
Un uomo deciso, determinato, aperto alle sfide. Ma anche un riferimento per tanti, una guida, a volte quasi come un “secondo padre”. È stato questo Cesare Betti, storico direttore di Confindustria Piacenza, stroncato dal coronavirus lo scorso 14 marzo, all’età di 71 anni. Per celebrarne la figura, l’associazione di categoria Federmanager Piacenza ha assegnato alla sua memoria il riconoscimento “Manager dell’Anno 2020”. La targa è stata consegnata ai familiari, in occasione di una cerimonia a ranghi ridotti organizzata nella mattinata del 17 dicembre presso la sede locale di Confindustria, dove Betti era entrato nel 1975 ricoprendo poi, dal 2002 alla morte, il ruolo di direttore. “Anche se non ho avuto modo di conoscerlo personalmente, parlando con chi ha lavorato con lui e con i familiari, ho capito che Cesare Betti incarnava alla perfezione i valori che la nostra associazione porta avanti quotidianamente – ha evidenziato Michele Vitiello, presidente di Federmanager -. Sentendo diverse voci, ciò che mi ha più colpito di lui è la capacità, che ha sempre dimostrato, di lavorare in squadra e la grande fiducia che riponeva nei giovani”.
“UN COMUNICATORE NATO” – Tra immagini, musica e parole – è stato proiettato un breve video commemorativo – diverse persone hanno a turno portato il proprio commosso ricordo di Betti: del professionista ma, ancor prima, dell’uomo. In primis è toccato ai quattro past president degli industriali piacentini affiancati da Betti nei suoi diciotto anni da direttore. Dalla memoria di Giuseppe Parenti, Emilio Bolzoni, Sergio Giglio e Alberto Rota è emerso il ritratto di una persona “appassionata delle sfide, che accoglieva sempre col sorriso, dotato di sensibilità e delicatezza rare. Cesare era un consigliere, una figura di riferimento, un valore aggiunto per il territorio piacentino”. Parole sottoscritte anche dal prefetto Daniela Lupo e dal sindaco Patrizia Barbieri, intervenute con un breve video. “Betti è stata una persona capace, coraggiosa ed illuminata – ha detto il primo cittadino -. Un uomo innamorato di Piacenza”. Il compianto direttore di Confindustria è stato anche membro del Cda della Fondazione di Piacenza e Vigevano. “Ci ha insegnato che per ottenere i risultati bisogna far fatica” – ha sottolineato il presidente Massimo Toscani. E poi il ricordo, intimo e carico di emozione, della figlia Chiara. “Sono orgogliosa – ha detto alla consegna del premio -. Mio padre aveva una simpatia unica, era un comunicatore: qualità che spiegano il vuoto lasciato e l’affetto ricevuto in questi mesi”.




