
Nicola Parenti:”Siamo nati nel 1945 da un sogno di libertà, sviluppo e benessere. Un traguardo straordinario, raggiunto grazie ad impegno, passione e visione degli imprenditori piacentini. Oggi vogliamo rilanciare un messaggio di crescita. Basta dire consumo di suolo…”
Il Consiglio Generale di Confindustria Piacenza ha deliberato la convocazione dell’80° Assemblea che si terrà il 19 maggio presso il Teatro Municipale di Piacenza. Un’assemblea che passerà certamente alla storia per ciò che rappresenta soprattutto in questo momento di grande incertezza.
Il presidente Nicola Parenti, che abbiamo incontrato subito dopo, lo sottolinea con convinzione: “Quest’anno celebriamo con orgoglio gli 80 anni della nostra Associazione, 80 anni di “imprese”, 80 anni di storie di donne e di uomini, 80 anni di sinergia con il territorio. Siamo nati nel 1945 da un sogno di libertà, sviluppo e benessere. Un traguardo straordinario, raggiunto grazie ad impegno, passione e visione degli imprenditori piacentini. Di questi 80 anni tutto ci portiamo dentro, con la consapevolezza di avere radici sane, solide e profonde. Da qui guardiamo al futuro con fiducia, entusiasmo, e con la forza dei nostri valori. L’Associazione rilancia, oggi, un messaggio di crescita con la partecipazione dei più elevati livelli della politica nazionale e territoriale, di imprenditori illuminati e del Premio Nobel per l’Economia per tracciare la strada verso un domani ancora più ambizioso, in cui aziende e territorio sono due facce della stessa medaglia”.
Parenti si è poi impegnato in alcune considerazioni più legate alla contingenza ed al territorio:
“Vorrei rimarcare che il bene più prezioso che abbiamo è il lavoro, perché senza il lavoro non ci sarebbe nemmeno la democrazia. Dobbiamo quindi difenderlo, curarlo dove è più debole, sulle nostre colline per esempio. Prima di impegnarci nell’attrarre nuove imprese sul territorio, difendiamo quelle che già ci sono e cerchiamo di aiutarle a svilupparsi”.
Interviene il direttore di Confindustria Luca Groppi a dar manforte: “Viviamo in una provincia industrializzata dove c’è benessere prodotto dalle aziende, però attenzione, senza impegno tutto ciò si può perdere. Le considerazioni del presidente sono la base di come vogliamo celebrare gli 80 anni. Li celebreremo organizzandoci a riflettere per comprendere cosa siamo oggi e chi vogliamo diventare. Quindi celebriamo gli 80 anni guardando ai 100 anni.
Già il titolo dell’Assemblea “AZIENDE PATRIMONIO DEL TERROTRIO” scritto nei due versi, cioè, girandolo anche sottosopra, esprime un legame fortissimo con il territorio su cui stiamo lavorando con grande impegno. Ricordo che il presidente, per la prima volta in 80 anni, ha dato la delega alla responsabilità sociale ed alla parità di genere ad una sua vicepresidente.
Ci sarà una conversazione in video per risolvere il problema della traduzione simultanea con il Premio Nobel per l’Economia Daron Acemoglu che ci parlerà di economia sociale e come un soggetto ben trattato produce effetto leva a vantaggio degli obbiettivi da raggiungere.
Seguirà una tavola rotonda dove si cercherà di ragionare partendo da una analisi corretta verso una visione di futuro: Il ministro per gli affari europei Tommaso Foti ci parlerà di riforme, PNRR e politiche di coesione; al presidente della Regione Michele De Pascale chiederemo come intendono governare lo sviluppo territoriale e più in particolare della Legge 14 sull’inclusione sociale; la presidente di Confindustria Emilia-Romagna Annalisa Sassi sottolineerà le attuali carenze e quindi le istanze del territorio, vedi problema energetico.
La chiusura sarà affidata a Claudio Catalano A.D. Iveco Defence e Astra S.p.A ultima azienda piacentina ad ottenere un finanziamento regionale: ci illustrerà quindi gli investimenti che verranno fatti sul territorio di Piacenza.
A chiudere vorrei ripetere, come ha più volte sottolineato il nostro presidente: ricordiamoci che Piacenza è, e quindi continui ad essere, uno dei migliori territori del Nord Italia ed in Europa dove fare impresa meccanica e manifatturiera”.
In coda alcune domande e rapide considerazioni del presidente Nicola Parenti.
L’hanno chiamata “Prospettiva Piacenza – La visione per la città di domani”. È la proposta di Piano Generale Urbanistico che ha concluso la sua prima fase di approvazione in consiglio comunale e che ora è pronto per essere esaminato dai futuri fruitori. I principi, la filosofia e le tavole sono pronti e pubblicati in attesa delle osservazioni che si potranno avanzare al Comune che già mette nel conto alcune inevitabili modifiche. Il Piano traduce in concreto la legge regionale varata nel 2017 chiamata familiarmente “zeroconsumodisuolo”.
Presidente, provi ad abbozzare le prime osservazioni in attesa di un esame più approfondito…
“Se ci permette di avere un po’ di flessibilità relativamente alle opportunità che si possono presentare e non comprese nella visione di base del progetto allora dico che è importante… Non vorrei però che, se capitassero opportunità importanti di sviluppo, saremmo costretti a rinunciarvi perché non comprese nel programma di sviluppo del territorio.
Allargherei le mie considerazioni al contesto sociale, un aspetto importante è il futuro dei giovani: il nostro paese è molto indebitato, già oltre 3mila miliardi di euro che richiamo di lasciare per intero sulle spalle dei nostri figli se non facciamo qualcosa per diminuirlo. Ogni anno registriamo un disavanzo di oltre il 3%, quindi per non fare altro debito dovremmo avere una crescita di Pil di oltre il 3% quando invece stiamo registrando valori nettamente inferiori, 0,5%/0,6%. L’unica strada percorribile che vedo è impegnarsi a fondo per una crescita maggiore che potremmo riuscire ad ottenere aprendo un po’ le maglie: lasciando la possibilità alle aziende di potersi allargare quando hanno la possibilità di svilupparsi, riuscire a farne insediare altre, soprattutto se porta del valore aggiunto nel manifatturiero. Mi dispiacerebbe che un sistema troppo rigido, del famoso limite del 3% del cosiddetto “consumo di suolo” lo impedisse… Una espressione che non mi è mai piaciuta, spesso utilizzata in modo ideologico. Sarebbe meglio dire “utilizzo del suolo”. Il suolo su cui sorgono le aziende non è consumato, è utilizzato per quello sviluppo che crea lavoro e risorse per la comunità. Sono poi d’accordo che nella visione di futuro alla base del progetto “Prospettiva Piacenza – La visione per la città di domani”. sia considerata importante la riqualificazione degli spazi, mentre non lo sono quando si insiste nell’utilizzare l’espressione “consumo di suolo”. Per chiarire, nell’esprimere le idee le parole sono importanti”.
Il direttore Luca Groppi aggiunge: “Come dice il presidente, non si può escludere a prescindere il perequativo al 3%. Se siamo al 2,9% e arriva l’azienda più bella del mondo, manufatturiera o della logistica e ci fa arrivare al 3,1% in questo modo gli rispondiamo, vai a Lodi. Non è logico che il 3% valga sia per Piacenza che per i comuni della montagna dove il problema, mi pare evidente, che non si ponga”.




