La doppia sconfitta con Ravenna e Modena pregiudica in maniera consistente quello che era il primo obiettivo stagionare per la Lpr Piacenza; la qualificazione alla Coppa Italia pare ormai compromessa con un distacco di sei punti da Cmc Romagna e Ninfa Latina che occupano l’ultimo posto utile per continuare al corsa alla coccarda tricolore. Il momento difficile della formazione di Giuliani, reduce da 6 sconfitte consecutive, e’ amplificato da un rendimento di squadra che appare in alcuni fondamentali chiaramente in al di sotto di quelle che erano le aspettative di inizio stagione, a cui si e’ aggiunto lo scadente stato di forma di alcuni uomini-chiave.
DEAD LINE: la partita del 1 dicembre contro Monza segnera’ probabilmente il crocevia dell’intera stagione biancorossa. Una vittoria convincente da 3 punti potrebbe dare il via alla rimonta in classifica conferendo all’ambiente quel minimo di fiducia e di entusiasmo che sembra aver abbandonato la ciurma di Giuliani dopo la sequela di incontri senza punti. Perdere ancora significherebbe non solo abbandonare ogni velleita’ di classifica anche in chiave play-off ma mettere in discussione l’intero operato tecnico fin qui svolto.
TECNICO: la dirigenza, che ha mal digerito il pessimo inizio di campionato in ragione anche del danno parziale di immagine che la nuova societa’ sta subendo nella ricerca di nuovi sponsor, si e’ affrettata a chiarire che la posizione del tecnico e’ per ora salda. Giuliani rappresenta uno dei tecnici migliori sulla piazza, ha saputo vincere scudetti in piazze diverse ed impegnative. Sulle sue qualita’ di tecnico nessuna discussione anche se alcune gestioni dei cambi hanno lasciato perplessi, il futuro sulla panchina di Piacenza per ora e’ assicurato, a meno di clamorose ulteriori deblacle. Quel che e’ certo e’ che l’allenatore marchigiano dovra’ concentrarsi a correggere le palesi lacune evidenziate soprattutto su muro e battuta.
CENTRALI: che il reparto dei centrali non fosse di prim’ordine lo si sapeva, quel che non ci si aspettava e’ il rendimento cosi scarso nel fondamentale del muro incapace nei momenti fondamentali di essere decisivo. Se a cio’ aggiungiamo che nei primi tempi il solo Patriarca sembra poter offrire un discreto contributo, si puo’ capire come sia questo il reparto che ad oggi funziona di meno e che probabilmente necessita di interventi correttivi sul mercato
SERVIZIO: i 20 errori in battuta nel match contro Modena rappresentano solo il dato piu’ estremo di un fondamentale che piu’ di altri sta condizionando il gioco di Piacenza. Se pensiamo che il miglior “aceman” e’ Coscione, possiamo facilmente immaginare le difficolta’ attuali di Piacenza dai nove metri. A parte Luburic, nessun altro battitore spinge con continuita’ al servizio, permettendo facili rigiocate con palla in mano agli attaccanti avversari.
SCHIACCIATORI: mentre il rendimento di Luburic sta visibilmente crescendo di pari passo all’intesa con Coscione, e’ dal reparto schiacciatori che giungono le altre note dolenti. Perrin ,dopo un buon inizio, sta faticando soprattutto in seconda linea, per lui ci sono le attenuanti dell’esordio nel campionato italiano e le fatiche della stagione in nazionale ma nel complesso, ci si attendeva di piu’ in attacco. Ter Horst ogni qual volta che viene chiamato in causa sembra dare un buon contributo in prima linea, ma non puo’ essere certo lui l’uomo in grado di dare la scossa all’Lpr. Zlatanov e Papi soffrono il peso degli anni in particolare da punto di vista fisico ma, mentre per il secondo era scontato un contributo part-time in seconda linea, dall’italo-bulgaro ci si aspettava ancora qualcosa si in termini di punti che di aggressivita’ in battuta. Non e’ escluso che la dirigenza piacentina intervenga anche in questo reparto per invertire la tendenza negativa.




