Acli Piacenza post Covid: “L’impegno è per la ripresa”

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Acli Piacenza, un anno di attività nonostante il covid. Il presidente Alessandro Candido “A servizio delle persone per la ripresa”

“In questo tempo così incerto, occorre vivere il presente tenendo gli occhi ben aperti sulle disuguaglianze che caratterizzano la nostra società, in primo luogo nel mondo del lavoro, che per le Acli rappresenta la missione fondamentale. Ma quando pensiamo alla costruzione del domani non dobbiamo dimenticare l’ambiente e, in particolare, il rapporto tra progresso economico e cambiamenti climatici. Da qui passa il futuro dell’umanità”. Ha le idee chiare Alessandro Candido, avvocato e professore universitario, da poco più di un anno alla guida delle Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) della provincia di Piacenza, quando gli si chiede di indicare le sfide che attendono il mondo radicalmente mutato dalla pandemia. Sfide davanti alle quali la storica associazione di promozione sociale non si vuole tirare indietro. Neppure a livello locale.

“L’impatto del virus sul nostro territorio, tra i più colpiti soprattutto nella prima ondata, è stato certamente significativo – rileva Candido -. Diverse attività purtroppo hanno chiuso i battenti e comincia ad avvertirsi il contraccolpo economico. Anche i nostri circoli ne hanno risentito e, se stanno riaprendo, pur tra mille difficoltà, è per dare una risposta agli oltre mille soci che, nonostante tutto, ci hanno sostenuto”.

“Sfruttare i fondi dell’Europa” – La ripartenza passa anche dall’iniezione di denaro in arrivo dall’Europa. “Bisogna sfruttare tutte le potenzialità che il Recovery Plan offre per la ripresa – rimarca -. Le Acli di Piacenza daranno il proprio contributo e con i propri servizi si metteranno come sempre a disposizione delle persone”. Mettersi al servizio delle persone. Una mission che le Acli declinano in modo trasversale: a partire dagli sportelli di Caf e Patronato. “Il primo è un modo per semplificare la vita delle famiglie, dei lavoratori, degli studenti e dei pensionati, nonché di tutti coloro i quali hanno bisogno di assistenza in materia fiscale – ricorda Candido -. L’anno prossimo entrerà a regime il nuovo servizio per l’attivazione dello SPID, ormai fondamentale per accedere telematicamente ai vari enti pubblici. Sarà potenziato anche il servizio per il calcolo dell’ISEE, necessario, tra l’altro, per chi vorrà fare successiva richiesta dell’assegno unico. Con il Patronato – aggiunge -, garantiamo inoltre informazione, assistenza e tutela ai lavoratori e alle lavoratrici. Il che non vuol dire solo pensioni, ma anche, per esempio, tutte quelle questioni di lavoro determinate dalla pandemia, il congedo obbligatorio di paternità, gli infortuni e le malattie professionali, la gestione del lavoro domestico e tanto altro ancora”.

“Più spazi per l’Enaip” – E poi la formazione, con l’Enaip. “Si tratta del più grande ente presente sul territorio nazionale e a Piacenza, per via della mole di lavoro e di corsi, avrebbe bisogno di ulteriori spazi – afferma Candido -. Quest’anno la sospensione delle attività in presenza, avvenuta nella primavera e nell’autunno del 2020, la difficoltà di molte persone svantaggiate e straniere a seguire le lezioni a distanza, sia per mancanza della strumentazione necessaria che, a volte, per l’incapacità di utilizzare adeguatamente i device, hanno determinato difficoltà nell’erogazione dei servizi. Una delle principali conseguenze sociali è stata quella di assistere a un incremento della povertà educativa e formativa delle fasce più fragili, con un aumento delle disuguaglianze e con una transizione verso il mondo del lavoro resa più difficile anche dalle difficoltà incontrate da molte aziende costrette a chiudere o sospendere le attività. Nonostante ciò – evidenzia -, l’impegno costante e la dedizione del personale coinvolto hanno comunque consentito di realizzare quasi tutto il programma con risultati insperati. Infatti, oltre 800 persone sono state coinvolte nelle attività organizzate dall’Ente: il 46% composto dai ragazzi minorenni che hanno frequentato i percorsi di istruzione e formazione professionale; il 30% da persone deboli e svantaggiate; il 24% composto da persone adulte disoccupate”.

Le altre attività – Ma l’attività delle Acli non si ferma qui. “Oltre ai servizi istituzionali – spiega il presidente Candido – c’è la Lega Consumatori, per la tutela dei diritti dei cittadini, e il Punto Famiglia con i suoi sportelli d’ascolto, consulenza legale e supporto psicologico. Poi vorrei segnalare l’iniziativa “Laboratori di futuro”, sviluppata con la Cooperativa sociale Mondo aperto: si tratta di un progetto rivolto agli immigrati che cercano di inserirsi nel mondo del lavoro.  Inoltre, verrà riproposto il corso di alfabetizzazione informatica rivolto agli over 60, al fine di favorire l’inclusione sociale e fornire le competenze informatiche di base ai partecipanti. Ulteriore progetto interessante, denominato “Riparto”, è promosso dalle Acli nazionali e mira ad affrontare concretamente la problematica del sovraindebitamento. L’obiettivo è quello di sviluppare una capillare rete di associazioni del Terzo settore che, per esperienza e per competenze specifiche, possano offrire un’ampia gamma di servizi di supporto al cittadino-consumatore e al settore delle microimprese, per la prevenzione, la risoluzione e la ripartenza da situazioni di difficoltà economica”.

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