Volley: Rullo Trentino. L’Lpr e’ ancora asfaltata.

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diatecChe Trento fosse nettamente superiore a Piacenza si sapeva, troppo alto il divario in classifica tra la formazione campione d’Italia e lanciata nei play-off a 12 di Champions e l’Lpr ormai affossata al penultimo posto in classifica e tornata dopo la pesante sconfitta di Padova in una pesante crisi di gioco, ma almeno ci si attendeva un minimo spirito di combattivita’ e di lotta, quello stesso spirito visto in parte in campo contro la Lube e che per almeno due set aveva fatto vacillare il sestetto di Blengini. Ma la serata del Palabanca e’ ancora una volta triste e malinconica, come sempre avvenuto in questra stagione (eccezion fatta per l’illusoria vittoria iniziale contro Milano) sono gli ospiti a festeggiare ed a trasformare qullo che una volta era un fortino inspugnabile in una terra di mezzo dalle facili conquiste. Piacenza stavolta vive la sua giornata nerissima in attacco, fin dai primi scambi si capisce che superare la diga trentina a muro sara’ cosa ardua; cosi Luburic, Perrin e Zlatanov vanno subito in default non riuscendo quasi mai a trovare un cambio palla plausibile, ne segue che Coscione e’ costretto a cercare risposte al centro dove qualche buon primo tempo e qualche sporadico attacco in pipe hanno il nobile compito di addolcire la severita’ di un punteggio nel quale i ragazzi di Stoychev hanno di gran lunga il sopravvento. Il cambio palla ospite funziona, come tradizione gialloblu’, come un orolgio svizzero nel quale il sorprendente baby Giannelli si diverte a puntare le lancette su Sole’, Djuric e Van der Volle immarcabili dal tremebondo muro biancorosso. Alla fine saranno solo i due i block piacentini in tre set, troppo poco per sperare di allungare la partita oltre un netto e scontato tre a zero. A poco sono serviti gli apporti dalla panca di Ter Horst e Papi, bravi tra le fine del primo set e la meta’ del secondo a rivitalizzare un sestetto asfittico, ma non in grado alla lunga di infastidire una Diatec che a muro ha fatto la voce grossa ogni qual volta che l’Lpr ha provato ad uscire dal torpore; 13 muri in totale che sanciscono le difficolta’ offensiva di una Piacenza uscita ancora una volta malconcia ed a capo chino di fronte all’avversario. Troppe le difficolta’ per Giuliani in panchina  con giocatori che, col passare delle giornate e delle sconfitte, sembrano perdere la tranquillita’ e la fiducia nei propri mezzi.

 

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