Bassanetti: “Fare squadra per allentare il patto di stabilità”

0

Nel corso della sua “campagna elettorale” per la presidenza di Confindustria Piacenza, qualche mese orsono, Claudio Bassanetti aveva auspicato per la locale associazione di categoria locale l’approdo ad una sua “tripla A”, sintetizzata dai tre aggettivi “autonoma, autorevole e aggregante”: inevitabile, quindi, chiedere al noto imprenditore alla guida del Gruppo Bassanetti (che opera nel settore dell’estrazione, lavorazione e commercializzazione di aggregati lapidei selezionati, sabbie e ghiaie) cosa ne sia stato di quelle tre parole d’ordine. “Hanno fatto successo – spiega – perchè le ha riprese tout court il presidente nazionale Squinzi nella sua relazione all’assemblea pubblica. Saranno tre elementi fondamentali per il futuro, un futuro che però ad oggi risente dell’instabilità di governo. Speriamo in un minimo di stabilità, di certo quelli saranno tre punti fondamentali”.
Il suo ingresso nella Giunta nazionale coincide con un momento particolarmente delicato per l’Italia: cosa si può fare di concreto, di fronte ad una serie di dati e di notizie preoccupanti?
”Sono nella giunta nazionale ma appartengo anche ad un settere, quello dell’edilizia, che è particolarmente in crisi. Credo che tutte le politiche che prevedono una grossa erogazione di fondi, la momento, siano un’utopia: dobbiamo pensare di recuperare i pagamenti della PA, che generebbero un volano enorme, dobbiamo puntare a far sì che il credito delle banche alle imprese possa ripartire realmente e da subito, e ripristinare la certezza dei pagamenti tra le imprese. Sul fronte della riduzione del cuneo fiscale, il paradosso è che in Italia gli imprenditori devono far fronte al più alto costo del lavoro d’Europa, ma i dipendenti hanno una busta paga tra le più basse. Affrontare questo problema non può rilanciare da domani l’economia: è primario consentire alle imprese di creare lavoro, perchè senza lavoro non possiamo assumere a nessun costo, ma della riduzione del cuneo fiscale dobbiamo parlarne già oggi”.
A livello locale, cosa può concretamente produrre il rapporto tra Confindustria Piacenza e le altre istituzioni locali?
“In questo momento bisogna sopratttutto saperfare squadra. La prima battaglia da affrontare con le altre associazioni di categoria e gli enti locali è quella sul patto di stabilità, per dimostrare – conti e bilanci alla mano – come in questo momento si tratti di un abominio che ha prodotto danni enormi all’economia”.
Previsioni per il futuro?
“Nel 2013 il Pil piacentino, come quello nazionale, soffrirà ancora. Nel 2014 potrebbe iniziare la ripresa, seppur lenta: forse si comincia ad intravedere la luce in fondo al tunnel”.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.