La città cambia faccia: nuovi quartieri si infittiscono di residenti mentre altri perdono di attrattività; la popolazione straniera aumenta (+6,11% rispetto al 2011) e contribuisce a ringiovanire la comunità piacentina che si colloca al secondo posto in Regione per indice di vecchiaia (popolazione over 65 ogni 100 giovani 0-14 anni) pari a 188,8. Piacenza è la città dell’Emilia Romagna con la percentuale più alta di stranieri residenti, che sono il 14,1% della popolazione (ovvero 41.081 stranieri sul totale residenti di 291.302). Ma c’è di più: tra i residenti che hanno meno di 40 anni, 1 su 4 è straniero. E’ quanto emerge dalle rilevazioni statistiche sulla popolazione residente in Emilia Romagna al primo gennaio 2012.
L’incidenza dei cittadini stranieri sulla popolazione complessiva a Piacenza supera di oltre due punti percentuali la media regionale (pari all’11,8%). Gli stranieri ‘under 40’ sono 28.331 (dei quali 8.655 dagli 0 ai 14 anni e 19.676 dai 15 ai 39 anni) pari al 24% dei residenti complessivi dagli 0 ai 39 anni (117.062). Le comunità albanese (16,38%) rumena (13,68%) e marocchina (12,24%) sono quelle più rappresentate a Piacenza. Consistenti anche i numeri delle comunità macedone (7,62%) ed ecuadoriana (6,05%).
L’immigrazione sta cambiando la nostra società. Tra pochi giorni si festeggia S.Antonino, patrono dei piacentini: sarà l’occasione per le tante etnie che popolano il territorio di partecipare alla manifestazione più importante e più sentita dalla comunità e di farla propria.
La sfida della multiculturalità può diventare la grande occasione di crescita per la nostra comunità. Ne sono convinti i volontari dell’associazione ‘Via Roma città aperta’ impegnati a valorizzare il fenomeno dell’immigrazione come fattore di sviluppo e progresso per la comunità piacentina e a favorire un concetto positivo di cittadinanza. ‘Dal godimento di diritti nasce il sentimento di appartenenza ad una comunità, che educa ai doveri che ogni cittadino ha nei confronti della comunità stessa. Per questo – afferma Bernardo Carli (tra i fondatori di ‘Via Roma città aperta’ oltre che anima del laboratorio “La fabbrica dei Grilli” di via Tibini) – dobbiamo intervenire sugli immigrati di seconda generazione che hanno perduto le radici originarie e che qui non hanno diritti, a cominciare dalla cittadinanza. Il processo di integrazione – aggiunge Carli – può essere governato solo attraverso la contaminazione delle culture in un sistema che salvaguardi il vissuto storico della comunità che ospita al pari di quello di chi arriva da realtà diverse’. Le associazioni ‘Via Roma città aperta’ e ‘Casa Montagna’ (di Ferriere) collaborano per favorire l’incontro e lo scambio fra le culture del mondo: per l’intera estate giovani artisti e sportivi di diverse nazionalità si esibiranno nel quartiere di via Roma. Il primo appuntamento è sabato 30 giugno ai Giardini Margherita (ore 17,30): si esibiranno il Gruppo Smp Islam al Ikhlas (Indonesia), il Gruppo Corale chiesa ortodossa di Togliatti (Russia), la Scuola d’arte Levoca (Slovacchia), Gruppo Taipei ( Taiwan) e la Scuole d’arte della regione di Krasnodar- Russia. Insieme a ‘Via Roma città aperta’ seguiranno le iniziative del 17 e 28 luglio e di sabato 25 agosto (www.viaromacittaperta.net e www.vivasworld.org).




