
Il presidente del Gruppo giovani di Confindustria Lorenzo Marchi rivolge lo sguardo oltre il Covid: “Oggi è il tempo di prestare grande attenzione ai nuovi fenomeni e guardarsi attorno per cogliere tempestivamente nuove occasioni”
Quando ci si incontra per un’intervista, di solito, nei primi minuti si spendono i convenevoli, si inquadra l’argomento, poi qualche considerazione sull’attualità accorcia le distanze dalle prime domande. Di solito … Non è stato così con Lorenzo Marchi da pochi mesi presidente del Gruppo giovani di Confindustria Piacenza. Nel prologo è entrato immediatamente in tema anticipando la mia prima domanda: “Nonostante il clima che si respira in questo periodo sono ottimista: ci riprenderemo e nuove occasioni si presenteranno per un nuovo sviluppo. L’aumento esponenziale dei depositi bancari si tradurrà in ossigeno per la ripresa non appena la situazione inizierà ad essere più sotto controllo. A ruota, altro ossigeno arriverà anche dal Superbonus 110% quando maggiore fiducia permetterà di dispiegarne tutta la sua convenienza. La voglia di reagire è ancora integra, attende qualche segnale per manifestarsi con energia”.
Direi che stiamo iniziando bene, con una iniezione di speranza …
“Certo, sono molto fiducioso. Avverto il desiderio di sbloccare questa situazione, non appena si aprono nuovi spazi la gente li occupa immediatamente. Un esempio è stata la parziale riapertura dei ristoranti a cui è seguita una risposta proporzionale”.
Presidente, facciamo un passo indietro: provi a raccontarsi, come ha iniziato ad occuparsi dell’azienda di famiglia, la Fornaroli Polymers ?
“Il mio caso è quello di un giovane cresciuto in una famiglia dove l’argomento principale di discussione era il lavoro: gli aggiornamenti, le problematiche che si presentavano nell’azienda familiare. Già da ragazzo, nel periodo estivo, davo una mano dove c’era bisogno. Mi sono fatto presto un quadro della situazione e ciò mi è servito moltissimo in seguito. Dopo il liceo linguistico sono stato per un anno negli Stati Uniti ed al rientro, ancora diciannovenne, mio fratello mi chiese un impegno costante e responsabile. Inizialmente il mio lavoro si articolava nel supporto, via via, a più reparti, poi trovai la mia collocazione nel settore acquisti”.
Oggi ricopre l’incarico di amministratore delegato, il passaggio generazionale è stato difficoltoso?
“Avere maggiori responsabilità non è mai facile, ma dal punto di vista che intende, direi proprio no: mia madre e mio zio hanno sempre affiancato sia me, mio fratello e mio cugino guidandoci nelle nuove sperienze”.
I giovani d’oggi che volessero fare impresa come potrebbero realizzare un progetto? A suo parere il fenomeno delle cosidette sturt up si traduce in risultati apprezzabili?
“Partendo dal presupposto che internet ha rivoluzionato il lavoro e quindi anche il modo di fare impresa, quella che chiamiamo la generazione digitale ha davanti a se l’opportunità di presentarsi al mercato attraverso gli incubatori di idee. Confindustria Piacenza presta grande attenzione al fenomeno tant’è che ha aderito a Le Village di Credit Agricol, un acceleratore d’impresa da cui le sturt up ricevono supporto per la crescita e l’opportunità di trovare investitori. Il mondo dell’imprenditoria e della finanza è molto attento al fenomeno”.
Presidente parliamo di risultati …
“I progetti sono tanti, quelli che si realizzano purtroppo sono pochi”.
Non è confortante …. Qual’è allora la sua personale visione oltre il Covid
“Ora la prospettiva potrebbe essere un’altra: cambiare radicalmente perché stiamo vivendo l’anno zero. Si determinerà un nuovo sistema economico legato a un altrettanto nuovo concetto di globalizzazione. Quindi nuove opportunità che genereranno nuovi benefici per il sistema Italia. Si sta confermando un approccio più responsabile alle problematiche ambientali: maggiore responsabilità significa maggiori investimenti, più opportunità di lavoro. Da evidenziare inoltre l’evoluzione che sta interessando la mobilità: il passaggio dal motore termico a quello elettrico sta già incentivando la realizzazione delle reti di alimentazione. Il processo è già avviato: la storia ci insegna che potrebbe essere un’altra “rivoluzione”. Quando Karl Benz inventò il motore a scoppio i produttori di carrozze non credettero al cambiamento e sparirono dal mercato, nessuno si ricorda più di loro. Oggi è il tempo di prestare grande attenzione ai nuovi fenomeni e di guardarsi attorno per cogliere tempestivamente nuove occasioni di fare impresa. Indipendentemente da ciò che leggiamo quotidianamente sui giornali, dal racconto drammatico dell’epidemia, sono sicuro che riusciremo a superare questa grande crisi. E’ la storia che lo racconta”.
Certo, ci saranno nuove occasioni di fare impresa, la sua visione è logicamente condivisibile, presentata con entusiasmo… Non supera però una evidenza sempre più chiara: tra i giovani, l’ambizione di fare l’imprenditore non si segnala in crescita, forse il contrario …
“E’ un fenomeno che non va assolutamente trascurato. Occorre maggiore impegno nel promuovere la diffusione della cultura imprenditoriale tra i giovani. Come Confindustria ci stiamo provando attraverso uno stretto rapporto con il mondo della scuola dove andiamo a spiegare come si sta evolvendo il mondo del lavoro, quali sono i settori in sviluppo che sul nostro territorio offrono occasioni di impiego ed opportunità di lavorare su nuove idee. L’attività di orientamento è essenziale. Collaboriamo da tempo, registrando risultati molto apprezzabili, con l’Istituto ISI Marconi dove la collaborazione si sviluppa attraverso un comitato formato da docenti e imprenditori: un modo intelligente per fare sintesi di esperienze e punti di vista diversi. L’attività di orientamento, oltre a mettere in relazione la domanda e l’offerta di lavoro, aiuta i giovani a conoscere il tessuto economico del territorio, le specificità della nostra tradizione industriale e quindi comprendere meglio quale potrebbe essere il loro futuro. Anche quello di fare impresa”.
… E poi aderire al Gruppo giovani di Confindustria. Come siete organizzati e quali sono le vostre attività principali?
“Certo, aderire al Gruppo giovani di Confindustria è un’opportunità per crescere. Si tratta di una palestra dove ci si prepara per impegni maggiori imparando a conoscere l’associazione nelle sue articolazioni, opportunità, servizi e relazioni. La struttura è molto snella: l’assemblea del Gruppo elegge il presidente, il vice presidente – in questo caso la vice presidente Paola Rovellini – ed il consiglio direttivo, composto da una ventina di giovani imprenditori. Il confronto, la condivisione delle esperienze, migliorare la conoscenza sono le attività che ci impegnano maggiormente. Molto interessanti sono stati i numerosi incontri organizzati con ospiti illustri del mondo imprenditoriale nazionale: ci hanno sempre arricchito sia dal punto di vista professionale che umano. Ora, dovervi rinunciare lascia un vuoto di esperienze”.
Consiglio direttivo gruppo giovani di Confindustria
• Alberici Greta Allied Group
• Belloni Brando – Gruppo Belloni
• Cogni Carla – Impresa Cogni
• Dallagiovanna Sabrina – Molino Dallagiovanna
• Fiorani Pietro – Fiorani & C.
• Follini Marco – Vaportris
• Giglio Giovanni – Antas
• Molinari Paolo – TMV
• Rebecchi Rossella – Rebecchi Group
• Rovellini Paola – MAE
• Scianò Marco – Piacenza Calcio
• Sclavi Gianluca – Meba
• Soressi Serena Luca – Giada Group
• Tatano Elisa – Tatano F.lli
• Villa Davide – Casella Autogru
• Zaffignani Marco – Sercom
• Zambianchi Nicolò – Agesco




