Un nuovo inizio, edizione laboratorio della rivista Piacentini

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Ricompare “Piacentini”, il progetto sospeso di una nuova rivista rialza la testa per affermare che le forti motivazioni iniziali non si sono logorate.

Improcrastinabili esigenze di riorganizzare la nostra piccola casa editrice, la prudenza dettata dall’emergenza covid, poi il dissesto geopolitico mondiale ed i suoi immediati effetti inflattivi hanno spinto il progetto di recuperare “Piacentini” sotto un cumulo di pratiche più urgenti.

Non è nostalgia quella che ci sta muovendo: dal giugno 2000 quando uscì il primo numero, il calendario ci dice che sono trascorsi 24 anni, mentre la vita di tutti i giorni ci racconta che è passato forse un secolo. La digitalizzazione, gli smartphone, internet, i social… Hanno cambiato l’informazione, mentre l’intelligenza artificiale promette di rivoluzionarla. Ripeto, non è nostalgia: è voglia di esserci.

Siamo consapevoli che quella dell’intelligenza artificiale è una storia molto più ampia e complessa e, soprattutto, in questo periodo di forte accelerazione tecnologica, è ancora tutta da scrivere. Per il momento, nelle grandi redazioni, più all’estero che in Italia, è usata principalmente per velocizzare i flussi di lavoro, soprattutto quello ripetitivo. IA non scrive articoli di qualità in autonomia, e quando ci prova sbaglia. Il ruolo del giornalista è insostituibile. Quello che gli verrà chiesto, molto più probabilmente, sarà una maggiore competenza sui sistemi di IA. Resta da definire lo scenario etico e deontologico in cui gli strumenti di IA si collocano: oltre i vari aspetti relativi alla paternità dei contenuti, il diritto d’autore e quello della protezione dei dati personali.

Come si vede, l’informazione oggi sta vivendo momenti di grande incertezza. Contrariamente a quanto si possa pensare, non è una questione di strumenti: carta o internet, la scrittura o il podcast. A mio parere è andato perso, salvo pochi casi, il gusto della qualità che riposa sul valore etico del rispetto del lettore o telespettatore, spesso costretto ad assistere a veri e propri comizi elettorali.

Un proposito, il nostro, che mantiene fermo l’obbiettivo di prendere parte attiva alla vita del nostro territorio promuovendo uno spazio che sia luogo di espressione, di confronto e di dibattito. Che necessita quindi di una rielaborazione del progetto iniziale a favore di un sistema mediale ibrido, consci dell’importanza che, soprattutto nel campo dell’informazione, riveste l’utilizzo delle nuove linee di tendenza e di espressione. Largo quindi alla scrittura che attingerà spesso dalla semantica popolare perché risulti più chiara, più efficace.  Anche una nuova grafica prenderà gradatamente forma nelle prossime edizioni. Questo, che state leggendo, è il primo numero laboratorio: ve ne saranno altri due già programmati in novembre e dicembre. La versione definitiva del nuovo “Piacentini” debutterà nel febbraio 2025.

Le difficoltà in cui viviamo e le incertezze che ci inquietano hanno aumentato la ragion d’essere di un luogo dove possa crescere il confronto delle idee, il dibattito… E sia luogo di libera espressione attraverso cui essere parte attiva dell’evoluzione che sta caratterizzando nostra comunità. Diamoci quindi appuntamento. Vi aspetto.

Giuseppe De Petro

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