“Si tratta solo di una proposta demagogica perchè chiunque abbia una qualche nozione di cultura ed arte sa benissimo che Piacenza non ha nessuna possibilità di spuntarla”. Alberto Esse era presente con il suo bicipoint davanti a Sant’Ilario per l’incontro di presentazione del dossier del Comitato di Piacenza Capitale della Cultura 2020. Questo il suo punto di vista:
“La narrazione di “Piacenza capitale della cultura 2020” è solo fumo degli occhi dell’attuale amministrazione ( e di quella precedente).
– Perché per ammissione dei due saggi incaricati di preparare il progetto, Piacenza non ha nessuna possibilità di essere scelta. Ci dicono che sarà un bel successo se si classificherà tra l prime 10. Ma quale successo? Con le antagoniste che ha Piacenza è normale che si classifichi tra le prime 10. Però questo non significa niente, classificarsi tra le prime 10 o no è la stessa cosa. Vantaggi? nessuno a fronte di spese concrete (l’emolumento dei due saggi il cui ammontare è però un segreto di stato, più il costo di due kermesse passerelle che di partecipativo non hanno niente.)
– Perché del millantato piano culturale strategico non rimarrà niente. Esperienze di questo tipo, contrariamente a quanto sostengono i “saggi” Piacenza né ha già fatte, basti ricordare gli “Stati Generali” o “Piacenza 2020” o “Piacenza EXPO” con risultati del tutto insignificanti.
– Perché il progetto presentato non è un progetto culturale ma un luna park di eventi effimeri a sola funzione turistica o commerciale.
– Perché il progetto dovrebbe essere gestito dall’attuale amministrazione il cui orizzonte culturale è sotto gli occhi di tutti e da un Assessore alla Cultura che culturalmente non ne imbrocca una. Costoro ad es. nei giorni scorsi hanno votato una mozione per togliere i fondi a Pulcheria e ai due centri pubblici di aggregazione giovanile mentre i due saggi ci promettono 20.000 giovani a Piacenza da tutta Italia e da tutta Europa. Ma chi si vuole prendere in giro?”
Il Laboratorio di Alberto Esse/Luogomobile




