
Comunali 2022 ultimi giorni prima dell’apertura delle urne. Una strana campagna elettorale quella si chiude a Piacenza. Lunga, lunghissima non priva di contraddizioni e contrapposizioni. Caratterizzata soprattutto da un fattore nuovo. L’affollamento di “separati in casa” tra ex amici di un tempo che ha determinato il frazionamento delle coalizioni in più segmenti l’un contro l’altro polemizzanti.
E lo si vede ogni giorno.
C’è poi il peso di una situazione generale tutt’altro che lineare e rosea di cui tutti noi stiamo soffrendo. Politica e politici compresi. Per la città saranno le prime elezioni dopo la pandemia, ma saranno anche le prime elezioni in uno stato di guerra che sta colpendo pesantemente soprattutto con i riflessi economici che porta con sé. Se già nel 2017 l’assenteismo era stato un fattore importante nella contesa in questa tornata elettorale rischia di essere molto più pesante. Il rischio c’è.
Senza scomodare i sondaggi che sono stati resi noti un paio di settimane fa (da intendersi più come un conforto e uno stimolo nella corsa finale) valgono i dati veri delle elezioni che si sono celebrate a inizio autunno in Italia e anche nel Piacentino pur coinvolto in un test molto ridotto. Numeri, quelli dell’affluenza, quasi da assemblea di condominio nelle grandi città e così anche nei piccoli centri.
Quello dell’astensionismo da tempo è stato classificato come uno dei partiti che ad ogni appuntamento elettorale si contende il campo con i partiti. C’è da capire se sarà determinante anche in questo quadro generale così complesso. A cui si aggiunge il fatto che si vota un solo giorno, domenica 12.
Intanto si stanno confrontando sei candidati. Due le considerazioni da fare a questo proposito.
La prima riguarda i due schieramenti tradizionali centrodestra e centrosinistra che si presentano sdoppiati agli elettori.
Ciascuno infatti propone due candidate Patrizia Barbieri e Katia Tarasconi a cui si contrappongono altrettanti candidati d’area da un lato Corrado Sforza Fogliani e dall’altro Stefano Cugini. Un quartetto espressione delle famiglie politiche classiche a cui si affiancano altri due candidati espressione di uno stesso sentire. Ci sono poi Samanta Favari e Maurizio Botti, portatori del dissenso emerso durante la pandemia espressione dei movimenti no-vax che hanno preso piede negli ultimi due anni.
Quindi la competizione si presenta a sei ma potrebbe sembrare allo stesso tempo un duello a due a due che si sviluppa all’interno di composizioni politiche che hanno molti tratti omogenei.
La seconda considerazione riguarda le candidature e la natura delle stesse. Accanto alla sindaca uscente Patrizia Barbieri che si presenta per il secondo mandato sono affiancati Lega Nord, Fratelli d’Italia, Forza Italia e una lista civica che porta il nome della stessa candidata. In essa sono presenti alcuni ex amministratori comunali che hanno fatto parte della squadra della sindaca. Solo alcuni perché, della sua precedente esperienza, Barbieri ha premiato solo pochi assessori tra l’altro sottolineandone pubblicamente i meriti.
Altra annotazione importante è riferita al messaggio che Patrizia Barbieri ha voluto dare all’avvio della campagna elettorale. Con un video postato sui social.
Piacenza è il mio partito disse volendo così rimarcare la natura civica della sua decisione di gareggiare ancora. Elemento significativo questo del civismo che ha portato successivamente – dopo lunghe trattative – ad un accordo con un altro civico Massimo Trespidi è stato protagonista della precedente tornata amministrativa come candidato sindaco in contrapposizione a Barbieri e ai partiti che la sostenevano. Per i cinque anni di amministrazione poi si è mostrato tutt’altro che tenero con la performance di governo della sindaca stessa. Anzi forse ne è stato, assieme ad Antonio Levoni capogruppo dei Liberali Piacentini che oggi hanno fatto una scelta autonoma, uno dei principali critici e oppositori.
Alla fine Trespidi ha messo il suo nome a guida della lista espressione della sindaca uscente ma giusto il nome perché durante la campagna elettorale è rimasto in panchina o forse negli spogliatoi. Una campagna elettorale silente, la sua, che ha in sé tanti significati.
Nella campagna elettorale Patrizia Barbieri (sostenuta dal guru della comunicazione Mauro Ferrari) ha puntato molto sulle occasioni perdute per cause di forza maggiore. Forse non potendo portare risultati concreti da mostrare ai cittadini di Piacenza perché rimasti, se c’erano, nelle intenzioni. In ogni occasione ha ricordato la pandemia come un fattore rallentante dell’azione amministrativa, ma ha fatto leva anche sulle difficoltà e complicanze legate ai progetti ereditati dai predecessori. Risultato servono altri cinque anni per “mettere a terra” idee e progetti. E’ il messaggio che si raccoglie rivolto agli elettori.
Se il cuore del suo messaggio è stato il civismo i partiti , (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia-con componenti di Udc e Cambiamo con Toti) a sostenere la sua candidatura sono arrivati (impensabile una corsa senza di loro) anche se non è stato possibile rieditare l’intera griglia unitaria che la sostenne nel 2017.
Infatti la componente liberale ha aggregato intorno alla figura dell’avvocato Corrado Sforza Fogliani il Terzo Polo che insieme all’Associazione dei liberali include anche il gruppo della Buona destra (con Michele Giardino anch’esso molto critico sulla prima esperienza amministrativa di Patrizia Barbieri) e l’Officina delle idee che raggruppa tra gli altri esponenti politici che hanno fatto parte dell’amministrazione ma che poi sono stati allontanati dalla stessa sindaca. Dura la posizione del candidato sindaco del Terzo polo sull’operato dell’amministrazione Barbieri che si può condensare in una frase pronunciata dallo stesso candidato “ridare un’anima alla città” e contribuire alla soluzione di alcuni problemi che oggi caratterizzano Piacenza.
Come annotazione da segnalare l’ultima mossa della candidata Patrizia Barbieri. Dopo aver annunciato l’intenzione di istituire un assessorato alla sanità ha trovato anche un volto. Sarà il professor Luigi Cavanna – ha detto –. Un annuncio che ha fatto rumore. Un aspetto suscita qualche perplessità. Quali margini di decisione può avere un assessorato alla sanità in un comune se il governo appartiene alla Regione e il controllo territoriale è affidato ai sindaci (tutti non del capoluogo) nella Conferenza sociale e sanitaria. Dubbi e interrogativi che forse possono venir fugati ma al momento restano. Ma siamo in campagna elettorale e questo è il tempo appropriato per svelare le carte giuste per catturare l’attenzione degli elettori. Si sa.
Il confronto elettorale 2022 appare come una contesa tra ex amici si è detto. Ed investe anche il centrosinistra. Ex amici infatti sono anche i candidati Katia Tarasconi (sostenuta da 5 liste: Pd, Piacenza Coraggiosa, Pensionati, Piacenza Oltre e una lista civica espressione della candidata) e Stefano Cugini (sostenuto da Alternativa per Piacenza, Europa Verde, +Europa e @sinistra). Espressione entrambi del Pd fino a quando il Pd ha deciso l’uscita dal progetto di Alternativa e Cugini ha lasciato il Pd abbandonando l’incarico di capogruppo in consiglio comunale.
Vale la pena però, sul centrosinistra, ripercorrere le tappe che hanno determinato le posizioni attuali.
Partiti, movimenti, gruppi dell’arcipelago del centro e della sinistra inizialmente sembravano porsi un obiettivo comune che non si pensava potesse venire mai insidiato: arrivare uniti alla competizione elettorale e far tesoro dell’esperienza del 2017 quando le divisioni avevano portato alla sconfitta. Era questa la missione iniziale. Unità di intenti e di azioni. Così sembrava fino all’autunno inoltrato. Poi nel Pd si è accelerato sul congresso, sono cambiati i protagonisti e quella che doveva essere la casa comune di Alternativa per Piacenza ha cominciato a perdere pezzi a partire dalla discussione sulla candidatura. L’accordo sul nome è parso prima difficile e poi impossibile. A sostenere la candidatura di Stefano Cugini la parte ambientalista di ApP, i gruppi più a sinistra e M5s. Ma con Cugini non era allineato il Pd che ha cercato la sua candidatura in autonomia formando poi intorno al nome di Katia Tarasconi quel campo largo di forze che è la cifra politica del segretario Enrico Letta (includendo Azione che sa sempre si dicono incompatibili con il M5s).
Dopo una ricerca di alcuni mesi di un nome catalizzante (Katia Tarasconi su cui nel Pd si puntava aveva ripetuto la sua indisponibilità) comprese alcune disavventure finali il pressing su Tarasconi ha portato la consigliera regionale del Pd ad accettare la sfida portando con sé nella campagna elettorale un messaggio preciso “Nuovo sindaco. Sindaca Nuova – Per Piacenza Dritta al cuore.
Stefano Cugini si presenta con lo slogan la Forza giusta con l’obiettivo dichiarato di intercettare gli elettori che nella casa della sinistra da anni non hanno più trovato il loro spazio. Recuperare l’area del non voto è la strategia che guida il gruppo con un’accentuazione specifica sulle tematiche ambientali di cui è caratterizzato gran parte del programma.
Entrambi i candidati con linee programmatiche diverse portano un messaggio di richiesta di cambiamento alla giunta Barbieri puntando Tarasconi sulla necessità di “prendersi cura della città” che esplicita con le parole “Dritta al cuore” e Cugini punta su una svolta decisa verso scelte ambientali. Più volte ha ripetuto che l’impronta del suo programma è tutta ambientale e che l’ambiente non è uno slogan…
Tra Tarasconi e Cugini però, stando alle battute finali della campagna elettorale espresse da Katia Tarasconi, in caso di ballottaggio non ci sarà apparentamento. Forse la rottura consumata ha bisogno ancora di tempo per potersi ricucire. Quanto al centro destra su un possibile riavvicinamento in caso di ballottaggio non si sono espressi i due contendenti dell’area di centrodestra anche se pare difficile che questo possa verificarsi viste le fratture che si sono consumate.
Ma alla fine le previsioni sono molti difficili sia per il centrosinistra sia per il centrodestra.
Più di ogni altra cosa la politica resta, in fondo, l’arte del possibile e ciò che sembra lontano in un attimo può miracolosamente riavvicinarsi…
Antonella Lenti




