
Al signor Renato bastarono due reti negli ultimi istanti di partita per battezzarla. Ad ogni goal nel finale, la zona Cesarini salta fuori. Formula nata negli anni 30, dura ancora. Franzini non mette materialmente le segnature, ma se decidessero di svecchiare la terminologia, Arnaldo ha tutti gli attributi per vedersela intestare. Lo sa solo lui quante ne ha risolte all’ultimo respiro. Stavolta è toccato a Vicenza pagare dazio. E ci piace assai. I biancorossi veri (noi) hanno giocato un primo tempo divertente: trame, tocchi veloci, scambi, conclusioni pericolose. Abbiamo chiuso sotto di uno. Nel secondo tempo abbiamo giocato come serie C comanda: attenzione al baricentro basso, lanci alla spera in Dio, grinta spianata, colpo a sorpresa. Abbiamo ribaltato. Vicenza è una delle squadre che hanno investito molto per salire. Non li abbiamo surclassati, ma non c’è niente da eccepire sulla vittoria. Loro hanno uno che tira bene i rigori, per il resto hanno giocato d’attesa. Noi abbiamo avuto almeno 3 occasioni nel primo tempo e altrettante nel secondo. Abbiamo giocatori che offrono soluzioni importanti. Abbiamo Pergreffi e Della Latta che segnano punti clamorosi, abbiamo un gruppo che cresce. Abbiamo un Mister, e abbiamo una società che non si risparmia. Ieri hanno salutato il bonus soldi della Lega, pur di vincere la partita. Lo staff tecnico ha trovato sulla lavagna degli schemi, la scritta: “Franz, cambia chi vuoi, non pensare ai tre giovani in campo. Tuoi Marco, Roberto, Stefano”. Il signor arbitro non mi è piaciuto. Ha fischiato senza considerazione per la storia. Contro questo avversario uno della vostra categoria, ha contribuito a toglierci una categoria.
Protagonisti:
Franzini: ho capito che sei un grande. Qualcuno deve pur dirtelo.
Bertozzi: nessuna parata clamorosa, ma la tranquillità nello sbrogliare le situazioni brodose in area, mi spinge all’entusiasmo.
Della Latta: la settimana scorsa scrivevo della sua crescita. Questo non si ferma più. Concede l’eurogoal che risolve la gara. Bei momenti.
Pergreffi: il cross di Sestu era perfetto, ma lui è andato a mettere la testa sopra tutte le altre. Quando la partita è speciale, il capitano risponde.
Milesi: aveva una brutta gatta da pelare. Averne attorno 600 che se vedono gatti pelati, attivano i succhi gastrici, non deve essere piacevole. Da ricalibrare la sensibilità di gittata, ma prova di spessore.
Imperiale: mi è sembrato Zappella, gioca la sua miglior partita in biancorosso. Si cambia con Nicco che condiziona come deve la sfida.
El Kaouakibi: è la sorpresa domenicale. Ha forza, corsa e qualche ruvidezza da levigare. Si cambia col fratello di Zappella, perché mi rifiuto di credere fosse il mio terzino preferito.
Corradi: il lancio alla cieca che innesca Cacia è alta scuola. Esce per Cattaneo che è il cambio naturalizzato, non proprio naturale.
Bolis: è un giovane, ma il posto lo prende perché ci sa fare. Si cambia con Sylla che riesce a fare di tutto in pochi minuti. Il vero giocatore moderno.
Marotta: se Sestu fosse rimasto a casa, prendeva due migliore in campo di fila.
Sestu: ne scrivo benissimo. Assist, traversa, pasticcini distribuiti a piene mani. Nei venti minuti in cui rifiata, ci oscuriamo. Coppa migliore in campo in bacheca.
Cacia: sta bene, si vede dalla corsa, dalla lettura delle situazioni. Manca sempre uno per fare trentuno.




