“Mi domando perchè giochiamo sempre a ritmo basso i primi due set e acceleriamo solo dal terzo: lo chiederò al nostro allenatore”. Non l’ha mandata a dire, Antonio Cerciello: dopo la bruciante sconfitta in gara-3 subita dalla Rebecchi Nordmeccanica contro l’Imoco Conegliano, che ha rovinato la grande festa che tutti i tifosi piacentini già pregustavano, il presidente onorario ha fatto chiaramente capire che in gara-4 si attende un atteggiamento guerriero fin dall’inizio.
La stessa cosa l’hanno pensata, in verità, molti supporters biancoblu presenti al Palabanca: pur riconoscendo il valore assoluto, l’eccellente amalgama e la fame di vittoria delle avversarie, che in gara-3 erano con le spalle al muro, è in effetti difficile accettare a cuor leggero che la squadra più esperta, meglio piazzata in regular season e fresca vincitrice della Coppa Italia possa concedere all’agguerrito team rivale i primi due parziali in tutte e tre le partite di finale disputate finora.
Rimontare da 0-2 è difficile in ogni contesto, ed esserci riuscite due volte nelle prime due sfide-scudetto è un merito evidente, ma in gara-4 Leggeri e compagne dovranno scendere in campo per dare il massimo da subito, altrimenti rischiano di doversi giocare tutto in una fino a giovedì pomeriggio imprevedibile gara-5.
Di certo troveranno una rivale rinfrancata, capace nel tie-break di ritrovare fiducia in se stessa e di sopperire – su tutte, una strepitosa Calloni – in modo mirabile all’infortunio subito da Nikolova, che fino a quando era stata in campo aveva martellato da ogni posizione con i suoi tiri mancini: ecco perchè, al di là delle critiche che si potrebbero muovere alle singole giocatrici piacentine (ciascuna delle quali sa perfettamente di poter rendere decisamente di più), coach Caprara – che è stato squalificato per una giornata – dovrà trovare il modo per far sì che le biancoblu abbiano, sportivamente parlando, il coltello tra i denti fin dal primissimo pallone. Cerciello senior ha parlato chiaro.




