Inaspettata battuta d’arresto in commissione consiliare Sviluppo economico per la proposta di vendita – da parte del Comune – di 2,3 milioni di titoli Iren, per incassare quei 5 milioni di euro da destinare al finanziamento di opere pubbliche. E’ stata approvata, infatti, la sospensiva chiesta dai Liberali grazie al decisivo voto favorevole di Forza Italia, rappresentata dal presidente della commissione Mauro Saccardi, che si è aggiunto a quello delle minoranze ad eccezione di Roberto Colla (Piacenza Oltre) che si è astenuto: 16 voti no contro i 14 sì di Lega, Fdi e Michele Giardino (gruppo misto).

L’assessore al Bilancio Passoni, visibilmente contrariato, ha lasciato la commissione contestando ai “dissidenti” del centrodestra di essere a conoscenza come già “da novembre scorso ci sia scritto nel Dup (Documento unico di programmazione) che avremmo venduto quote di Iren e società partecipate”.
Da sottolineare l’intervento di Antonio Levoni che ha stigmatizzato tutta la politica di bilancio dell’amministrazione Barbieri che – ha sostenuto – “va cambiata in fretta”.
“Come si fa a organizzare un’azione di governo – si è chiesto Levoni – se a inizio anno non si sa quanti soldi si possono spendere”. Si è quindi associato a Trespidi sui “dubbi che un’opera di spending review sia stata fatta nel modo giusto” e per recuperare risorse ha proposto il ricorso all’indebitamento “oggi che i mutui li si fa all’1% di interesse”. Il capogruppo del Liberali ha precisato infine che la richiesta di rinvio “non significa essere contrari alla vendita di Iren, ma rappresenta la necessità di spiegare alla cittadinanza che cosa si sta facendo e dove si vuole andare”.

L’Associazione dei Liberali piacentini ha ringraziato, quindi, in una nota il consigliere liberale Levoni per l’azione svolta in Commissione contro la vendita delle azioni Iren del Comune. “La richiesta di rinvio – dice il comunicato liberale – è la risposta necessaria ad una chiusura irragionevole a qualsiasi richiesta di trattarne in maggioranza. La “via breve” della vendita/svendita – continua il comunicato liberale – è la comoda via del depauperamento del Comune nell’incapacità di provare almeno a mettere ordine nelle finanze comunali, eliminando doppioni anche di enti pur di tenere moltiplicate le presidenze ed i Consigli di amministrazione”. Nel comunicato si dice altresì: “La risposta negativa (sia pure tacita) alla proposta liberale di mettersi attorno ad un tavolo e di ragionarne, è figlia di un complesso di inferiorità di alcuni esponenti della maggioranza che paralizza un’amministrazione che non ha ancora fatto nulla di diverso da quello che avrebbe fatto un’amministrazione di sinistra, eccezion fatta per alcuni provvedimenti adottati dagli assessori Sgorbati e Zandonella, con il risultato che la Giunta si affida allegramente a scatola chiusa a dirigenti a cui non sa in alcun modo tener testa e replicare. Ma i liberali non vogliono essere responsabili di una comoda scelta di vendita/svendita che priverebbe per sempre il bilancio comunale di una considerevole entrata certa, nel segreto intento e come premessa ad un aumento futuro delle imposte, dato che con la vendita/svendita diminuiremmo le entrate ordinarie alle quali può farsi fronte solo aumentando appunto le imposte e le tasse. Iren va governata anche dal di dentro, standovi dentro, così che funzioni realmente e dia i servizi richiesti invece che lasciare la città nello stato in cui è. Iren non deve servire solo per avere inutili sponsorizzazioni, ma perché faccia quel che deve a favore della comunità ed i servizi all’utenza a cui è tenuta nel modo dovuto e non come attualmente, gravando sull’utenza indifesa da chi dovrebbe difenderla”.




