Abusi da parte delle banche, aumentano le denunce
Le norme e gli strumenti a tutela del risparmiatore

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bancaUsura, illegittimità dei tassi, commissioni troppo elevate, modifiche dei contratti all’insaputa del contraente, spese aggiuntive a sorpresa. Sono in aumento anche nel Piacentino i casi di abuso da parte delle banche oggi denunciati dai risparmiatori, che finalmente si avvalgono di diritti di cui godono ma di cui spesso non sono a conoscenza. Dalla famiglia di imprenditori locali a cui l’istituto di credito pretendeva di ottenere 400mila euro in più di interessi rispetto al dovuto al dirigente di banca licenziato a cui è stato cambiato unilateralmente il tasso del mutuo agevolato, ai tanti casi di anatocismo (che significa, semplificando, il calcolo illegittimo degli interessi sugli interessi): sono alcuni degli esempi di storie verificatesi nella nostra provincia che sono sfociate in azioni legali. Senza contare gli episodi di imprenditori e risparmiatori gravati da commissioni troppo elevate, da variazioni unilaterali delle condizioni contrattuali e dai documenti mai concessi per verificare se fossero stati calcolati interessi oltre la soglia dell’usura. Centinaia di casi in provincia, migliaia e migliaia in tutta Italia per un giro di affari che, secondo gli esperti di diritto bancario, frutta ogni anno alle banche diversi milioni di euro. Contenziosi in continuo aumento, che arrivano ogni giorno al Tribunale di Piacenza.

“Più del 60% dei rapporti bancari presenta criticità significative meritevoli di un’azione legale. Le banche sistematicamente trovano il modo di legalizzare quella che in molti casi non è che usura – non usa giri di parole l’avvocato Luca Berni, tra i massimi esperti in materia di contenziosi e diritto bancario – E questo viene loro concesso dal momento che le indicazioni della Banca d’Italia hanno, in qualche modo, eluso l’applicazione più rigorosa della legge a svantaggio degli utenti. Il fenomeno dell’usura bancaria si è così particolarmente sviluppato nel corso degli ultimi anni quando la crisi del mercato si è fatta sentire un po’ in tutti comparti, mentre il sistema bancario aveva, per così dire, chiuso i rubinetti”.

I risparmiatori, di contro, hanno però oggi a disposizione  tecniche di verifica della legittimità degli oneri finanziari imputati sui vari rapporti, grazie anche alla legge 108 del 1996 che disciplina la rilevazione dei tassi soglia, da quel momento determinati secondo un criterio oggettivo e non più assoggettato alla libera interpretazione di fattori esterni.
Le norme a tutela del correntista, infatti, non mancano così come le azioni legali intentate contro gli istituti di credito da chi ritiene di essere stato ingannato. E’ possibile anche rivolgersi  all’Arbitro bancario finanziario (Abf) poichè le decisioni dell’Abf, che nel 70% dei casi sono contro le banche, stanno diventando dei punti di riferimento per gli istituti di credito, perché pur non essendo vincolanti vengono quasi sempre confermate dal giudice. La procedura è semplice: il correntista che ha qualcosa da contestare prima si rivolge alla banca, facendo richiesta formale, e se questa viene respinta, oppure se l’istituto non risponde, presenta un’istanza all’Abf, che nel giro di 3-4 mesi esamina il caso e decide. E il verdetto è quasi sempre definitivo. Soltanto in un caso su 20, infatti, la decisione è impugnata dagli istituti.

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