Comprare casa o andare in affitto. E’ questa la scelta di fronte alla quale si trovano tante famiglie, spesso nella difficoltà di far quadrare i conti.
Eppure sia che si tratti d’acquisto che di locazione, esistono tante risposte possibili.
Ne parliamo con Dario Cavazzuti, presidente di Abicoop, la cooperativa abitativa nata quasi 50 anni fa, che ha la propria sede nel quartiere Farnesiana e che in città e provincia offre ai propri soci una risposta abitativa diversa.

Presidente, ci può spiegare esattamente in cosa consiste l’edilizia convenzionata? Cosa significa?
“Per edilizia convenzionata si intende in sintesi una proposta abitativa a prezzi concorrenziali rispetto al valore di mercato e a condizioni speciali. E’ una possibilità accessibile a tutti: l’unico requisito per diventare socio Abicoop, e avere così accesso all’assegnazione dei nostri alloggi, è quello di essere maggiorenne e non avere già case di proprietà”.
E qual è la differenza rispetto ad un normale affitto?
“Oltre ai prezzi concorrenziali rispetto a quelli di mercato, diventare socio della cooperativa significa far parte di un sistema in grado di offrire una ricca rete di servizi e di assistenza ai nostri assegnatari. La cooperativa fa da interlocutore con i propri soci a fronte di qualsiasi problematica anche di manutenzione, per esempio fornendo la propria rete di tecnici e artigiani fidati. Una bella garanzia, di questi tempi”.
Una soluzione anche per le giovani coppie, quindi?
“Soprattutto per loro, in effetti. I nostri appartamenti sono quasi tutti trilocali pensati sulle necessità di un nucleo familiare. Ma i bandi per nuovi alloggi sono frequenti durante l’anno e Abicoop aiuta i propri soci anche a cambiare casa trovando risposte più adatte alle esigenze che cambiano nel tempo. Abbiamo alcuni assegnatari che inizialmente occupavano alloggi di piccole dimensioni e che, dopo aver messo su famiglia, ora vivono in appartamenti più adatti”.
Eppure l’acquisto di una casa per tanti continua a sembrare la scelta più sicura pensando al futuro.
“Ma un assegnatario Abicoop è per sempre, lo dice il nostro statuto. Intendo dire che ogni assegnatarioregolare non si vedrà mai togliere la casa. Non solo: i conviventi hanno undiritto di prelazione sull’alloggio, di cui potranno continuare a godere se lo vorranno. E’ un po’ come esserne proprietario in effetti, ma senza le preoccupazioni di una casa di proprietà e semplicemente pagando un canone di locazione. Detto questo Abicoop offre ai propri soci anche diverse occasioni per l’acquisto degli appartamenti assegnati con un rapporto qualità prezzo oggettivamente imbattibile”.
Ma come sono questi alloggi?
“Abbiamo diverse zone sia in città che provincia: complessi abitativi a La Giarona, a I Vaccari, a Borgotrebbia. La maggior parte si trovano nel cuore del quartiere Farnesiana, una delle zone più vive e vissute della città, ricca di servizi, di verde e di famiglie piacentine che qui scelgono di vivere e far crescere i propri figli. Anche in provincia abbiamo diverse proposte, ad esempio a Fiorenzuola, Castellarquato e Borgonovo. Tutte le nostre realizzazioni sono fatte secondo i principi della bioedilizia e del massimo risparmio energetico. Anche gli interventi di manutenzione che abbiamo in programma vanno in questa direzione: la sostenibilità ambientale è un tema che sta molto a cuore allacooperativa”.
Come nasce Abicoop?
“Abicoop è nata nel 1972 con una missione ben precisa: aiutare a risolvere il problema abitativo di chi per ragioni economiche non poteva accedere alla proprietà di una casa. Nel tempo Abicoop è cresciuta molto ed è diventata una risposta valida per chiunque desideri godere di un alloggio conveniente e sicuro. Ma non sono mai cambiati i nostri princìpi: la cooperativa non ha fini di lucro e offre ai propri soci la possibilità di vivere in maniera attiva tutti i benefici di far parte di una comunità. E questo per noi è un valore imprescindibile. In fondo è questo che differenzia una cooperativa da una normale impresa: la rilevanza che si sceglie di attribuire alla persona, con tutte le sue esigenze, rispetto al risultato economico.




