
di Elena Caminati – Ha compiuto il suo primo anno di vita da pochi giorni. Si chiama NOI, Nuova Oncologia Integrata, un’associazione che cresce grazie all’instancabile impegno dei volontari che ogni giorno organizzano attività per rendere meno gravoso il peso della malattia ai pazienti oncologici, per non subire il dolore ma gestirlo. In questi spazi, da un anno in modo autonomo, Noi cerca di aggiungere qualità alle terapie oncologiche standard, senza sostituirvisi, ma accompagnandole.
“Le terapie oncologiche standard – spiega la dottoressa Livia Bidin, oncologa e agopunturista – sono ottimali e si fanno in tutti i reparti di oncologia. Quello che manca sono le attività che risaltino la forza interiore del paziente; noi vogliamo essere di supporto alle persone attraverso attività non mediche”.
Il paziente, in questo modo, affronta la malattia diversamente perchè possiede gli strumenti per farlo: dalle attività di gruppo con lo yoga, pilates, tanthè, hykido, chikong, suonoterapia, alle attività individuali come shatsu, reiki, riflessologia, osteopatia e corsi per accrescere l’autostima.
Ogni pomeriggio della settimana c’è un qualcosa, un appuntamento fisso per i pazienti.
“I pazienti hanno un evidente riduzione dell’ansia, della depressione, un miglioramento delle perfomances fisiche, soprattutto quelli con problemi respiratori e articolari. Acquisendo maggior autostima hanno più padronanza del proprio corpo che diventa più tonico e flessuoso, migliorando così i contatti con gli altri. La socializzazione è molto importante, le persone stanno meglio e si relazionano meglio. Da ottobre ad oggi – spiega la dottoressa Bidin – sono passati da noi una ottantina di pazienti che a giugno compileranno i nostri questionari basali con cui potremo valutare i cambiamenti rilevanti e la qualità della vita nel corso della malattia.
Ansia, fragilità emotiva, stato emozionale, depressione, parametri che possono essre utili per capire come è lo scenario basale per i pazienti con tumore e come può cambiare attraverso l’utilizzo di queste attività”.
La dottoressa Bidin è oncologa e agopunturista, ogni giorno vive a stretto contatto con il malato oncologico. Le attività di NOI si rifanno alla medicina tradizionale cinese che devono affiancare la medicina scientifica standard. E nonostante una delibera regionale, dal 2014, dia diritto a tre tipologie di trattamento con agopuntura nei livelli essenziali di assistenza pubblica, l’azienda sanitaria locale non ha reso possibile erogare queste cure i cui effetti sono provati.
“La medicina tradizionale per me è quella cinese – spiega – quella che ho studiato all’università è quella basata sulle evidenze scientifiche, che prescinde dalla relazioni, a cui noi invece diamo moltissima importanza”.
“Non ci basiamo più di tanto sulla stato della malattia ma sull’individuo – spiega Glenda Marafante, psicologa – le attività rinforzano la forza interiore delle persone in modo che possano far fronte meglio alle stress delle cure e dei sintomi.
Un altro aspetto è che la malattia pone un punto di svolta: spesso ci confrontiamo su cosa sta cambiando, questo ci permette di capire che il fine ultimo non è solo l’assenza della sintomatologia ma il miglioramento del potenziale umano”.
“L’Italia ha recepito a macchia di leopardo quest’opportunità – conferma Bidin – che ha dimostrato di ridurre costi umani ed economici. I pazienti possono assumere meno farmaci. Attualmente non c’è riscontro di questo tanto è vero che abbiamo dovuto fondare un’associazione autonoma portata avanti con caparbietà perchè siamo sicuri che dimostreremo l’efficacia di quello che stiamo facendo. Il nostro obiettivo è sensibilizzare le istituzioni ad introdurre queste terapie come parte del processo di cura dei malati all’interno degli ospedali”.
Il servizio completo sul sito www.zerocinque23.com




