volta in un tempo che fu l’appuntamento irrinunciabile domenicale. Non c’era stagione, orario, tempo o impegno che il pomeriggio del di’ di festa non lo si dedicasse alla gita allo stadio o con l’orecchio alla radiolina o all’autoradio, si mangiava col “tirasassi”, ci si infilava giacca, cuffia e sciarpa (rigorosamente biancorosse) e ci si incamminava in quello che una volta era semplicemente il “Galleana”; non importava chi fosse l’avversario, la serie di appartenenza o se fuori pioveva o faceva freddo, era semplicemente il modo piu’ bello ed emozionante per vivere il passatempo. Ci hanno pensato prima le pay-tv, poi i telefonini, internet o, forse, sono cambiate semplicemente le abitudini ed il modo di vivere. Sta di fatto che quell’appuntamento non esiste piu’. Si e’ partiti con il posticipo serale della Serie A, poi con l’anticipo al sabato, il posticipo del lunedi, si e’ passati allo scandalo della serie B anticipata in toto al sabato in orario lavorativo, alla lega pro spalmata su quattro giorni con l’invenzione della partita mattutina, per ultimo ci si mette anche la serie D con turni infrasettimanali pomeridiani ed incomprensibili anticipi al sabato. Ora, sopportiamo ma non capiamo le necessita’ di business di serie A e B ormai totalmente narcotizzate dai soldi delle pay-tv, ma francamente sarebbe auspicabile che almeno le serie inferiori ricostruiscano il rispetto ed il servizio per il loro primi clienti: i tifosi. Se infatti si vuole riportare gente e famiglie negli stadi bisogna in primis assecondare le loro minime esigenze: si e’ mai visto un cinema, un teatro o una tv proporre il proprio spettacolo o evento in un’ora che non garantisse la massima fruibilita’ da parte del pubblico (pagante)?, Evidentemente no. Allora qualche uomo di marketing di una societa’ di calcio (ormai tutte ne hanno uno, anche a livello dilettantistico) ci dovra’ spiegare con quale logica economica vengono settimanalmente programmati impegni negli orari piu’ disparati possibili ad eccezione di quelli di maggiore “share” quali in genere quelli serali o pomeridiani festivi, e’ perfettamente inutile investire risorse per portare gente negli stadi quando fin dalle scelte di base piu’ elementari poco si fa per riaccendere gli entusiasmi dei tifosi. Si parla sempre di numeri ambiziosi di abbonamenti ma se poi ai tifosi non si forniscono certezze su date ed orari diviene tutto perfettamente inutile e si rischia anche di perdere di credibilita’. Per la cronaca le prossime partite del Piacenza sono, ad oggi, fissate in orari pomeridiani feriali, mentre siamo in attesa delle “perle” della lega pro.

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