La riorganizzazione dei Centri di servizio per il volontariato e la perdita della governance del territorio sono alcuni dei temi della Riforma del Terzo settore (Legge 106 del 2016 e relativi decreti attuativi che saranno approvati nel mese di maggio).
Se ne è parlato in occasione dell’Assemblea delle associazioni socie di Svep, l’ente gestore del Centro di Servizio per il Volontariato di Piacenza, che si è tenuta lo scorso 27 aprile presso la sala conferenze dell’Ausl, a Piacenza.
Tema centrale dell’incontro con le 74 socie di Svep è stata la ripercussione della riforma sulle organizzazioni di volontariato e sui Centri di servizio. Tra le novità più significative vi è il fatto che i Centri di Servizio per il Volontariato potranno essere gestiti non solo dalle organizzazioni di volontariato ma da tutti gli enti del Terzo settore (garantendo però la maggioranza al volontariato negli organi di governo) e i servizi saranno erogati a tutti gli enti del Terzo settore che si avvalgono di volontari.
A preoccupare i Centri di servizio è la centralizzazione del sistema e la conseguente perdita della territorialità del servizio. ‘Con l’adozione dei decreti attuativi della Riforma del Terzo settore – ricorda la presidente di Svep, Laura Bocciarelli – si prevede l’accreditamento di un Centro di servizio per il volontariato per ogni milione di abitanti: ciò comporterà presumibilmente l’accorpamento tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia e la perdita della governance territoriale’.
‘Nei mesi scorsi, sottolinea Bocciarelli, il mondo politico piacentino, – con i gruppi assembleari del Partito Democratico e di Fratelli d’Italia in Assemblea legislativa regionale -, ha presentato due risoluzioni relative al mantenimento dell’autonomia dei 9 Centri di Servizio della Regione. Il nostro auspicio è che il Governo possa tenere conto, nella stesura dei Decreti attuativi, dell’importanza della vicinanza al territorio’. Proprio lo scorso dicembre si è costituito il coordinamento regionale dei Centri di servizio, il CSV Emilia Romagna.Net, che è presieduto da Laura Bocciarelli: ‘Vorremmo riuscire a difendere il modello emiliano-romagnolo dei Centri di Servizio, garantire l’autonomia dei territori nell’organizzazione delle reti locali dei Centri servizi per il volontariato ed evitare che il lavoro portato avanti in questi anni vada perduto’.
Altro punto critico è la ripartizione delle risorse: ‘Dai Comitati di gestione regionali, ricorda Bocciarelli, si passerebbe – con la Riforma – ad un Fondo unico nazionale, gestito da un Organismo nazionale di controllo’. L’Assemblea annuale di Svep ha rappresentato anche l’occasione per ragionare sulle nuove linee di indirizzo e sul rinnovo del Direttivo, che avverrà a ottobre 2017: ‘In autunno – conclude Bocciarelli – scade il triennio di mandato dell’attuale Consiglio Direttivo di Svep. Rinnoviamo l’appello ai nostri soci a presentare le candidature per il rinnovo degli organi sociali’.
I numeri di Svep
Durante l’assemblea annuale, la presidente di Svep, Laura Bocciarelli ha tracciato un bilancio dell’attività svolta nel corso del 2016: ‘ In questi anni abbiamo registrato una notevole crescita del numero delle associate (oggi sono 74) e abbiamo incrementato i progetti con le scuole, coinvolgendo circa 1.800 giovani in attività di volontariato’. Svep ha consolidato il ruolo di coordinamento e di supporto alle singole realtà locali, promuovendo nuove partnership sul territorio: ‘Abbiamo stilato diverse convenzioni con enti pubblici e privati; con la Fondazione di Piacenza e Vigevano, con la quale abbiamo portato a termine 3 progetti destinati ai minori in difficoltà’, prosegue Bocciarelli che ricorda, inoltre, la costituzione dell’Emporio Solidale, l’associazione attualmente presieduta da Svep, che mette in rete: Caritas, CRI, Auser, Comune di Piacenza. Ed ancora: ‘Abbiamo siglato un protocollo con Ausl per l’accoglienza di utenti fragili e con il Tribunale di Piacenza per il coinvolgimento di soggetti in messa alla prova, nelle attività socialmente utili. Nel 2016 il CSV piacentino ha erogato oltre 1.700 consulenze (legali, fiscali, comunicative) alle associate e promosso 8 percorsi formativi (con 224 partecipanti).




