Turismo, è l’ultima chiamata
Piacenza deve colmare il ritardo

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Mentre i piacentini immuni dalla crisi pensano alle ferie estive, sono già partiti alcuni progetti che puntano invece a rilanciare città e provincia attraverso il turismo, nonostante il quadro locale del comparto oscilli ancora tra luci ed ombre.
I numeri
Come attesta il report sull’economia piacentina della Camera di Commercio, gli esercizi del settore ‘Alloggio e ristorazione’ nella nostra provincia erano 2.041 al termine del 2011: 133 le cessazioni, solo 75 le iscrizioni. La densità maggiore dei servizi di alloggio è a Piacenza, seguono Fiorenzuola, Bobbio, Castell’Arquato e Ferriere. Per quanto riguarda invece i servizi di ristorazione, Piacenza precede Castel San Giovanni, Fiorenzuola, Rottofreno e Carpaneto. Le strutture che possono offrire ospitalità turistica nella nostra provincia, secondo l’Ufficio turismo della Provincia, erano 276 alla fine del 2011 (come nel 2010), anche se al loro interno va segnalato un calo degli alberghi (4 in meno) ed un contestuale incremento degli esercizi complementari. I posti letto sono però aumentati, passando da 7.881 a 8.072 con una crescita del 2,4%. Gli arrivi di turisti nel nostro territorio hanno visto un aumento (nel 2011, rispetto al 2009) pari al 12,4%, e si sono assestati su 274.500 unità. Le presenze invece sono di nuovo calate: dalle 660.855 del 2010 alle 599.787 del 2011 (-9,24%). In contrazione anche la permanenza media (-15,76% sul 2010), con un valore che è passato da 2,60 a 2,19 giorni: dal 2008 questo indicatore continua a ridursi. Inevitabile pensare alla crisi, ma l’annosa difficoltà del territorio nel fare rete, la strenua difesa di alcuni ‘orticelli’ e la chiusura di Piacenza Turismi sono tra le concause di problemi ai quali la difficile congiuntura economica non ha certo dato una carezza risolutiva.
Le iniziative
A tentare di dare un colpo di acceleratore per invertire la rotta è Conflocation, la prima associazione italiana (lanciata dall’Unione Commercianti) che vuol racchiudere in un unico organismo tutte le strutture piacentine di prestigio dedicate agli eventi in modo per offrire un servizio d’eccellenza “vendibile” in un contesto turistico di alto livello (guardando al traino di Milano e di Expo 2015) pur conservando la ‘accessibilità’ tipicamente piacentina. Con il progetto PLB-Piacenza Location Bureau l’obiettivo è sviluppare il turismo d’affari nella nostra provincia coinvolgendo tutte le circa 60 location di prestigio del territorio, mettendole in rete grazie ad un unico soggetto di riferimento e fornendo al cliente finale un servizio completo: un compito affidato a Jamedia Eventi e Jamedia Comunicazione, società che operano nei settori dell’organizzazione di eventi, marketing e comunicazione. La fiducia nell’iniziativa si fonda su alcuni dati di fatto. Il primo è in un parallelismo: così come l’Italia potrebbe fare ancora di più sul fronte del turismo ‘vendendo’ meglio il proprio patrimonio storico-artistico e naturale, allo stesso modo Piacenza (che ha atout notevoli, basti pensare alle nostre splendide valli) potrebbe sfruttare meglio le sue potenzialità con un mix tra un marketing efficace e la capacità di fare rete, unendo le forze e ottimizzando i costi in modo da essere più competitivi in un mercato sempre più globalizzato. Il secondo è nella vicinanza con Milano, dove il turismo d’affari e congressuale genera un giro d’affari di 2,6 miliardi di euro (pari a 86mila posti di lavoro sul territorio) grazie ad un ‘esercito’ di 3,5 milioni di visitatori all’anno che si fermano in media due notti e spendono quasi 370 euro al giorno. La fortuna di Piacenza è nel trovarsi a poche decine di minuti da Milano: soprattutto per chi arriva da America, Brasile e Cina, si tratta di una distanza “ridicola” che, secondo i promotori del progetto PLB, può essere superata con un buon gioco di squadra che attiri il target di cui sopra “ma anche ogni occasione privata riconducibile agli eventi, matrimoni, feste private”. I punti deboli da superare sono mancanza di un coordinamento e di reti tra location, mancanza di un corporate comunicativo comune e mancanza di un progetto di marketing strutturato appositamente per il comparto location destinato all’accoglienza e alla consulenza: superare queste criticità è proprio l’obiettivo di Conflocation e PLB.
Più centrata sulla città è l’applicazione per smartphone e tablet lanciata da Comune, Unione commercianti, Confesercenti, Camera di commercio e Iscom, l’istituto a cui si appoggia la “cabina di regia” per il rilancio del centro storico: la ‘app Piacenza’ è partita con informazioni (in aggiornamento e in più lingue) su 128 attività economiche, 34 monumenti e 50 eventi cittadini.

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