Doveva essere la partita della svolta quella della Lpr Piacenza contro la Gi Group Monza, invece per i biancorossi si e’ tramutata nell’ennesima disfatta stagionale, la settima sconfitta consecutiva che non solo allontana in via definitiva le speranze di qualificazione alla Coppa Italia, ma che pregiudica in maniera consistente il resto del cammino in Superlega. Con Monza dovevano obbligatoriamente arrivare i tre punti per rispettare anche quella mini tabella di marcia che la societa’ (3 punti tra Dhl e Gi Group) aveva indicato come essenziale prima di mettere in discussione squadra ed allenatore. Alla fine e’ arrivato un solo punto nel modo peggiore: contro Monza l’Lpr ha ben giocato in maniera dignitosa i primi due set salvo poi crollare nella parte finale , non affrontando praticamente il tie-break. Piacenza ha spiaccato sull’asse dei posti 4 con Perrin (20 punti e 48% di positivita’) e Ter Horst (19 e 47%) ma ha sofferto la giornata non positiva di Luburic (12 punti e 39%) piu’ volte murato e sostituito in corso d’opera da Zlatanov e Sedlacek. E’ bastato che Monza alzasse il livello della battuta (8 aces complessivi di cui 6 nei set vincenti) per mandare in crisi la seconda linea di Giuliani, orfana di Papi dirottato a fare il libero per l’infortunato Mania ,e trovasse maggiore regolarita’ in posto 2 dove Gao (9 punti e 43%) ha fatto meglio dalla terza frazione in poi del titolare Renan (troppo falloso con il 40% di attacchi e 7 punti). Per una volta Piacenza ha retto a muro (14 block contro 15 degli ospiti) ma e’ mancata negli attacchi al centro dove Kohut-Tencati e Patriarca hanno marcato 17 punti contro il complessivi 30 del trio di centrali monzese Verhees-Beretta-Sala.A cio’ aggiungiamo le difficolta’ di Coscione ad innescare gli attaccanti di palla alta con ricezione staccata da rete ed un atteggiamento troppo remissivo nel quinto set per avere un quadro desolante di una situazione che non pare aver soluzione. Mai Piacenza era stata cosi in basso da quando si trova in A1, con una formazione sicuramente non di primo livello ma nemmeno cosi disarmante ed arrendevole come quella vista in particolare nelle sconfitte casalinghe; certo, si pensava ad una stagione di transizione dopo la ricostruzione estiva, ma i risultati fin qui conseguiti parlano di un’annata fallimentare. Ora per la dirigenza di apre il momento cruciale delle scelte: dare fiducia a questo gruppo cercando di finire la regular season in modo dignitoso puntando a conservare le risorse per la prossima annata, oppure partire fin da subito con una minima rivoluzione che porti a colmare quelle evidenti lacune al centro, dove manca un giocatore di peso dai nove metri e a muro, ed in posto 4 dove si sente la mancanza di un uomo carismatico e trascinatore come Zlatanov. In tutto questo sembra non correre particolari rischi mister Giuliani al quale e’ stato mandato pluriennale per riportare Piacenza ai vertici, anche se non possono essere escluse decisioni clamorose nei prossimo giorni. La scossa non puo’ piu’ attendere.




