Si aggrava pesantemente la crisi dell’Lpr volley. Un doppio 0-3 conseguito nelle trasferte di Latina e Perugia che inchioda ancora di piu’ i biancorossi in fondo alla classifica ad una distanza significativa dall’ottavo posto utile per la Coppa Italia ed i play-off. Due sconfitte nette che non solo pregiudicano il cammino futuro (gia’ minato dopo la sconfitta interna con Monza) ma che stupiscono per l’assenza assoluta di reazione e di competitivita’ sia sul piano tecnico che agonistico, con gravi ed evidenti lacune concentrate in particolare nella fase-punto.
MURO: le statistiche sono impietose ed imbarazzanti; nessun muro a Perugia, solo uno a Latina. Se raffrontiamo il rendimento nel medesimo fondamentale di Sir e Ninfa (10 e 11 block) e’ lampante come Piacenza sia in grossa difficolta’ non solo nei centrali ma anche negli altri protagonisti della prima linea. Stupisce come giocatori del calibro dell’esperienza di Tencati, Kohut e Zlatanov diventino improvvisamente incapace di bloccare un solo attacco avversario in tutta la partita. Puo’ essere un problema tecnico ma, soprattutto, di testa e di convinzione.
SERVIZIO: ancor peggiori le risultanza dai nove metri. Solo 4 aces messi a segno negli ultimi due match, in questo fondamentale l’Lpr e’ ultima in classifica per gli aces per set (0,94) ed il solo Coscione, che pure specialista non e’, compare nella classifica dei primi 20 battitori. Si ha la sensazione che i biancorossi siano timorosi al serivizio con tanti errori e poche battute tirate a “tutto braccio”. Con Perugia il primo ace e’ arrivato a meta’ del terzo parziale. E’ ovvio che con queste prerogative divenga piu’ complicato per il muro e per la difesa leggere gli attacchi avversari
KOHUT: finito in panchina con Latina e Perugia, e’ il primo a pagare con l’esclusione lo scarso rendimento al centro. Troppo falloso in battuta ed impalpabile a muro. Potrebbe essere lui a lasciare il posto al nuovo centrale che arrivera’ dal mercato di gennaio (Todorov?).
SECONDA LINEA: il doppio infortunio in contemporanea di Mania e Papi non solo ha tolto certezze e meccanismi ad un reparto che fino ad allora stava nel complesso reggendo discretamente, ma ha anche complicato le strategie di mercato biancorosse. L’arrivo obbligato di Lampariello ha ridotto di fatto ad una la possibilita’ di innesti dal mercato oltre ad ingaggiare un libero bisognoso di ritrovare la confidenza con la ricezione ed il ritmo partita, costringendo Ter Horst e Perrin ad un lavoro supplementare che toglie loro lucidita’ e precisione in attacco.
LUBURIC: un buon inizio di stagione per lui, poi improvvisamente dopo Monza il buio. Giuliani gli ha spesso preferito Ter Horst o Zlatanov nel suo ruolo, togliendo all’opposto serbo, quella necessita’ di gioco continuo di cui la sua mano necessita. Il suo calo ha complicato le cose in attacco e tolto quelle poche sicurezze al palleggiatore, anche se il suo provvisorio accantonamento pare quanto meno affettato.
GIULIANI: la sua panchina non e’ piu’ cosi salda come qualche settimana fa. Lui e l’intero staff tecnico sono in discussione per un rendimento complessivo assolutamente deficitario. Un buon pre-campionato ed un discreto inizo, poi il crollo verticale proprio in quei fondamentali che tanto dovevano rappresentare il “must” biancorosso. E’ probabile che si attenda la lunga sosta natalizia per decidere il suo futuro anche se alcune voci parlano di un interessamento per l’ex Nikola Grbic, ieri presente sulle tribune del PalaEvangelisti.




