Sicurezza sul lavoro e sanità,
basta tagli! Lo stop di Galvani

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Bruno Galvani
Bruno Galvani

di Elena Caminati – “Il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro deve diventare un diritto imprescindibile, ogni giorno dell’anno”. Lo ribadisce con la sua ben nota franchezza Bruno Galvani, presidente della Fondazione ANMIL, l’ente che sostiene e supporta le famiglie delle vittime di incidenti sulla lavoro e contribuisce a migliorare la sicurezza in ambito lavorativo. Non vuole essere strappalacrime ma solo obiettivo Galvani mentre racconta la sua storia personale che a 17 anni lo ha costretto su una sedia a rotelle. Il suo è stato un incidente causato dell’impreparazione all’utilizzo di un muletto “è necessario investire sulla formazione di ogni lavoratore, una disattenzione può essere fatale” ha detto a Di Profilo, il format prodotto da Zero523. La vita di Bruno Galvani è cambiata in una frazione di attimi, da quando quel mezzo da lavoro gli è piombato addosso fino a quasi a togliergli il respiro.
“In quel momento avrei preferito morire piuttosto che pensare di vivere il resto della vita da disabile – ha raccontato – poi qualcosa è cambiato e mi sono detto che la vita va vissuta nonostante tutto. Dopo pochi mesi dal mio infortunio, ho perso mio padre. Mia madre Rosa si è vista crollare il mondo addosso, prima con il mio incidente, poi con la morte di mio papà.
Eppure qualcosa è scattato e ho guardato la vita con occhi diversi, tanto che oggi non penso alla mia condizione fisica se non davanti a quegli ostacoli fisici o psicologici che periodicamente incontro. Oggi mi sembra una cosa normale spostarmi sulla sedia a rotelle. Certo accade ancora che ci siano ostacoli per me insormontabili”. Come ad esempio un’auto parcheggiata sullo scivolo a ridosso dei marciapiedi oppure quando il parcheggio per disabili è occupato da chi non ha il pass. Piccole grandi mancanze di civiltà che esistono ancora oggi, eccome.
“Oggi molto si è fatto per i portatori di handicap – ha detto – ma purtroppo certe inciviltà esisteranno sempre. Gli uffici pubblici sono praticamente tutti attrezzati, i privati invece sono ancora un po’ carenti da questo punto di vista. Ad esempio in molti negozi mancano le pedane all’ingresso”.
Galvani nelle ultime settimane si è mobilitato a fianco dei tre comitati che hanno raccolto 40 mila firme contro la chiusura dell’ospedale di Villanova, la cui unità spinale verrà trasferita all’ospedale di Fiorenzuola. “Ciò che ci preoccupa non è solo il futuro dell’ospedale, ma soprattutto i continui tagli che si fanno sulla sanità. In Italia si investe il 6,8% del Pil italiano, troppo poco. In questo modo a rimetterci saranno le persone più fragili. Gli investimenti sono necessari altrimenti a rimetterci sono sempre i più disgraziati. Tra l’altro il piano di riordino delle reti ospedaliere proposto dall’Asl  è passato con una maggioranza minima, segno che la maggior parte dei sindaci non era d’accordo. A mio avviso non è un buon segnale, l’azienda sanitaria locale dovrebbe tenerne conto”.

L’intervista completa sulla pagina Facebook DiProfiloweb

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