“Una città bella e ospitale, ma andrebbe vivacizzata”

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Nelle foto, da sinistra in alto in senso orario: Manjot, Mariateresa, Ajsa e Ingrid

Piacenza sta progressivamente cambiando profilo, configurandosi sempre di più come una “piccola Onu” che oggi accoglie residenti provenienti da ben 130 Paesi di tutti e cinque i continenti. Da alcuni anni, il trend è in forte ascesa: la percentuale di stranieri residenti in città è infatti salita dal 9,4% del 2005 al 16,6% del 2010, e nel 2011 Piacenza risultava la terza provincia in Italia per percentuale complessiva di stranieri residenti (13,4%), provenienti per lo più da Albania, Macedonia, Ecuador, Marocco e Romania. Un caleidoscopio di lingue, culture e storie personali che offre la possibilità di avere un giudizio sulla città diverso da quello – a volte un po’ autoreferenziale – dei “piasintein dal sass”, ma che rivela pure che alcune riflessioni dei giovani stranieri residenti all’ombra di Palazzo Gotico assomigliano molto a quelle dei loro coetanei nati qui, evidenziando come su certe constatazioni evidentemente non incidono le provenienze. La 22enne Ingrid è nata nella capitale dell’Estonia, Tallinn, ma vive e lavora a Piacenza da circa tre anni dopo alcuni mesi trascorsi a Castell’Arquato: “Ho apprezzato anche i pregi di altri Paesi europei, ma l’Italia – spiega – mi ha conquistato e Piacenza mi piace moltissimo. Qui mi sento a casa perchè è una città piccola, a misura di persona, che posso attraversare senza problemi anche in bicicletta. Mi piace molto la cucina piacentina, e devo dire che i piacentini – e gli italiani in generale – con me sono sempre stati gentili e molto ospitali. A voler proprio cercare un difetto, a Piacenza è difficile trovare un posto dove sia possibile mangiare a tutte le ore: sarebbe più comodo per chi, come me, lavora su turni”. Manjot, 21 anni, proviene dall’India e si è trasferita in Italia sei anni fa: “Penso che Piacenza sia la città ideale per chi cerca una sistemazione tra campagna e città, visto che è possibile trovare nelle vicinanze spazi rurali ma anche il Po e altri fiumi, che in estate (in assenza di mare) sono un’ottima alternativa. Trovo tenuti molto bene i parchi, come quello della Galleana, peccato che di sera la città, anche in presenza di eventi nel centro storico, sia poco affollata. I piacentini sono molto particolari, amo quando parlano in dialetto. Peccato che ci siano delle persone che non sono disposte a risponderti solo perché notano la diversità: mi sembra che negli ultimi anni stiano aumentando”. Ossama, 20 anni, ha genitori di origini marocchine ma è nato a Fiorenzuola D’Arda: “Piacenza è bella come città e ben fornita di mezzi pubblici, però è scarsa di divertimenti e locali: io, ad esempio, lavoro in un locale piacentino e ho notato che sono parecchio monotoni. Il piacentino per definizione ‘ha la mentalità chiusa’: alcuni sono proprio così, ma altri sono più aperti e simpatici”. Ajsa, 22 anni, proviene da Ogulin in Croazia ed è arrivata in Italia quando aveva due anni: “Piacenza è una città tranquilla in cui è piacevole vivere. Mi piace dal punto di vista artistico e architettonico, ma ci vorrebbero più iniziative per i giovani. Mi piacciono i colli piacentini e gli agriturismi con i loro piatti tipici. Penso che i piacentini siano un po’ chiusi: non si mostrano subito aperti a socializzare con persone che non conoscono. La maggior parte dei piacentini non mi sembra soddisfatta della propria vita, per questo molti se ne lamentano, però sono persone cordiali e pronte ad aiutare gli amici”. Klodian, 20 anni, è nato in Albania e vive da dieci anni a Piacenza: “Mi trovo molto bene in questa città: anche quando esco, noto che non si hanno troppi pregiudizi verso lo straniero. Non ho riscontrato un particolare “tipo” di piacentino: alcuni mi hanno aiutato ed altri mi hanno remato contro, ma io guardo la mia strada e vado avanti”. Maria Teresa, 20 anni, è nata in Italia ma la madre ha origini malesiane: “Piacenza è una bella città, non c’è nulla che non mi piace. In fondo è abbastanza tranquilla. I piacentini, invece, sono divisi in due schieramenti: quelli tolleranti verso il diverso e quelli non tolleranti. La cosa brutta è che i componenti delle varie categorie non sono quelli che ti aspetti: sono più tolleranti gli anziani dei giovani, mentre chiunque si aspetterebbe il contrario”. Il 21enne Murad è nato in Marocco ad Oulmes, vive in Italia da quando ha due anni ed ora abita a Castel San Giovanni: “Piacenza mi piace come città. Non ho mai avuto problemi con i piacentini: ovviamente ci sono delle eccezioni, ma sono tutti, o quasi, persone cordiali”. (Con la collaborazione di Giulia Gaudenzi) 

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