30 comuni al voto il 26 maggio: 64 candidati sindaco, boom di liste civiche

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La tornata amministrativa del 26 maggio (un election day, poiché si voterà anche per il rinnovo del Parlamento europeo) consegna alle cronache un dato di disincanto quando non di disamore verso la politica locale: in pochi vogliono fare il sindaco, non molti aspirano ad entrare nei consigli comunali dei loro paesi.

E’ la fotografia elettorale di questo 2019, i cui contorni stanno tutti nel numero dei comuni con una sola lista in corsa. Si pensi a centri importanti come Alseno e San Giorgio, con un solo candidato alla carica di primo cittadino. Si pensì, altresì, ai numerosi comuni che solo all’ultimo momento sono riusciti, con affanno, a mettere in piedi una seconda lista “concorrente”. Si tratta, in realtà, dello sforzo dei sindaci in pectore di fugare l’unico rischio insito nel correre da soli: il mancato raggiungimento del quorum, scongiurato dalla presenza di un competitor ancorché finto. E’ il caso di Zerba ( il comune con il minor numero di residenti: 92), Cerignale (155) e Ottone (570). In alta Val Trebbia, insomma, la vera campagna elettorale dei candidati sindaci è consistita nella ricerca di un buon amico disposto a candidarsi “contro”. E’ un segno dei tempi, così come un segno dei tempi è la rinuncia di molti partiti a presentare il proprio simbolo (timore di danneggiare il volenteroso candidato?). Quindi avanti con le civiche d’area, liste la cui appartenenza alla destra o alla sinistra è affidata alla conoscenza diretta degli aspiranti sindaci e consiglieri (siamo d’altronde in paesi in cui ci si conosce direttamente) oppure alla conoscenza di un lessico di riferimento: quasi sempre le liste di centrosinistra ricorrono all’avverbio “insieme” (Insieme per..) o all’aggettivo “uniti”.
Ci sono, come è giusto che sia, le eccezioni che, appunto, confermano la regola. Quei centri che conservano una sana rivalità paesana, idiosincrasie più familiari e amicali che politiche. Pensiamo alle quattro liste di Calendasco (2003 elettori), e anche alle tre di Caorso (quasi 4000 cittadini provvisti di scheda elettorale).

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