Bilancio Fondazione, 4 anni di progetti. Reggi:”Attivazioni di futuro per la comunità”

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A cosa dovrebbero servire i soldi in pancia alle Fondazioni se non
per rendersi attivi e favorire il superamento delle disuguaglianze
che si presentano sul territorio di riferimento? In fondo quei denari
arrivano dalle comunità: e devono dare frutti rendendole più forti.
Per questo e la coesione è il punto chiave per la riuscita.
Parola di Giovanni Azzone presidente di Cariplo e di Acri,
Associazione nazionale delle Fondazioni e di Casse di Risparmio
Spa che ha presenziato al bilancio dell’attività della Fondazione di
Piacenza e Vigevano presieduta da Roberto Reggi. Quello a
Piacenza per l’ingegner Azzone è in realtà un ritorno. Qui infatti
ha lavorato, come Rettore del Politecnico di Milano insieme alle
istituzioni locali dopo l’istituzione della sede piacentina.
Un passato che ha ricordato “Ho rivisto tanti volti noti di amici”
ha segnalato nel suo intervento che ha chiuso la giornata.
L’incontro è stato l’occasione per presentare un breve excursus
delle “Attivazioni di futuro” (così il titolo dell’iniziativa)
attraverso i progetti per la comunità e il territorio. Momento per
presentare la sua attività che si è rivolta al sociale, ai progetti di
prospettiva (tra cui il recupero e il riutilizzo dell’ex Convento
Santa Chiara) e la cultura di cui XNL (dove si svolgeva l’incontro)
è un’immagine di promozione culturale ma anche di formazione
dia per arte, cinema, teatro e musica.
Ora, tra gli altri impegni che attende la Fondazione, ci sarà
l’approvazione del bilancio (in programma a breve) e la nomina
del presidente che governerà l’ente per i prossimi quattro anni.
Intanto, per mostrare solo una parte del lavoro svolto, il via
all’incontro pomeridiano è stato dato da un folto gruppo di grandi

protagonisti (anche se ragazzi giovanissimi): i giovani
dell’orchestra CinqueQuarti. Un gruppo nato dai laboratori
didattici sostenuti dalla Fondazione con il bando “Dalla classe
all’orchestra” – ha spiegato il presidente della Fondazione di
Piacenza Roberto Reggi – Un esempio di come i progetti riescano
a crescere e ampliarsi, contribuendo a migliorare una comunità. In
questi anni welfare, didattica innovativa, ricerca e cultura sono
stati il cuore delle attività, consapevoli di quanto un ente come il
nostro possa contribuire a fare la differenza sul territorio.
I bandi il cuore delle iniziative dei 4 anni alle spalle
Sono stati 1.200 i progetti per un totale di 25,4 milioni di euro di
risorse proprie erogate e altri 4 milioni e più convogliati da partner
istituzionali su obiettivi comuni, arrivando a circa 30 milioni a
favore della collettività. Sono alcuni dei numeri dell’attività svolta
dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano dal 2021 a oggi.
Il presidente Reggi, eletto il 31 maggio del 2021 ha messo
l’accento soprattutto sulla scelta di introdurre nell’azione sul
territorio i bandi per finanziare progetti che unissero vari soggetti
per mettere a segno risultati che, col tempo, potressero diventare
autosufficienti e camminare sulle proprie gambe. Il riepilogo
dell’attività della Fondazione di Piacenza e Vigevano ha fatto
perno sul racconto breve di alcune delle esperienze maturate o
avviate in questi quattro anni di lavoro in cui, come si diceva, il
welfare ha avuto la parte maggiormente preponderante.
E così sul palco sono saliti alcuni protagonisti. Dapprima
Alessandra Tibollo, vicepresidente Kairòs e pedagogista, in
rappresentanza di una grande rete (Kairos, Casa del Fanciullo, Le
Nuvole, L’Ippogrifo, Protezione della Giovane, Dalla parte dei
bambini, CIPM Emilia, Winner mestieri, Comune di Piacenza,
Asp città di Piacenza) con il progetto “Vola Jonathan” per neo-
maggiorenni che hanno vissuto nelle case protette. Quindi
Manuela Barbieri, direttrice tecnica della cooperativa sociale
Unicoop per il progetto “Restare in Rete” (sostenuto dal Bando

Anziani) che con Unicoop, Auroradomus e Coopselios ha
coinvolto quarantadue comuni della provincia di Piacenza per una
risposta integrata e coordinata ai bisogni degli anziani in termini
di assistenza domiciliare. Paolo Calestani, sindaco di Morfasso, ha
fatto il punto di alcuni progetti pensati per sostenere i territori di
montagna, come il Giardino Sensoriale al centro Filoss, e il
servizio infermieristico destinato alla struttura per anziani
“Soggiorno Santa Franca”.
Infine, focus sul tema delle nuove generazioni con il modello
YouthBank che unisce filantropia, imprenditorialità e
protagonismo giovanile e che è stato raccontato dai suoi
rappresentanti, Aicha Moudani e Edoardo Montenet. A
dimostrazione dell’attenzione a questa iniziativa i progetti fino ad
ora già presentati sono 39 e all’avvio lo scorso anno sono stati 9.
Lo stato di salute della Fondazione
Non irrilevante il tema patrimoniale. “Il compito che ci viene
assegnato – ha messo in rilievo Reggi – è non solo di investire sul
territorio per far crescere la comunità ma anche accrescere il
patrimonio che abbiamo da gestire. Lo stato patrimoniale della
Fondazione di Piacenza e Vigevano appare estremamente positiva.
È stato sottolineato. Ecco alcune cifre raccolte da l quaderno di
mandato 2021-2025. Nel 2024 Il patrimonio netto è passato dai
374,6 milioni del 2021 ai 386,541 milioni. Il rendimento lordo
degli investimenti è salito al 4,74% (4,19% quattro anni prima).
Inoltre, grazie all’incremento del valore di mercato del portafoglio
finanziario (400 milioni di euro) – incremento pari a circa il 5%
nel 2024 – si è consolidato ulteriormente il valore reale del
patrimonio della Fondazione. I valori positivi sono la conseguenza
di una politica di investimento accurata. Tra i punti chiave un
percorso che stabilisce come distribuire il patrimonio tra le diverse
tipologie di investimento, tenendo conto del portafoglio nel suo
insieme e dei possibili scenari futuri. Parallelamente, come
risposta tattica all’improvviso aumento dei tassi d’interesse, la

Fondazione ha aumentato gradualmente gli investimenti
“illiquidi”, fondi di Private Equity e Private Debt con rendimenti
più elevati e maggiore stabilità. Altro fattore determinante: sono
state identificate e smobilizzate risorse che erano ferme e poco
produttive, reinvestendole in portafogli obbligazionari selezionati
con attenzione.
Quanto hanno ricevuto i territori di Piacenza e Vigevano
Le erogazioni sul territorio, da risorse proprie, nel corso del
mandato sono state pari a 25,4 milioni di euro: una cifra che negli
anni ha avuto un progressivo aumento, passando dai 4,86 milioni
del 2021 ai 7,68 milioni del 2024. Con queste risorse si sono
potuti realizzare a Piacenza e a Vigevano circa 1200 progetti, il
cui valore complessivo è pari a circa 100 milioni di euro. Da
segnalare anche il coinvolgimento di partner istituzionali, che ha
consentito di convogliare in questi anni circa 4,5 milioni di euro
su obiettivi comuni, portando le risorse per il territorio a 30
milioni di euro. Un focus particolare meritano i bandi, avviati per
la prima volta nel 2022: da allora ne sono stati promossi 17,
compreso l’ultimissimo Bando CerS per lo sviluppo di comunità
energetiche rinnovabili e solidali, avviato solo alcuni giorni fa.
Grazie ai 14 Bandi già conclusi è stato fornito supporto a 124
progetti, prevalentemente in ambito welfare, ricerca ed
educazione.
Sguardo generale: tutte le Fondazioni erogano oltre 1 miliardo
I progetti camminano sulle idee e si realizzano grazie ai
finanziamenti. Lo ha ricordato anche il presidente Azzone quando
ha parlato dell’impegno che le Fondazioni bancarie mettono a
disposizione in termini di erogazioni. “Ogni anno – ha detto – si
tratta di più di un miliardo di euro. Di questi soldi circa tre quarti
sono messi a disposizione del sociale. E se questi fondi non ci
fossero – ha aggiunto – i risvolti negativi verrebbero avvertiti da
tante persone. Da qui la grande responsabilità che spetta a ognuno

di noi nel dover scegliere quelli da finanziare perché per tutti non
è possibile. Quali sono le fondamenta del buon agire di una
Fondazione? Tre i pilastri basilari su cui ha messo l’accento il
presidente Azzone. In primo luogo avere competenze
professionali fondamenti per accrescere il capitale della
fondazione e quindi riuscire a sviluppare più progetti, l’altro
elemento è la conoscenza del territorio e quindi il rapporto con i
bisogni che esprime ma non è da meno il tema della credibilità.
Ma ce n’è anche un quarto – ha aggiunto – ed è il coordinamento
tra le Fondazioni che si attiva su progetti nazionali a cui non deve
mancare lo scambio di esperienze e competenze tra enti.
Ha messo l’accento sul tema dei bisogni. Ogni territorio conosce
da vicino i problemi che maggiormente premono sulla zona. Ma
secondo il presidente di Acri c’è un tema che, in una società che
invecchia, a lungo andare diventa via via più cogente affrontare ed
è un problema di tutti e sono i giovani Need che né studiano né
lavorano per svariate ragioni. Possiamo permetterci, guardando al
futuro, di avere tantissimi giovani in questa situazione? Si è
chiesto. È uno dei temi di maggior rilievo che nessuno può
affrontare senza una rete di collaborazione tra istituzioni. Per
affrontare questo argomento – ha segnalato Azzone – c’è bisogno
di sapere quanti sono, capire quali opportunità di lavoro sono
possibili. Per entrare nel dettaglio dei dati il mondo della scuola è
un punto di partenza fondamentale. Su questo argomento una cosa
è certa non c’è una risposta univoca, ci sono tante risposte. Un
argomento che ci riguarda tutti che si presenta con tante facce. È
conoscere tante di quelle facce che aiuta ad affrontarlo. Ecco
perché – ha rimarcato – il mondo delle Fondazioni è centrale.

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