di Roberta Suzzani – «Vorrei una città che giochi la partita di Expo 2015. Vorrei vedere scuole e aziende collegate nell’interesse dei nostri ragazzi. Vorrei un dialogo forte con il sindacato. Vorrei una burocrazia più efficiente. Vorrei che nei prossimi due anni venisse definita per Piacenza una politica industriale che riconosca la vocazione manifatturiera e ne persegua lo sviluppo con atti concreti. Vorrei».
Una lunga lista di desideri quella con cui, il presidente di Confindustria Emilio Bolzoni, ha voluto chiudere il suo discorso alla 68esima assemblea dell’associazione.
Una lista di desideri «per cambiare la prospettiva della nostra città. Cambiamento – ha aggiunto il numero uno degli industriali – che deve essere fatto subito per il bene del paese».
E proprio dalla situazione di recessione dell’Italia, da quel 12 per cento di disoccupazione con un picco del 40 per cento tra i giovani, dal grido che il “Sole 24 ore”, nel 2011, lanciava in prima pagina “Fate presto!”, dalla Legge Fornero che «ha peggiorato i problemi del mondo del lavoro», da quel meno 24 per cento che ormai da 8 trimestri caratterizza l’andamento della produzione industriale nazionale. Da questo quadro, il presidente Bolzoni è partito per pungolare la politica nazionale, ma anche locale.
«L’insieme di tutto questo assomiglia molto a una tempesta perfetta – ha sottolineato Bolzoni – che ha portato a una riduzione preoccupante degli iscritti alla Cassa Edile: dai 5mila addetti del 2008 a 1.416 di oggi».
Che fare, quindi? Si è chiesto Bolzoni. «Riformare il sistema politico dando senso ed efficacia alla politica a cominciare da una nuova Legge elettorale – è stata l’immediata risposta – Ma anche mettere mano ai costi della politica: la pubblica amministrazione ha accumulato 90 miliardi di euro di debito con i fornitori. Uno Stato serio non può far quadrare i conti non pagando i suoi debitori».
Il passo tra il “da fare” e il “già fatto” è stato quindi naturale. Con un sottinteso “seguite il nostro esempio” Bolzoni ha elencato i «progetti avviati dalla nostra Associazione negli ultimi due anni e dei risultati prodotti. In primis “Impresa Compiuta”, poi l’asilo nido ai Casoni di Podenzano, fino ad arrivare al progetto “Baia di San Sisto”, per il recupero dell’area oggi occupata dalla Caserma Niccolai in piazza Cittadella».
Un modello da seguire che Bolzoni ha “servito” a Piacenza.




