Piera Reboli: “All’ambulatorio Dimaggio prestazioni in crescita, ma servono volontari

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Sono state quasi 300 le prestazioni medico-infermieristiche erogate dall’ambulatorio di prossimità Arcangelo Dimaggio lo scorso anno. Una crescita costante, quella dei servizi offerti dalla struttura sanitaria sorta nel 2016 in via Pozzo 10, a Piacenza, nel cuore del quartiere Roma.
Insieme alla nuova presidente Piera Reboli, – prima dirigente del Distretto Ausl di Ponente e figura storica dei servizi sociosanitari locali, in pensione da giugno 2018 – ripercorriamo la storia e la mission dell’ambulatorio Dimaggio. Da aprile 2016 – anno della sua apertura al pubblico – l’ambulatorio di prossimità di via Pozzo assicura assistenza sanitaria di base e orientamento socio-sanitario gratuiti in una zona difficile della città, per intercettare persone che vivono in condizioni di povertà e di marginalità come migranti e senzatetto: ‘L’ambulatorio Dimaggio eroga prestazioni mediche a tutti coloro che non hanno accesso al Servizio sanitario nazionale, prefiggendosi come obiettivo la tutela della salute delle persone con fragilità sanitaria e sociale’, evidenzia la presidente Reboli, la quale ricorda la triplice funzione dell’ambulatorio: ‘accanto alle prestazioni di medicina di base (assicurate grazie alla presenza di un medico tre volte a settimana, nelle giornate di martedì e mercoledì dalle 9 alle 12, venerdì dalle ore 16 alle 19), si inserisce l’offerta di prestazioni infermieristiche (come misurazione della pressione arteriosa, terapia iniettiva, piccole medicazioni, terapia intramuscolare..) a favore dei residenti del quartiere. Un volta a settimana – nella mattinata del giovedì (dalle ore 8 alle ore 10) – l’ambulatorio funge anche da punto prelievi (convenzionato con l’Ausl piacentina), a disposizione di tutti i cittadini’.

Piera Reboli

I locali della struttura – inoltre – ospitano la sede del servizio di Continuità Assistenziale dell’Ausl (ex Guardia Medica), nei giorni feriali dalle 20 alle 23, e in quelli festivi e prefestivi, dalle 8 alle 23. L’aumento della richiesta di prestazioni mediche ed infermieristiche determina una presenza costante e sempre maggiore di personale volontario, motivo per cui la presidente Reboli lancia un appello alla città: ‘Auspichiamo di poter contare su nuovi volontari (specialmente in ambito infermieristico) per dare continuità al servizio sul territorio e rispondere alle maggiori esigenze della popolazione’. Ad usufruire delle prestazioni mediche sono in prevalenza stranieri (circa l’80% degli utenti) mentre per quanto riguarda i servizi infermieristici la percentuale di utenti stranieri è pari al 39%. Il punto prelievi è usufruito in prevalenza da popolazione italiana. L’ambulatorio – intitolato ad Arcangelo Dimaggio, storico portavoce e fondatore di Emergency Piacenza – è gestito in modo volontario da personale sanitario (e non) e può contare su un team di circa cinquanta volontari attivi. Accanto ai medici di base e ad infermieri professionali sono presenti operatori di accoglienza (figure con vari profili professionali) che si interfacciano con l’utenza. ‘Possiamo contare – inoltre – su un nutrito numero di specialisti che collaborano con l’ambulatorio e offrono cure specialistiche in diversi ambiti, (dalla dermatologia alla cardiologia, dalla ginecologia alla neurologia)’, sottolinea la presidente Reboli, che auspica – per il futuro – di portare avanti con continuità ‘le numerose collaborazioni attive sul territorio con le realtà che operano nel nostro settore’ e di riuscire ad intercettare il maggior numero di persone in condizioni di fragilità, perché – conclude – ‘riteniamo che la salute sia un diritto di tutti’.

Medicina di base ma non solo
Tre anni fa l’apertura: il percorso

Sono passati tre anni dall’apertura dell’ambulatorio di prossimità Dimaggio. La neopresidente Piera Reboli ricorda le fasi di costituzione del progetto sul territorio: ‘E’ grazie all’iniziativa di Stefania Calza e Arcangelo Dimaggio – storico portavoce e fondatore di Emergency Piacenza – che nacque l’idea di realizzare un ambulatorio di prossimità rivolto a chi non avesse accesso al Servizio sanitario nazionale.
Il progetto – arrestatosi per qualche tempo a causa della prematura scomparsa del portavoce piacentino di Emergency, nel 2014 – venne ripreso successivamente grazie al sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e della precedente Giunta Dosi, in stretta collaborazione con Stefania Calza, fondatrice dell’Associazione Arcangelo Dimaggio e Luisella Reboli, presidente onoraria.
Si scelse il quartiere Roma in seguito ad un episodio capitato nella zona: si decise di rispondere con una struttura che erogasse prestazioni medico-infermieristiche alle persone deboli’. Da aprile 2016 – anno della sua apertura al pubblico – l’ambulatorio Dimaggio assicura assistenza sanitaria di base, orientamento socio-sanitario gratuiti e prestazioni infermieristiche, intercettando persone che vivono in condizioni di povertà e di marginalità.

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