di Gzimalda Rruga* – L’abbiamo imparato quasi tutti ormai perché le mamme o i papà ce lo ripetevano ogni giorno, lo sentiamo ad ogni sorta di programma televisivo, ce l’ha insegnato Machiavelli e ora ce lo ripete anche l’Onorevole Bersani: nella vita bisogna essere capaci di cogliere le opportunità. Così ha fatto il Liceo Melchiorre Gioia di Piacenza e in particolare la redazione studentesca di tale Liceo, l’Acuto, che venerdì scorso ha avuto la possibilità di incontrare il parlamentare Pierluigi Bersani.
L’evento, tenutosi alle 18 al caffèletterario del Liceo, ha dato l’opportunità a tanti giovani di potersi confrontare con una personalità di simile livello e ha offerto a noi ragazzi di redazione l’onore di poterlo intervistare. Le risposte dell’onorevole alle nostre domande ci hanno fatto comprendere quanto sia importante saper affrontare le situazioni che ci si presentano, quanto sia fondamentale essere forti, quanto sia giusto essere coraggiosi: per poter cogliere appieno tutte le opportunità che si presenteranno nel corso della nostra vita.
1) Qual è stato il movente maggiore che l’ha indotta ad avviare la sua carriera politica?
Se devo essere sincero, non ho mai veramente pensato di fare politica, ma ci sono capitato in mezzo trovandomi in un determinato periodo storico, ovvero la fine degli anni 60′, con una grande passione per il “noi” e con un sentimento acuto che era l’idea d’uguaglianza.
2) Guardandosi indietro, riguardo alla sua vita, che cosa ne trae di positivo? È soddisfatto delle scelte compiute? Cambierebbe qualcosa?
Penso che di cose da cambiare ce ne sarebbero tante, ma in sostanza non ribalterei niente. Sono contento di come sono andate le cose e mi ritengo anche abbastanza fortunato, soprattutto di aver avuto la possibilità di studiare in un Liceo come questo.
3) Nella sua carriera politica ha mai dovuto confrontarsi col fatto di provenire da un modesto paesino?
Guarda, uno che riesce a fare un comizio nella piazza di Bettola il lunedì a 20 anni con davanti nessuno e poi tornare a casa e sentire cosa ti dicevano, non può più avere paura di niente. Sì di difficoltà ne avuto, ma ho avuto anche le opportunità: ripeto la più grande è stata poter frequentare questa scuola. È vero che il paese è incisivo per un bel po’ ed ammetto di essermi trovato davanti a questo “problema” nella vita, ma secondo me col tempo se si colgono le giuste opportunità si riesce ad affrontare tutto.
4) In questo forte momento di crisi che accompagna il nostro paese, qual è il consiglio che si sente di dare ai giovani per aiutarli ad affrontare questa grave situazione?
Se i giovani vogliono dare una mano a questo paese devono avere la forza necessaria per poter ridare dignità e buon nome alla politica. Perché senza politica vince il più forte. Io capisco che adesso entrare in politica sia un’impresa, ma il difficile non è rimanere onesti ed affrontare gli altri, perché onesti e coraggiosi basta esserlo. Il difficile è mantenere il buon nome che ti hanno dato tua madre e tuo padre. È grazie a quello che si va avanti.
5) Sempre a proposito di giovani e di crisi: oggigiorno sono molti i ragazzi che scelgono i paesi esteri per proseguire i loro studi: qual è la sua opinione in merito a questo fenomeno?
Secondo me è giusto andare all’estero, ma se poi c’è anche la possibilità di tornare e soprattutto se c’è qualcun altro che viene qui in Italia. Invece noi assistiamo sempre più ad una fuga di giovani che non tornano e sempre meno alla provenienza di nuovi giovani dall’estero. È naturale che se capita una buona opportunità bisogna saperla cogliere, ma è fondamentale ricordarsi il paese che vi ha comunque istruito dandovi le basi per il vostro futuro.
*Direttrice della redazione dell’Acuto, giornale del Liceo Gioia




