Verde pubblico, la giunta inciampa e l’opposizione chiede le dimissioni di Mancioppi

0

Verde pubblico, la giunta inciampa. “L’erba di casa mia”, per citare una bella canzone degli anni settanta (Massimo Ranieri), non giova alla formazione guidata da Patrizia Barbieri.
Prima il servizio di “Libertà”, il quotidiano cittadino che con Pietro Visconti al timone è arrivato ad avere il ruolo pubblico che compete alla stampa, servizio che di fatto ha denunciato la trascuratezza nei confronti di un decoro urbano sbandierato sia in campagna elettorale che nei primi mesi di insediamento; poi l’offensiva di Pd e Confcooperative che hanno denunciato la leggerezza con la quale la giunta – i funzionari comunali che per dovere la servono – ha affidato la manutenzione del verde a una cordata cremonese giudicata, per ricorrere a un eufemismo, inadeguata; infine le bordate da fuoco amico di Foti, l’imbarazzo della Barbieri e l’annuncio della sindaca “di scovare i responsabili”, e infine, in consiglio comunale, il duro attacco delle opposizioni Pd e Liberi.
Sia i Dem sia Massimo Trespidi (leader dei secondi) hanno chiesto senza mezzi termini le dimissioni dell’assessore all’Ambiente Mancioppi (che pur dispiaciuto per la situazione ha detto si sta lavorando per risolvere le ciriticità) e criticato aspramente la sindaca: “Ha nominato o confermato i vertici della burocrazia comunale: per scovare i colpevoli basta che si guardi allo specchio” la lapidaria reazione di Trespidi.
Comunque, in precedenza, ad aprire il fuoco era stato Pier Angelo Solenghi, presidente della sezione Federsolidarietà di Confcooperative: la cremonese Cuore Verde, affidataria della manutenzione del secondo lotto (zona est) del verde piacentino in seguito al bando emanato (in ritardo) da Palazzo Mercanti, non avrebbe i requisiti: in perdita i due ultimi bilanci (2016 e 2017) – non esaltante biglietto da visita -, zero dipendenti e zero inserimenti lavorativi. “Anche la visura camerale datata 11 aprile 2019 (quindi recentissima) – affermano i vertici di Confcooperative – riporta zero lavoratori svantaggiati assunti”.
Il fatto è che la legge 381-91, relativa alle coop sociali di tipo B (cui appartiene Geocart, galassia Confcoop, concorrente sconfitta di Cuore Verde, vincitrice) impone l’obbligo di assunzioni in tal senso. Di qui (anche di qui) le perplessità di Solenghi, di Geocart e centrale cooperativa sulla congruità di un appalto che, per i piacentini, premierebbe competitor privi di requisiti fondamentali. Quindi l’annuncio di un ricorso al Tar da parte di Geocart (Confcooperative) per contestare l’esito di un bando giudicato scorretto.
In mezzo, intanto, la politica: Massimo Trespidi sferra il suo attacco alla Barbieri: “Questo del verde è l’ennesimo bando pasticciato, tenendo presente che la gestione del verde è una delle principali gare – 4,8 milioni – del comune di Piacenza” e chiede le dimissioni dell’assessore perchè “ha manifestato una incapacità nel presidiare i suoi uffici costringendo il sindaco a scusarsi con la città”.
La maggioranza fa invece quadrato intorno a Mancioppi addossando a dirigenti e funzionari comunali le responsabilità per quegli otto mesi in cui il bando di appalto per la manutenzione delle aree verdi è rimasto al palo permettendo all’erba alta di prendere possesso facilmente di giardini e parchi giochi. E Mancioppi è corso subito ai ripari annunciando di aver aggiudicato in via definitiva il primo lotto della gestione del verde (parte ovest della città): la coop Orto Botanico di Alseno si metterà subito al lavoro.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.