Ventidue punti di distribuzione, che hanno fornito ai piacentini oltre 13mila metri cubi di acqua di buona qualità, gratis. Questi sono i risultati, forniti da IREN, per l’anno 2015, dei distributori di acqua pubblica su tutto il territorio provinciale, che hanno permesso un considerevole risparmio economico per le famiglie piacentine, stimato in circa 6,7 milioni di euro. Un dato che, tuttavia, non sorprende, se si pensa che nei negozi e nella grande distribuzione l’acqua costa non meno di 0,20 euro per bottiglia. Ma i vantaggi della distribuzione di acqua pubblica non finiscono qui: importante è stata anche la riduzione dell’inquinamento ambientale. Secondo i dati, infatti, si è evitato di smaltire qualcosa come 9 milioni di bottiglie di plastica, risparmiando più di 315 tonnellate di pet, oltre a quasi 600 di petrolio ed evitando di emettere nell’atmosfera oltre 800 tonnellate di anidride carbonica. Il primo distributore di acqua presente nel piacentino è stato quello di via XXIV maggio a Piacenza, e, negli anni, la rete si è allargata a tutta la provincia, arrivando a 23 distributori (anche se quello di Gropparello non è ancora contabilizzato nei dati 2015). L’idea dei distributori d’acqua gratis (o a costi simbolici) nasce nel lontano 2003, come spiega Eugenio Bertolini, direttore generale di Iren Acqua e Gas e Iren Emilia: “grazie ad un confronto tra azienda e Comune già nel 2003 nasce il punto distribuzione di via XXIV maggio”. Il successo di quell’esperienza ha poi mostrato, spiega Bertolini “come ci fosse una sensibilità e condivisione del progetto da parte anche di altri Comuni della provincia. Nel 2005, con la messa a regime della gestione del ciclo integrato, abbiamo iniziato a diffondere gli impianti, in parte a carico di Iren, in parte del Comune” fino ai 23 attuali. Tornando ai dati del 2015, è da sottolineare come il record di distribuzione sia nell’area di San Polo e Podenzano dove sono stati erogati oltre 2mila metri cubi di acqua. Ottimi risultati anche nell’area di Rottofreno e San Nicolò con oltre 900 metri cubi, seguiti poi dai due distributori cittadini, in via XXIV maggio e via Radini-Tedeschi, che hanno erogato, rispettivamente, 837 e 791 metri cubi nel 2015. L’idea dei distributori, che inizialmente aveva lo scopo di “far capire alla gente che dell’acqua pubblica ci si può fidare” spiega Bertolini, oggi, può anche “produrre grandi risparmi dal punto di vista economico e ambientale”. E il risparmio di bottiglie e dello smaltimento della plastica derivato dall’uso dei distributori significa anche risparmio nel ciclo dell’acqua: secondo i dati IREN, nel 2015, nella provincia di Piacenza, grazie all’acqua pubblica, si sono risparmiati più di 5mila metri cubi di risorse idriche. In anni in cui il problema della siccità delle falde acquifere è sempre più importante (anche nei mesi invernali) e gli ambienti sono sempre più inquinati e, talvolta, compromessi, il tema del risparmio idrico è di fondamentale importanza, e sarà sempre più importante per le generazioni future.




