Arriva, decisa, la replica dei sindacati Cgil, Cisl e Uil dopo l’ok del consiglio comunale alla vendita di 2 milioni e 300mila azioni Iren da parte del Comune per finanziare il piano delle opere pubbliche, operazione che ha certificato anche la spaccatura tra i Liberali Piacentini (che si sono astenuti dal voto) e il sindaco Barbieri.

“Ciò che manca all’amministrazione – scrivono in una nota comune Gianluca Zilocchi (Cgil), Marina Molinari (Cisl), Francesco Bighi (Uil) – è un progetto per la città vero e riconoscibile. Utilizzare i ricavi delle quote Iren per marciapiedi, tetti o manutenzione straordinaria è un errore. Tali interventi, seppur importanti, dovrebbero rivestire carattere di ordinarietà e quindi non potrebbero essere finanziati con la vendita delle quote Iren. La progettualità deve essere al centro di una scelta del genere e purtroppo non la scorgiamo a Piacenza. Se l’amministrazione proponesse un ‘grande progetto’ si potrebbe anche approcciare il tema della vendita delle quote Iren. Viceversa, l’operazione come prospettata appare goffa e finalizzata a far saltare fuori dei quattrini per le spese. Siamo contrari a questo approccio. Che il Comune di Piacenza rimetta in moto la macchina della progettualità, altrimenti a “sbattere” sarà il futuro strategico del territorio”.
I confederali si definiscono “preoccupati per interventi di bassissimo respiro”, che anche all’ interno della maggioranza di Palazzo Mercanti “non trovano quel consenso ampio e adeguato” per questo genere di operazioni, pertanto chiedono al Comune di riaprire il confronto. Per i sindacati – contrari alla vendita di quote di Iren spa, l’azienda multiservizi che serve i territori di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e soprattutto Genova e Torino – “E’ strategica, più che la vendita, una presenza importante di Piacenza all’interno della multiutility che vada al di là delle quote del patto di sindacato. Questo è fondamentale per mantenere Piacenza negli assetti proprietari e fare in modo che servizi come acqua, rifiuti ed energia siano strategicamente radicati sul territorio piacentino. Vendendo le quote, si indebolisce il governo pubblico di Piacenza su questi servizi fondamentali, e si sposta così l’asse strategico dell’azienda sempre più verso altri territori, verso Genova in particolare”.

“Inoltre – proseguono i confederali – ogni anno mancheranno al Comune dividendi importanti. La nostra contrarietà risiede soprattutto nella mancanza di progettualità legata alla vendita delle quote. Infatti, la vendita è vincolata per investimenti e infrastrutture dalle normative: ossia non si possono utilizzare quei fondi per la cassa corrente o finanziare altre voci. Diverso – spiegano i sindacati – sarebbe agire sulla tassazione, opzione che il Comune esclude a prescindere. Non crediamo si debbano alzare le tasse, tuttavia abbiamo sentito l’amministrazione comunale ragionare sempre di Irpef (reddito persone fisiche), ben sapendo che altre leve fiscali come Imu e Tasi potrebbero essere prese a riferimento per agire su fasce di popolazione meno disagiate”.
“Non aumentare le tasse ai piacentini – risponde a stretto giro di posta l’assessore al Bilancio Passoni – e riqualificare la nostra città sono due dei principali impegni che l’amministrazione Barbieri si è assunta, già dalla campagna elettorale. Vi stiamo dando concretamente seguito, prima con la decisione di non aumentare l’Irpef per tutto il nostro mandato e ora con l’intenzione di attuare una profonda azione di rigenerazione del tessuto urbano, da troppo tempo abbandonato a se stesso”.

“Basta scorrere il piano delle opere pubbliche del prossimo triennio – prosegue l’assessore – che verrà finanziato con questa operazione, per accorgersi che stiamo parlando di interventi che i piacentini attendono da tempo, troppo tempo, e che rappresentano un piano strategico per il futuro della nostra città. La rigenerazione di aree abbandonate e degradate, la riqualificazione del tessuto urbano, la progettazione di interventi strutturali sulla rete viabilistica come sugli edifici pubblici, costituiscono un complessivo piano di miglioramento della città da un punto di vista di qualità della vita e una straordinaria operazione di marketing territoriale”.
“Quanto poi al timore espresso dai sindacati di una perdita di potere decisionale all’interno di Iren – conclude Passoni – siamo convinti che questo non possa avvenire, e non avverrà, con una modesta diminuzione delle quote detenute dal Comune di Piacenza. Al contrario pensiamo che si possa giocare un ruolo sempre più determinante all’interno della multiutility, rafforzando le relazioni con gli altri territori e gli altri soci; un’operazione strategica su cui la nostra Amministrazione è attivamente impegnata”.




