Non si placano le polemiche contro la decisione della giunta di chiudere le cucine di cinque plessi scolastici della città (Mucinasso, Borgotrebbia, Pittolo, Rodari e Vittorino) sostituendo la preparazione interna dei pasti della mensa con quella fornita dalla struttura centralizzata di La Verza. La misura è stata inserita nel piano triennale di razionalizzazione della spesa calcolando un risparmio di 0,017 euro a pasto, per un risparmio annuale di 15mila euro. I genitori della scuola Vittorino hanno già avviato una raccolta firme e annunciano una mobilitazione davanti al Municipio mentre i consiglieri Giulia Piroli (Pd) e Massimo Trespidi (Liberi) promettono battaglia in consiglio comunale.

Non sono bastate, infatti, le rassicurazioni dell’assessore Papamarenghi che – in una nota – ha parlato di “disinformazione”.
“Garantire un livello di qualità elevatissimo del servizio mense, come è attualmente – sostiene Papamarenghi – è uno degli obiettivi dell’Amministrazione comunale e non c’è alcuna intenzione di effettuare alcun tipo di “taglio” a discapito di un’elevata qualità dei pasti, come sembra emergere dalla divulgazione di notizie non corrette”.
“Il Centro Pasti di La Verza è stato aperto da diversi anni e attualmente cinque scuole per circa 700 pasti al giorno sono servite da pasto veicolato. Significa forse che in tutti questi anni la qualità del cibo non sia stata garantita? – chiede l’Assessore Papamarenghi – Sicuramente no, se solo si considera che il servizio mensa di Piacenza è classificato per qualità tra i più virtuosi in Italia dai principali rilevamenti ufficiali. Sicuramente no, anche alla luce di quanto emerge alle commissioni mensa – l’ultima, alla quale ho voluto partecipare in prima persona, non più di una decina di giorni fa – dove sono rappresentati insegnanti e genitori di tutte le scuole, ivi comprese le diverse scuole in cui i pasti sono già veicolati. In questa come in tutte le precedenti commissioni sono sempre usciti apprezzamenti generali per il servizio prestato ai bambini. Mai, infatti, sono giunte lamentele per il livello qualitativo in tutti quei plessi serviti da pasto veicolato”.
“Ciò detto, mi preme precisare che, come già avviene in cinque nostre scuole, rimarranno tutte le cucine ove oggi presenti. Si precisa, tra l’altro, che già oggi la quasi totalità delle mense comunali, visti i numeri dei pasti serviti, opera normalmente ricorrendo anche agli scaldavivande, esattamente come avviene per i pasti veicolati. Rimarrà la figura del cuoco in ogni scuola e nessuno di questi verrà demansionato. Allo stesso modo resterà il personale ausiliario e di servizio nel refettorio, che come oggi manterrà anche domani la stessa “conoscenza degli alunni” e quel rapporto positivo attuale. Nessuna millantata perdita di “umanità nei rapporti tra bambini e cuoche”, pertanto”.
“Rassicuriamo quindi anche le rappresentanze sindacali – aggiunge Papamarenghi – che nessun dipendente comunale verrà demansionato, tutti resteranno nelle cucine delle diverse scuole ed altrettanto nessun altro lavoratore perderà il lavoro o lo vedrà ridimensionarsi. Si precisa che alcuni passaggi importanti per l’elevato livello del servizio, come la cottura della pasta ed altre fasi, continueranno ad essere prestati direttamente sul posto, come d’altra parte avviane già per le cinque scuole dove da anni il pasto è veicolato e dove non è mai stata sollevata nessuna rimostranza”.




