Nelle Marche per Samb-Piacenza: preferirei descrivere il pranzo

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Andare a San Benedetto del Tronto. Accorgersi a Imola che hai dimenticato a casa i biglietti. Gli interrogativi sullo stato di degrado fisico aumentano. Agli ingressi chiedo di perdonare l’idiozia. Mostro il formato elettronico del pass, fornisco almeno 30 motivazioni per cui non mi è riuscito di stampare. Quando il giovane addetto infila il telefono nel lettore del tornello, perdo fiducia nel genere umano. Comunque si entra, non dal tornello. Preferirei descrivere il pranzo, 15 assaggi niente male. Andrebbe meglio pensare al vino: Passerina Radiosa azienda Cherri. Credere che col caffè del marinaio, la giornata si chiuda in bellezza. Invece erano solo antipasti. Allo stadio inghiottiamo altri quattro bocconi, prima di rientrare a casa. Che strana partita, abbiamo tenuto il pallino in mano per mezzora. Abbiamo segnato legittimando la proprietà del pallino. Poi li abbiamo lasciati avanzare e abbiamo preso goal appena prima del riposo. Per quelli che hanno perso la segnatura nel raggiungere il bar in anticipo, la Samb offre un curioso servizio: replicano la stessa azione nel secondo tempo. Inspiegabile, ma siamo sotto. La panchina biancorossa entra in fibrillazione. Il nuovo assetto apre una falla in difesa e siamo sotto di 2. Stavolta tutto più comprensibile. Ripartiamo, accorciamo e avremmo 3 occasioni per pareggiare: una con Cacia, una con Paponi, una con Della Latta. Non entra niente. Nel recupero ci si trova impreparati su un rinvio del portiere e lo Jacopo Cernigoi entra di diritto tra i centravanti più temuti del dopoguerra. Quattro goal da uno che ne ha fatti cinque in carriera, non è male.


Protagonisti
Franzini: ho capito ieri perché cambia molto più degli anni passati. Per intervenire deve bilanciare la gioventù in campo. Scusate il ritardo.
Del Favero: quattro goal presi, forse solo sul terzo poteva influire.
Della Latta: è in crescita, e cresce soprattutto quando lavora più avanzato. Disegna una parabola di testa che scavalca il portiere, ma trova il recupero di un difensore.
Pergreffi e Milesi: una giornataccia, capita.
Zappella: delinea un profilo importante, grande personalità. Si cambia con Bolis, ho deciso che mi piace.
Imperiale: adesso la fascia la copre da cima a fondo. Ha una buona opportunità. Di poco, ma esce. Si cambia con Forte per gli equilibri cui accennavo sopra.
Nicco: il mister avversario lo guardava e si commuoveva nel vederlo antipatico come solo a lui riusciva. Si cambia con Cacia che ha la palla d’oro per pareggiare.
Corradi: ha tutto in testa, stavolta non gli riesce di dirlo. Si cambia con Cattaneo che è il suo rimpiazzo naturale.
Marotta: migliore in campo. Si cambia con Giandonato che offre un’apertura da campione a Sestu.
Sestu: ne avrei scritto benissimo, perché ha davvero prodotto grandi cose. Ma il terzo goal….
Paponi: uno che segna otto reti in otto partite è al di sopra di ogni valutazione.

Al cameriere del ristorante ho chiesto due cose: se mi stampava i biglietti e se veniva allo stadio. Ha risposto che non avevano una stampante e che con la Samb ha chiuso. Troppe gestioni balorde lo hanno fatto disinnamorare. Adesso tifa Juventus, le domeniche sono più serene.

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