
Il gentile Sig. Tonino mi ha incontrato per una chiacchiera sulla meditazione e la sua esperienza a Pian dei Ciliegi, come prima cosa ci ha tenuto a prestarmi, per una lettura più approfondita, “La Pratica dell’Insight – Basi e sviluppo della meditazione Satipatthana” di Mahasi Sayadaw (monaco buddista birmano Theravada e maestro di meditazione che ha avuto un impatto significativo sull’insegnamento della meditazione vipassanā in Occidente e in tutta l’Asia).
“Ho sentito parlare di Plum Village in Francia, fondato da Thich Nhat Hanh, e mi chiedevo se Pian dei Ciliegi fosse il nostro equivalente?”
A Pian dei Ciliegi riservavano diversi periodi durante l’anno a un gruppo che faceva riferimento a Thich Nhat Hanh, però è una cosa a parte, non è lo stesso tipo di meditazione. L’enfasi la mettono molto sulla compassione e condivisione, l’ideale non è l’individuo ma la comunità. Plum Village è un grande villaggio e grande comunità di persone che vivono in armonia, si rifà molto allo Zazen, ti dice di concentrarti nelle attività quotidiane; è la chiave di lettura di tutto. Quando fai un ritiro di questo tipo qua, oltre all’ impegno nella pratica e all’ impegno nell’ attività quotidiana…all’ attenzione nell’attività quotidiana è quello che crea la concentrazione. Per me è stata una pura fortuna avvicinarmi alla meditazione; sono un perito agrario e lavoravo in un’azienda sperimentale a Gariga di Podenzano, lo facevo perché principalmente l’inverno era libero…era stagionale, casualmente li c’era una pubblicità per la meditazione anapanasati vipassana di Sayagyi U Ba Khin (“ministro dell’agricoltura birmano, grande insegnante, a lui il merito di aver reso possibile ai laici di meditare semplificando la pratica”) con Mr. Coleman (si riferisce a John Earl Coleman). L’enfasi nell’ anapanasati vipassana è sull’osservazione del respiro e del corpo, non guardano la mente. I ritiri erano abbastanza duri, perché facevi tre giorni di Anapana (il Respiro) i restanti giorni del ritiro scannerizzavi il corpo per guardare il variare delle sensazioni corporee e l’enfasi era sul cambiamento (Anitya). Il Centro (Pian dei Ciliegi) una volta era ‘La Meridiana’ dove andavano le puerpere dopo aver fatto il parto naturale dal Dott. Braibanti, perché una volta negli anni 80’ era completamente ospedalizzato il parto e facevano i cesari come tagliarti i capelli, Braibanti era stato pioniere nel parto naturale, aveva le allevatrici…ecc… Poi è morto…e il centro ha iniziato ad essere affittato a questo gruppo di Mr. Coleman. Successivamente Gianni Brugazzi, il proprietario della ‘Meridiana’ ha deciso di mettersi a meditare anche lui, e quindi hanno iniziato loro a gestirlo a livello famigliare. Poi è stata costituita un’associazione…questa è la genesi di Pian dei Ciliegi.
Altri insegnanti del centro comprendono Achaan Thanavaro, monaco italiano, ex-abate del monastero di Santacittarama (tradizione monaci della foresta), dopo sono arrivati anche i monaci birmani che hanno cambiato in meglio tutto come moralità e come qualità dell’insegnamento.
Il primo monaco birmano U. Vijaia, era una figura di riferimento, disponibile per ritiri lunghi allo scopo di far realmente progredire chi era serio e disposto a fare i sacrifici necessari. Successivamente a U. Vijaia, “Bhante Sujiva…devo molto a lui, mi ha preso per quello che ero, ha avuto fiducia in me, trattandomi a seconda del bisogno con durezza o con dolcezza.” Ora Pian dei Ciliegi fa parte dell’UBI Unione Buddhista Italiana.
È un viaggio dentro di te, perché salta fuori tutto quando poi sei li.
Se tu sei attento hai controllo, riesci a capire i tuoi processi mentali. Pensare a quello che stai facendo. Essere consapevole del pensiero che passa se è positivo o negativo.
Nel buddismo c’è una pratica ‘gentilezza amorevole’ dove tu irradi benevolenza e pensieri di benevolenza prima verso di te, che secondo gli orientali per noi è molto difficile perché non ci amiamo e poi verso gli altri ed è una cosa estremamente potente e bellissima.
Non è importante quello che ripeti (mantra) è l’attenzione, l’enfasi (nel buddismo di Nichiren si direbbe l’ichinen intenzione), è molto coinvolgente, è una pratica di tranquillità gentilezza amorevole. A un certo punto quando raggiungi un certo livello hai una sensazione potentemente fisica e questo flusso e vibrazione escono, ed essendo una sensazione molto forte è facilmente osservabile, va molto in profondità. Specialmente nei periodi in cui mediti è quando può esplodere la rabbia…la madre di tutte le rabbie, vedi il diavolo in un buco…e devi bilanciare nei momenti di rabbia, di paura…devi bilanciare molto con questa meditazione di tranquillità. Tu non puoi cambiare niente, non hai nessun tipo di influenza sulle cose, ti porta a questa consapevolezza la meditazione e ti insegna a distaccarti e a non essere travolto.
Ti porta ad accettare le cose e ad avere più distacco rispetto agli stati mentali.
La concentrazione che sviluppi è in chiarezza mentale, la mente diventa sempre più chiara di quello che sta osservando, in quel momento. Diventi più consapevole e lucido.
In una situazione normale vedi solo la metà di un processo del pensiero, quando inizi a meditare ti rendi conto che c’è un inizio, una metà e una fine…più vai avanti e più ti rendi conto che c’è una fine e basta…guardi quella roba li e sparisce, guardi quella roba li e sparisce, guardi quella roba li e sparisce ecc…se non sei pronto a una cosa del genere…un processo via l’altro, un processo via l’altro…fisico e mentale. Il contenuto è diverso per tutti perché dipende dall’ esperienza personale, mentre il processo è uguale.
Dopo che inizi a meditare, tutto rallenta, l’attenzione aumenta, senti meglio le cose…tutto diventa vipassana.
La felicità è legata allo stato della mente; le sofferenze non possono essere vinte con mezzi materiali, l’esercizio è lo sviluppo della mente.




