
Non si placano le polemiche sull’appalto del verde. Secondo Confcooperative Piacenza la cremonese Cuore Verde, affidataria della manutenzione del secondo lotto (zona est) del verde piacentino in seguito al bando emanato (in ritardo) da Palazzo Mercanti, non avrebbe i requisiti. Sarebbero in perdita i due ultimi bilanci (2016 e 2017) e non risulterebbero inserimenti lavorativi di lavoratori svantaggiati. “Anche la visura camerale datata 11 aprile 2019 (quindi recentissima) – affermano i vertici di Confcooperative – riporta zero lavoratori svantaggiati assunti”.
Il fatto è che la legge 381-91, relativa alle coop sociali di tipo B (cui appartiene Geocart, galassia Confcoop, concorrente sconfitta di Cuore Verde, vincitrice) impone l’obbligo di assunzioni in tal senso. Di qui (anche di qui) le perplessità di Confcooperative Piacenza (cui è associata la coop Geocart sconfitta che ha annunciato il ricorso al Tar) che avrebbe scritto – nei giorni scorsi – alla propria centrale regionale e a quella nazionale perchè venga sollecitata Confcooperative Lombardia ad effettuare la revisione nei confronti della coop Cuore Verde e per chiedere spiegazioni sul perchè non sia mai stata sottoposta a controlli nei suoi 5 anni di vita. Alla centrale lombarda spetterebbe infatti la revisione cooperativa volta ad accertare, oltre alla consistenza dello stato patrimoniale dell’ente, la correttezza e la conformità alle norme vigenti dei contratti associativi e dei rapporti di lavoro.




