Cucina semplice al Circolo Il Rifugio, icona della cucina popolare e della socialità

0

È un anonimo giovedì sera quando entro al circolo Il Rifugio di via Vignola, per incontrare Roberto Scaravella, patron di questo luogo unico che mi è capitato di frequentare sempre più spesso nell’ultimo anno.

Personalmente, credo che sia stata la cucina, nella sua semplicità, ciò che mi ha stupito, quando un anno fa sono finito qui per caso, grazie ad una cena tra amici.

Nei primi la spuntano i classici della tradizione piacentina, anche se ogni tanto ci si concede qualche buona divagazione come i tortelli di zucca o qualche risotto. Ma la vera gioia sono i secondi: la trippa, morbidissima e profumata (si lo so, sembra quasi un controsenso…), il vitello tonnato, le fettine di vitello alla mugnaia con il limone, e ancora la picula con la polenta. Piatto di altra categoria è il polpettone, che con il ripieno di uovo, spinaci e formaggio, ma soprattutto l’inconfondibile sughetto, è sempre tra i più richiesti da lavoratori più o meno giovani e pensionati, a pranzo e cena. Discorso simile può essere fatto per il venerdì, giorno di pesce e quindi di fritto misto: ma ricordatevi di chiamare per tenerlo da parte, il rischio è di rimanere senza. Ma anche se fosse poco male, le seppie in umido con piselli e i calamari ripieni fanno letteralmente commuovere, e il merluzzo con cipolle e polenta aiuta a ricordarci un pochino della storia della nostra Piacenza, di quando il Po era il fulcro del suo commercio. Il pasto può essere innaffiato da alcune bottiglie del territorio, nulla di trascendentale ma scelta più che discreta, e una degna conclusione è di sicuro il tiramisù fatto in casa, così come le crostate.

Davanti a tutto questo ben di Dio, ciò che mi viene poi da chiedermi è come mai non ho avuto la fortuna di incapparci prima. E dire che di storia ne ha – circa una cinquantina di anni – mi spiega Roberto, che insieme a sua moglie Antonella lo frequenta da quando la sede era in via Trieste e lo gestisce dal 2002 – c’era ancora la lira – mi assicura. La coppia è sempre stata del mestiere, lui ha lavorato fin da ragazzino in alcuni tra i bar più importanti del centro storico, mi racconta mostrandomi una sua foto fanciullesca in abiti del mestiere.  – Poi è venuta la volta del bar Principe in via Pietro Cella, e ora eccoci qua, a cercare di fare ancora qualcosa di buono – conclude Scaravella, che nonostante gli acciacchi sprizza ancora energia e piacere per il mestiere dell’oste, con il suo fare bonario. Qualcosa di buono lo hanno fatto veramente, tra le tante iniziative di beneficenza portate avanti in questi anni: tra tutti il Pescegatto d’Oro, che in varie edizioni, oltre all’ambito riconoscimento, ha raccolto numerosi fondi per la Casa di Iris. Per tanti anni hanno avuto anche la squadra di calcio amatori, come testimoniano le varie foto appese ai muri e qualche trofeo, di cui il nostro oste va particolarmente fiero. Ma è stato ed è ancora soprattutto un punto di riferimento per la socialità del quartiere, le briscole qui iniziano di buon mattino e si interrompono solo per pranzare, e per chi vuole riempirsi la pancia ad un prezzo onesto, concedendosi qualche coccola di cucina casalinga.

Non rimane dunque che godersi la gioia della pancia piena, una di quelle piccole cose che danno forza e migliorano anche le giornate più storte, e pensare che forse, la cucina è ciò che mi ha stupito, ma non è solo merito suo se è diventato uno dei miei posti del cuore. È stato invece il clima che si respira a conquistarmi, credo: il fatto che quando entri vieni chiamato per nome, la piccola libreria ad una parete, la chiacchiera che nasce dal niente, o anche il semplice mangiare insieme in silenzio, ritrovandosi a scambiare uno sguardo e un sorriso, nella calma che le mandibole esigono. Una coccola per l’animo, un momento per mettere da parte la frenesia di una giornata intensa, un modo per riuscire a “guardare la gente con favore”, e poter apprezzare chi abbiamo intorno, come ricordava negli anni 60’ il Quartetto Radar, con la famosa “Viva la gente”.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.