Il Piace, l’ascensore per la B, un chiosco salamelle che è già da A

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Aggrappati a lui lo siamo sempre stati. E’ forte, fortissimo anzi. Era più comodo aggrapparsi quando aveva la maglietta rossa con i bordi bianchi, ma credo che la presa tenga pure su quella azzurra. Daniele, ieri sera dopo la partita con l’Alessandria, ho cenato con il presidente Marco Gatti. E ci siamo trovati d’accordo: noi ci crediamo. Se ci metti del tuo, ci crediamo un po’ di più. Per quei tre che hanno bisogno di conoscere l’identità del Daniele cui mi appello, basta cercare nella rosa del Novara Calcio. In fascia attaccanti, selezionare quello con il numero 21. Per quelli che non sanno perché mi appello al Daniele del Novara, è inutile perdere tempo.
Il Piacenza il suo compito lo ha svolto nel migliore dei modi. Vittoria al sicuro già nel primo tempo. L’Alessandria, come all’andata, mi ha dato l’impressione di essere una buona squadra. Con qualche lacuna congenita, ma una buona squadra. Ne ho apprezzato anche il carattere. Sotto di tre, non mollavano niente. Perciò ho apprezzato anche il nostro quarto sigillo. La partita si è messa subito bene. Il goal di Bertoncini arriva presto, il raddoppio di Ferrari in tempi ragionevoli. Il terzo è un calcio di rigore. Lo assegna il signor arbitro migliore del torneo. Ma ha prima ascoltato quel che il suo assistente di destra aveva da dirgli. Terrani lo trasforma impeccabile. Nel secondo tempo gli avversari pompano palloni dalle parti di Fumagalli. I biancorossi hanno modo di disimpegnarsi in contropiede. Entra Porcari, mette dentro il punto che serve per la passerella di Corazza. Gli altoparlanti chiedono il tutti in piedi per l’ingresso di Simone. Il pubblico era già in piedi. E tra un battimani e l ‘altro, valutava il “100 euro tutto compreso” per andare ad Arzachena. Nell’intervista al calciatore ho chiesto il pronostico. Lo ha indovinato perentorio: uno fisso, ma l’articolo uscirà la settimana prossima. L’ho risentito. Rimane fiducioso, meno perentorio.
Avremo un brutto stadio, però il chiosco salamelle gestito da Eataly lo invidiano anche in serie A.

Protagonisti

  • Franzini le ha indovinate tutte. Bravo Arnaldo, te lo meriti.
  • Matteassi ha toccato le corde giuste in settimana.
  • Fumagalli è in forma straripante. Alla Gazzetta non faranno mai giochi di parole tipo Fumapapera.
  • Barlocco è un fenomeno.
  • Silva torna capitano nel giorno in cui trovo Amedeo Silva sul marmo del monumento di fianco al Respighi.
  • Bomber Bertoncini pensa all’anno scorso e sorride.
  • Pergreffi motiva i compagni minacciando di tagliarsi la barba solo col salto di categoria.
  • Di Molfetta è la chiave tattica escogitata dal Mister, e lui offre spettacolo.
  • Marotta gioca con ordine. L’importanza di essere ordinati.
  • Corradi è il dieci che gioca da dieci in pagella.
  • Nicco è troppo quello che voglio.
  • Bomber Ferrari ha un tratto caratteristico: se comincia da impacciato, segna.
  • Terrani è arrivato a due. Dovrebbe essere bomber, ma considero i rigori un po’ più semplici. Aspetto il prossimo per dargli la qualifica.

Sono Entrati:

  • Porcari per Marotta, per segnare e per garantire che siamo tutti pronti.
  • Perez per Terrani perché ha corsa e voglia come tutti i pronti.
  • Della Latta per Pergreffi perché siamo tutti pronti e duttili.
  • Corazza per Ferrari e sempre perché siamo tutti pronti: bentornato Simone.
  • Sestu per Ferrari e non lo vedo perché mi aspettavano a cena.

Vada come vada, avremo un solo rammarico quest’anno. Con più squadre che giocano al Moccagatta di Alessandria, e meno di quelle che invece giocano al Gastaldi di Chiavari, salivamo in carrozza.

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