Proprio nei giorni in cui Piacenza rischia sia di perdere un pezzo importante di sport con la rinuncia alla serie A2 del Bakery Volley e di vedere scomparire una della squadre piu’ amate di sempre come il Copra, ritorna prepotentemente alla ribalta cittadina la possibile fusione tra Pro Piacenza e Piacenza. E’ inutile ricordare coma l’argomento sollevi da piu’ parti opinioni diametralmente opposte su chi tra gli sportivi tifosi e’ convinto che sia la strada giusta da seguire per uno sviluppo futuro del calcio piacentino e chi invece lo consideri i un tentativo di unire le forze che non tenga piu’ per motivi economici che’ sportivi. E’ giusto pertanto fissare alcune considerazioni oggettive che possano chiarire le problematiche a monte ed a valle dell’ipotetica fusione nonche’ le motivazioni economiche e sportive che possano rendere credibile un’operazione tutt’altro che agevole.
BUDGET: entrambe le formazioni si trovano in situazioni differenti ma comunque critiche. Il Pro ha necessita’ di trovare nuovi soci per coprire il buco lasciato libero presumibilmente dallo sponosor (IBSL) e ne’ Scorsetti, Tacchini e Molinari (soci insieme Burzoni) hanno la volonta’ di incrementare il loro impegno economico; da qui la necessita’ per i rossoneri di trovare nuovi finanziamenti esterni, operazione tutt’altro che agevole per una societa’ che al di la’ del buon lavoro e’ seguita da pochi intimi. Quindi: o si segue il piano-Burzoni (fusione con i cugini) o qualcuno subentra in societa’. Anche il Piacenza Calcio ha i suoi problemi di bilancio: il budget delle ultime due stagioni evidentemente era insufficiente per garantire la promozione (o e’ stato speso male), ed i Gatti hanno davanti ancora una stagione impegnativa con la discesa dalla Lega Pro unica di formazioni sempre piu’ competitiva con la rincorsa alla promozione che si fa sempre piu’ impegnativa e di conseguenza, dispendiosa con un pubblico che , dopo i proclami iniziali, inizia a spazientirsi ed a perdere fiducia.
LEADERSHIP: per i biancorossi c’e sempre stata coerenza con l’altra sponda, con una fusione accettata a condizione di mantenere la maggioranza delle quote e successivamente ri-tarata concedendo la Presidenza ad una ipotetica figura super-partes. Dalla sponda rossonera invece piu’ di un problema al timone di comando con troppe voci e troppi interlocutori succedutisi con Scorsetti prima a chiamare la fusione per poi respingelra, con Burzoni grande mediatore con Pighi uomo forte alla Presidenza , senza scordare le opinioni contrastanti di Tacchini e Giglio anime storiche del Pro. E’ evidente che fino a che all’interno dei rossoneri ci saranno cosi tanti “capi” sara’ difficile trovare una linea comune coerente ed efficace per il futuro con una societa’ che rischia di proseguire in ordine sparso.
TEMPI: se ne parla da due anni di questo “Super Piacenza” che porterebbe in Lega Pro una squadra ed una societa’ che se organizzata a dovere potrebbe gia’ essere competitiva ad alti livelli. Tuttavia le settimane (o i giorni) sono veramente pochi. Entro il 20 giugno la nuova societa’ dovra’ gia essere pronta con le fidejussioni e i documenti per l’iscrizione, vedendo le tante e troppe teste che ronzano intorno all’operazione viene difficile pensare che se anche ci fosse la volonta’ di tutti , il tempo potrebbe non essere sufficiente.
DIFFERENZA “FISCALI” : a torto si sente parlare di fusione. Tecnicamente e’ impossibile essendo il Pro Piacenza una SRL ed il Piacenza una societa’ dilettantistica. Per avere quindi in tempo per il prossimo campionato una sola squadra l’unica strada percorribile sarebbe quella di un aumento di capitale del Pro sottoscritto per la quota di competenza dai Gatti oppure la cessione di uno o piu’ soci uscenti dai rossoneri sempre ai Presidenti biancorossi. E’ evidente che in questo caso il Piacenza calcio sparirebbe cedendo le proprie quote ad un’altra societa’ o semplicemente cessando l’attivita’, ricordiamo infatti che a differenza di altri sport la cessione separata del diritto sportivo e’ vietata. Il “nuovo” Pro Piacenza continuerebbe la propria attivita’ con la nuova compagine ed evidentemente nuovo nome e colori sociali.
ORGANIGRAMMA: ammesso che vengano superate le difficolta’ in termini di tempo e fiscali rimarrebbe il non trascurabile tassello del nuovo organigramma societario, difficilmente realizzabile con di fatto due societa’ speculari gia’ in essere. Per un puro esercizio ludico proviamo ad immaginarlo cosi strutturato: Presidente onorario: Antonio Scorsetti, Presidente Marco Gatti, Vice Presidenti Alberto Burzoni e Stefano Gatti, Direttore Generale Marco Sciano’, Direttore Sportivo Riccardo Francani, Direttore tecnico Massimo Cerri, Allenatore Arnaldo Franzini. Tutto ovviamente dipendera’ dalla volonta’ sopratutto di Scorsetti di accettare la coabitazione con i Fratelli Gatti con cui lo scorso anno ci fu piu’ di una frizione.
TIFOSI: piu’ di un tifoso storge il naso di fronte ad un ‘ipotetica fusione. C’e’ chi non crede che unendo le forze il prodotto sia migliore, chi non ha dimenticato lo sgarbo di alcuni componenti del Pro all’atto di salvare il vecchio Piacenza, chi non accetta le origini cremonesi di Scorsetti, chi vorrebbe la promozione sul campo e non dai notai. A tutti gli scettici si potrebbe proporre un’idea gia’ messa in piedi lo scorso anno aprendo una parte del capitale sociale come “azionariato popolare” mettendo a disposizione di un tifoso a “turno” una scranno nel CDA come garanzia e controllo dell’operato dei dirigenti. Sarebbe un modo anche per coinvolgere e sensibilizzare gli appassionati alla vita della societa’ e rendere piu’ serio e credibile il progetto di fusione.
FUTURO: per rendere piu’ sostenibile il calcio a Piacenza non si puo’ prescindere da un’unione della forze, a molti non stara’ bene, a qualcuno non stara’ simpatico questo o quell’altro ma la crisi economica di questi anni ci ha insegnato che solo razionalizzando idee e risorse si puo andare avanti. Troppo volte abbiamo visto disgregare ricchezze e patrimoni a causa della non volonta’ di cooperare. Ora e’ giunto il momento di tornare insieme per riavere un Grande Piacenza e riportarlo dove la vergogna del calcio scommesse l’ha ingiustamente allontanato e dove merita di stare. Ma il tempo ormai e’ quasi scaduto. Ora o mai piu’ , vogliate bene al Piacenza Calcio.




