Incontriamo Cesare Betti (nella foto), direttore di Confindustria, nella bella sede piacentina di via IV Novembre. Lo facciamo alla vigilia dell’assemblea dell’associazione (22 giugno prossimo venturo) che eleggerà Alberto Rota, oggi presidente in pectore.
Direttore, una domanda diretta: fare l’imprenditore a Piacenza, a Parma o a Lodi, è la stessa cosa?
“No, facciamo degli esempi: se operi nell’agroalimentare a Parma sei avvantaggiato, anche per questione di numeri: tutti sanno che la coppa di Piacenza è molto più buona ma i parmigiani ne producono in termini quantitativi oltre il doppio rispetto a noi. Parma nel campo è un brand che proietta subito in una dimensione di eccellenza”
Ma, indipendentemente dal settore, trova differenze nel sistema territoriale, nell’operato delle pubbliche amministrazioni?
“Diciamo che qui manca una cultura industriale vera e propria, che per altro ci sforziamo di costruire. A Modena, a Reggio Emilia è diverso. Là c’è una cultura industriale notevole. In fin dei conti che cosa spinge la ripresa? Risposta semplice, la manifattura. Prima della crisi ci si è ubriacati di parole d’ordine come finanza, servizi, turismo. Ora, è bene sapere, ad esempio, che il turismo rappresenta più o meno il 4% del pil provinciale, quando il pil collegato all’industria rappresenta il 28-29%. A Reggio e Modena la meccanica, la manifattura costituiscono il cuore dell’economia e le amministrazioni ne sono ben consapevoli – vivono di questo- e fanno di tutto per attrarre risorse e investimenti. A Modena dopo il terremoto sono stati fatti miracoli, con la popolazione, la gente e le istituzioni consapevoli del fatto che le imprese sono il cuore pulsante dell’organismo territoriale. Si sono ripresi, gli imprenditori sono più forti di prima, sono stati capaci di rinnovamento. Là c’è una cultura diversa.
Da noi, per rispondere alla sua domanda, se la Buzzi-Unicem di Lugagnano deve cambiare tipo di alimentazione alle caldaie non va bene. Anche per questo si può dire che da noi manca una cultura industriale matura”.
C’è un motivo per spiegare questa assenza di cultura industriale?
“Abbiamo fatto anche belle cose, non voglio negare: abbiamo creato il mondo della raccorderia, delle macchine utensili. Ma non si coglie da parte della cittadinanza e delle istituzioni l’importanza del mondo industriale. Non c’è consapevolezza intorno al fatto che la ricchezza la portiamo noi, poiché la vera fonte di ricchezza è appunto la manifattura”.
Negli ultimi tempi il ruolo dell’associazione è cambiato: all’interno ci si è impegnati in un’opera di crescita della figura imprenditoriale, ma all’esterno è prevalsa la prudenza, ovvero l’immagine di una associazione timorosa di assumersi la responsabilità della guida. Viceversa, riteniamo indispensabile l’assunzione di responsabilità ad opera di tutti i soggetti che svolgono una funzione propulsiva nella società. Una responsabilità costruttiva, di interlocuzione e di discussione con le istituzioni. Perché ad esempio non ci si impegna di più sull’Ats (Associazione temporanea di scopo, in funzione di Expo, ndr)?
“Siamo partiti dall’importanza di far crescere le imprese, ma dico chiaro che se non ci fossimo stati noi a fungere da traino, dell’Ats per Expo non si sarebbe fatto nulla… Dovevamo andare fino in fondo? Ci stiamo ancora provando, c’è ancora tempo.
Il nostro presidente Bolzoni si è impegnato molto per garantire alla città una adeguata rete di trasporti, e mi riferisco in particolare ai collegamenti ferroviari da e per Milano sul treno. Un’opera che è valsa al nostro territorio tre treni in più. Poco? Battaglia persa in partenza? Forse, ma ci siamo scontrati con il fatto che Piacenza non è in Lombardia”.
Il fatto che il mondo cooperativo abbia dato il via al processo per l’Alleanza tra le tre centrali, può significare l’inizio di una maggiore e fattiva interlocuzione?
“L’operazione è senz’altro giusta e intelligente. Anche noi stiamo andando in questa direzione, prima con l’accordo con Upa e Libera Artigiani poi allargando l’operazione a Parma, Reggio Emilia, Cremona, Mantova, La Spezia, mettendo in rete i servizi. Come direttore sto cercando di coinvolgere in Confindustria tutto il mondo artigiano. Poi, ovviamente, le cose le fai con chi ci sta…”
Capitolo Camera di Commercio. Trova giusta la rivendicazione delle coop che chiedono rappresentatività in giunta camerale?
“All’interno della Camera di Commercio sono rappresentati tutti i settori produttivi. Le cooperative costituiscono una forma diversa di società. Purtroppo scontano il confronto dei numeri”.
Restiamo sulla Camera di Commercio. Non avrebbe più senso come luogo di confronto di idee piuttosto che come luogo di erogazione di servizi? Manca una visione di insieme, questa almeno è l’impressione.
“Proprio in questi giorni al Governo è in discussione la riforma delle camere di commercio, riforma che contiene i principi-guida che abbiamo voluto proprio come Confindustria. Renzi voleva chiuderle, mentre le nostre linee sono: almeno 80mila aziende rappresentate (quindi per forza noi dovremo unirci a Parma) e totale gratuità delle cariche. Tutto questo significa che si ridurranno i servizi erogati, andando giocoforza nella direzione del laboratorio di idee, del pensatoio al servizio dello sviluppo del territorio”.
Il nuovo presidente Rota segnerà un cambiamento di rotta?
“E’ stato scelto perché giovane, rappresenta sempre il settore metalmeccanico (per tornare al discorso della centralità della manifattura). Ed è, come Bolzoni, orientato all’export. Sono fiducioso. Se ci siamo (forse) salvati dalla crisi è perché siamo il secondo paese industriale d’Europa dopo la Germania”.
Gli ultimi dati sull’economia illustrati dalla Camera di Commercio, tuttavia, sono poco incoraggianti…
“Cresciamo là dove esportiamo. L’agricoltura è in negativo, così l’artigianato per non parlare del commercio e dell’edilizia. Dobbiamo puntare sulla manifattura. Prendere le aziende e portarle a interloquire con l’estero, ad esempio con l’Africa che è il continente in via di emersione. Proprio quello che, come Confindustria Piacenza, stiamo facendo con le nostre imprese”.




