
L’assessore alla cultura del comune di Castel San Giovanni Wendalina Cesario riprende i progetti bloccati dalla pandemia
La soddisfazione di poter, seppur a fatica, dedicare la maggior parte del tempo all’allestimento della Fiera di San Giovanni la si legge negli occhi. Wendalina Cesario, assessore con delega alla cultura, spettacolo, commercio e promozione territoriale, sottolinea come la possibilità di tornare ad aprirsi alla vita sociale, seppur ancora con significative limitazioni, sia una sorta di “liberazione”.
“Rinunciare anche quest’anno alla Fiera sarebbe stata una delusione davvero grave. Fortunatamente i numeri che misurano l’andamento pandemico stanno diminuendo sensibilmente rendendo possibile alimentare il desiderio di tornare alla normalità attraverso segnali di ripresa economica e sociale. L’Amministrazione comunale si sta muovendo in questo senso impegnandosi al massimo per la riuscita della Fiera seppur dovendosi misurare con tempi molto stretti. Con molta prudenza anche le associazioni si stanno riorganizzando: sarà infatti il Comitato Vita Centro Storico a riproporre la “Notte rosa” in programma il primo weekend di luglio”.
Nel settore cultura e spettacolo, come vi state muovendo?
Possiamo dire che abbiamo alzato il sipario del Teatro Verdi qualche sera fa con la magistrale interpretazione di Lino Guanciale,in omaggio alla vita ed alle opere di Ennio Flaiano, con Non svegliate lo spettatore.
Avete in programma qualche altro spettacolo?
Ci stiamo pensando, fino alla fine dell’anno non si può parlare di programmazione, ma comunque di spettacoli occasionali tra i migliori disponibili. Sicuramente riusciremo a mettere insieme un cartellone da gennaio 2022 compatibilmente con l’esaurirsi dei contagi.
Sicuramente prima dell’esplosione della pandemia avrà avuto qualche progetto su cui stava lavorando o almeno pensando …
E’ vero, avevamo in mente di mettere in cantiere un progetto nel settore cinematografico di cui a Castello sentiamo la mancanza….
Cosa intende più precisamente?
Partiamo dal fatto che abbiamo una bellissima sala, anzi due, mi riferisco al Cinema Moderno appena ristrutturato totalmente: un’ottima opportunità per proiettare, non solo film di cassetta, ma anche film d’autore che hanno fatto la storia del cinema italiano. Sarebbe un’occasione per i più giovani. Per questo stiamo pensando di organizzare un laboratorio di cinematografia per comprendere un’arte che ci ha reso famosi nel mondo.
Inoltre stiamo organizzando con le scuole superiori un laboratorio teatrale, già da ottobre, che proponga una nuova visione dei grandi classici, da Dante a Manzoni, in chiave teatrale. Un modo per recuperare quell’interazione sacrificata a favore della DaD praticata più per necessità che per virtù. L’epilogo del laboratorio potrebbe poi essere la messa in scena di una produzione teatrale degli stessi studenti.
Chiudiamo in musica…
Con il Valtidone Festival naturalmente: riprenderà il 4 luglio da dove aveva lasciato con il grande fisarmonicista romagnolo Simone Zanchini, l’ultimo artista ascoltato al festival del 2019. Ci sarà poi un’altra fisarmonica d’eccezione, quella dell’alpino Stefano Bozzini che commosse l’Italia e il mondo regalando serenate alla moglie malata sotto la finestra dell’ospedale per starle vicino nonostante le restrizioni.
Tra qualche giorno sarà reso noto dalla Fondazione Valtidone Festival il programma completo.




