di Elena Caminati –
I cambiamenti quando arrivano portano con sé conseguenze imprevedibili oltre che costringere, talvolta, a veri e propri salti di civiltà. E’ quello che potrebbe accadere oggi con l’evoluzione che sta avendo la famiglia? E soprattutto la direzione è verso una nuova famiglia? Una tematica che divide, che mette a confronto che inevitabilimente si scontra con l’etica e la morale. Si sono confrontati due docenti universitari di alto livello: Maurizio Mori ordinario di bioetica all’università di Torino e Adriano Pessina ordinario di filosofia morale all’università Cattolica di Milano. Un incontro organizzato per offrire ai presenti la possibilità di una riflessione approfondita su una tematica molto attuale e dibattuta. L’incontro moderato da Eugenio Gazzola è stato organizzato dalla neonata Società Bio-Giuridica piacentina presieduta da Marcello Valdini. “L’idea è quella di un passaggio da una famiglia molto vicina alla natura, perchè portatrice di istinti o inclinazioni dediti alla procreazione, ad una fase nuova – spiega il professor Mori – perchè oggi queste inclinazioni sono controllate dalla tecnica. Questo è un salto di civiltà, un cambiamento, un passaggio epocale come dal Medievo all’età moderna, o forse qualcosa di più”. Tematiche fortemente attuali che si scontrano con un livello etico e morale; “questo segna la nascita di una concezione nuova della moralità sempre più basata sull’autorealizzazione e non sulla sequela dell’ordine del mondo e della procreazione”. E se da una parte l’Irlanda ha detto sì ai matrimoni omosessuali attraverso il referendum, in Italia la sensazione è che si sia poco pronti ad una cambiamento così epocale.
“Come tutti i cambiamenti – conclude il docente di bioetica – anche questo porta con sé imprevisti e conseguenze imprevedibili. Di fatto è un salto di civiltà, perchè si spezza una struttura che ha retto diecimila anni. Questo spiega il calore, la passione con cui se ne parla e le controversie che si creano parlando di questo tema”.
Trattando l’argomento da un punto di vista prettamente filosofico, il professor Pessina è partito dal chiarire cosa si intende per famiglia e quali valori vengono messi in gioco. “La domanda è capire cosa intendiamo per famiglia e capire perchè quando destinando il concetto di famiglia all’esperienza eterosessuale non facciamo nulla che nuoccia alla possibilità di ledere i diritti delle persone omosessuali. Di fatto – continua il professor Pessina – ci sono le nuove famiglie e credo sia importante regolare questo nuovo modo di essere coppia. Ma lo Stato o la società non garantiscono l’affettività o l’amore. Hannah Arendt scriveva che la cosa più impolitica è il legame amoroso perchè non chiede un rionoscimento giuridico. Quando invece si chiedono riconoscimenti, si chiede qualche cosa in più che ha a che fare con il ruolo sociale, e credo sia importante parlarne e discuterne”.
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