“Spero di non essere ancora a Piacenza”: è la risposta di molti ventenni piacentini alla domanda su dove si immaginano nel futuro. Molti mollano tutto e partono davvero: chi per studiare all’estero, chi solo per un periodo di fuga e chi per cambiare definitivamente vita.
Nelle loro parole, Piacenza è spesso descritta come una città “vuota”, “con pochi locali, poche feste, poche cose da fare”, e – per chi ha concluso gli studi – “senza speranze per il futuro lavorativo”. Un quadro non nuovo, ma percepito in modo sempre più soffocante, al quale possono sommarsi a volte vicende personali o famigliari che fungono da ulteriore spinta per partire.
Alberto, 21 anni, fa l’animatore in Grecia. “Sono partito a luglio e tornerò in Italia alla fine della stagione turistica, tra fine ottobre e inizio novembre. Lavoro sei giorni alla settimana, dalle 8 alle 2 di notte: all’inizio è stato abbastanza difficile abituarmi a questi ritmi, ma ora sto avendo grandi soddisfazioni perchè, e sempre più spesso i clienti, prima di partire, reclamano una foto insieme e a qualcuno scappa anche la lacrimuccia. Ho deciso di fare questa esperienza spinto dalla voglia di conoscere persone nuove, di imparare altre lingue e anche per spirito di avventura, ma soprattutto per l’attuale situazione dell’Italia, che offre sempre meno opportunità a noi giovani”.
Luca, 21 anni da studente universitario della Bocconi è riuscito ad afferrare la chance di studiare per 6 mesi in Canada: “Studio a Calgary, in un ateneo dove – tramite un complicato meccanismo di selezione – possono entrare solo 4 studenti non canadesi. Studiando qui, avrò dei crediti da ‘spendere’ in Italia“.
Maria Vittoria, 19 anni, appena diplomatasi con 100 alla maturità, è partita per la Scozia. “Starò a Edimburgo – racconta via Facebook – per 4/5 anni: voglio imparare bene l’inglese e completare ‘Business studies’ qui, perchè sono sicura che le opportunità lavorative dopo la laurea siano tante. In più, penso sia importante ampliare i propri orizzonti e imparare ad essere indipendenti. Sto anche facendo la p.r. per alcuni locali, se avrò del tempo libero lavorerò in qualche ristorante italiano perchè si guadagna molto bene. Qui la gente è cordiale, abituata a rapportarsi con persone di tutto il mondo”.
Elena – 24 anni, laureata e con in tasca un contratto di tre anni per un’azienda – ha deciso di partire per l’India: “Avevo bisogno di staccare. Prima – spiega – ho fatto la turista per un mese, scoprendo un India piena di contraddizioni, ma incredibilmente affascinante. In seguito, vivendo negli ashram (luoghi di meditazione e di lavoro nei quali si eseguono varie forme di pratiche spirituali, di meditazione e di yoga, ndr), ho ritrovato quella spiritualità e quel senso delle cose a cui qui non sembra più badare nessuno: credo di poterlo mettere a frutto – insieme al perfezionamento dell’inglese – nel mondo del lavoro, dove mi immagino in costante contatto con il resto del mondo”.
C’è chi – come Simone, 21 anni – parte proprio in questi giorni: “Vado a Londra con biglietto di sola andata, e sinceramente spero di non ritornare”. Grande talento musicale, Simone ha deciso di puntare tutto sulla capitale inglese: “Arte e artisti, là, sono riconosciuti non per le raccomandazioni, ma per la loro bravura: a Londra sicuramente troverò la mia strada. Un consiglio che do a tutti – è stato il suo saluto su Facebook – è che se avete un sogno o credete in qualcosa, non lasciatevi scoraggiare ma inseguitelo e costruitelo a qualsiasi costo perchè se per voi è importante allora ne vale la pena. Non fermatevi mai”.
(con la collaborazione di Giulia Gaudenzi)




