Piacenza: ottavi o settimi?
Pro: Maccoppi resta?

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Stefano Maccoppi

Col pass per i playoff in tasca e con l’ottavo posto in cassaforte, la banda Franzini, priva del totem Della Latta, si prepara ad affrontare il Livorno appena promosso in purgatorio dopo due anni di inferno.
Dunque, due formazioni che, con la pancia piena e prevedibilmente sotto un caldo torrido, faranno girare il pallone nella speranza che il direttore di gara fischi tre volte il prima possibile?
Assolutamente no, perchè lo scorso sabato pomeriggio, a un centinaio di km dal Franchi di Siena, l’Alessandria di Marconi, ubriaca di felicità dopo aver sollevato la Coppa Italia di serie C contro la Viterbese, è stata piegata dalla Pistoiese di Indiani e ora si trova al settimo posto con due lunghezze di vantaggio sul Piacenza.
E dunque, se il Cuneo dell’ex allenatore biancorosso Viali (che ha un bisogno disperato di fare risultato in Piemonte per avere più chanches di salvezza nei playoff contro il Gavorrano), dovesse uscire dal Moccagatta con almeno un punto e, contemporaneamente, Silva e compagni dovessero battere i labronici (cosa che non accade addirittura dal 1974), il sorpasso al fotofinish (in virtù degli scontri diretti favorevoli ai piacentini), prenderebbe forma.
Cosa cambierebbe? In realtà niente di particolarmente importante (in ogni caso, i biancorossi affronteranno chi si piazzerà al nono posto), ma volete mettere la soddisfazione di precedere in classifica una squadra che, oltre ad aver appena sollevato il trofeo di cui sopra, non ha conosciuto la parola “sconfitta” per 19 (d-i-c-i-a-n-n-o-v-e) match consecutivi?
Soprattutto se vieni da un anno che in tanti (troppi) avevano battezzato fallimentare decisamente troppo presto.
Ad ogni modo, al primo turno dei playoff, il Piacenza avrà a disposizione il fattore campo e due risultati su tre. E non è poco.
A proposito di playoff: negli ultimi 90′, cinque club si contenderanno gli ultimi tre biglietti necessari per salire sulla giostra, in rigoroso ordine di posizione: Pistoiese (impegnata contro il rognoso Gavorrano di Favarin), Pontedera (a Viterbo), Giana (ad Olbia contro l’Arzachena), Lucchese (in casa contro il Pro) e Olbia (a Monza).
Soffermandosi sul Pro, la domanda sorge spontanea: col direttore generale Paolo Armenia a un passo dalla Cremonese, Stefano Maccoppi (il cui contratto col club di Via De Longe scadrà dopo la gara contro l’undici di Galderisi) sarà confermato sulla panchina emiliana anche nella stagione 2018/2019?
La risposta la avremo nelle prossime settimane, però due considerazioni possono essere avanzate: 1) l’addio dell’ex dirigente del Livorno (grande sponsor dell’attuale tecnico rossonero) è un fatture negativo per la permanenza di Maccoppi; 2) l’ex difensore del Piacenza ha riportato energie e motivazioni a un gruppo che sembrava in totale caduta libera, spingendolo fino alla salvezza.
La palla passa al presidente Burzoni; il quale, secondo indiscrezioni, avrebbe un debole per l’attuale allenatore del Lecco Alessio Tacchinardi.
Stiamo a vedere.
Estremamente interessante anche la lotta per il quarto gradino tra Carrarese (in casa contro un Arezzo che non può permettersi di perdere), Monza e Viterbese; il bello è che i toscani, i briazoli e i laziali si presenteranno ai nastri di partenza dell’ultimo scatto della regular season con 55 punti.
Il Prato, con un orecchio a Carrara, ospiterà il Siena avendo in testa un unico obiettivo: non allargare la forbice di punti con l’Arezzo per giocarsi le ultime fiches ai playout contro Moscardelli e compagni. Se l’Arezzo dovesse guadagnare anche un solo punto nei confronti dei biancoazzurri, per i lanieri sarebbe serie D.
Insomma: di motivi per seguire anche quest’ultimo turno ce ne sono parecchi.
Lunedì tireremo le somme.

Sasi

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