Il gruppo di cittadini, attivisti, facenti capo al meetup” Verso le amministrative”, ha diffuso un comunicato in relazione alla costruzione del nuovo Ospedale, rilevando innanzitutto come le poche trasparenza e partecipazione porteranno sicuramente ad un ulteriore distanza tra politica e cittadini.
“Agenzia del Demanio, Ministero della Difesa, Regione Emilia Romagna, Comune e azienda Usl hanno approvato un protocollo d’intesa contenente ‘la realizzazione di un nuovo ospedale nella città di Piacenza, l’area dell’ex Pertite bonificata e restituita al Comune per diventare parco, la presenza militare razionalizzata e nuovi fondi per la riqualificazione urbana’.
Riguardo ai cambiamenti ed agli investimenti che questa amministrazione comunale, ormai in scadenza, intende programmare per il futuro della città, occorre maggiore serietà e partecipazione nei confronti della cittadinanza.
Ci interroghiamo sulla necessità di costruire un nuovo ospedale, quando inefficienze, disagi, lunghe attese e costi di assistenza e farmaci lievitati, sono sotto gli occhi di tutti.
Per intraprendere la vera strada della razionalizzazione e della politica del buon senso, sarebbe forse il caso di utilizzare i fondi regionali per riqualificare quello esistente, invece che abbandonare il vecchio per il nuovo.
Ci interroghiamo sui costi ancora non quantificati, che ricadranno sui piacentini già oberati di tasse ricordando che è confermato il taglio di ulteriori 422 milioni al FSN.
Ci interroghiamo sulla delicata questione del Parco Pertite che si vuole riconvertire a parco urbano, con attrezzature sportive, palestre ed altro quando la richiesta a gran voce e’ quella di parco pubblico. Quest’ultima intenzione tra l’altro e’ ampiamente espressa da un referendum cittadino e sottoscritto da un sempre maggior numero di firme raccolte grazie al Comitato Pertite.
Ci è parsa una solenne presa in giro l’incontro della Giunta con la città per la presentazione del progetto, in quanto le decisioni erano già state prese e non c’è stata alcuna possibilità di valutare eventuali modifiche.
Non si capisce perché abbiano tentato di illudere le persone presenti all’incontro come se potessero avere voce in capitolo o “partecipare” realmente alle scelte della Giunta.
In quell’occasione, uno degli assessori presenti affermò che la decisione era stata ulteriormente accelerata dal fatto che la Regione Emilia Romagna avrebbe posto un ultimatum, pena la perdita della “sovvenzione” da 200 milioni di euro (“adesso o mai più”, per intenderci).
Davvero abbiamo bisogno di ulteriore cementificazione sul nostro territorio? Non sarebbe ora di amministrare il bene pubblico, migliorando seriamente l’erogazione del servizio sanitario ai cittadini? E’ necessario iniziare a ridurre gli sprechi a partire dai riscaldamenti incontrollati dei locali ospedalieri, aumentare il personale, diminuire drasticamente i tempi d’attesa per visite ed esami, dotare il presidio ospedaliero di laboratori attrezzati per qualsiasi tipo di diagnostica evitando così di subappaltare a laboratori della Lombardia, riorganizzare i servizi ai degenti (distribuzione dei pasti gestita da un’azienda di Brescia).
Per quanto riguarda la necessità di aumentare il numero di posti auto nelle zone circostanti il presidio cittadino, riteniamo non possa essere una motivazione sufficiente, per abbandonare la struttura esistente. L’area individuata per la nuova costruzione presenta inoltre un’ accessibilità complicata.
Praticamente tutti i cittadini dovrebbero utilizzare l’auto per raggiungere il luogo, considerato che i servizi pubblici sono decisamente scadenti. La vicinanza con il casello autostradale di Piacenza Ovest , in orari particolari della giornata, comporterebbe un ulteriore congestionamento del traffico sulla via Emilia Pavese (problema annoso per i residenti della frazione di S.Antonio) , per non parlare di inquinamento atmosferico ed acustico.
Si legge che il nuovo presidio potrebbe essere realizzato senza cementificare un centimetro quadrato in più dell’area esistente. La notizia non è corretta, infatti il progetto stesso prevede che gli edifici si sviluppino verso l’alto mantenendo- peraltro- lo stesso numero di posti letto.
Siamo in presenza di annunci da campagna elettorale e, come sempre, accade che si mettono in movimento operazioni frettolose e di bottega con promesse spesso di facciata. Ricordiamo ancora i lunghi tempi di realizzazione dell’attuale polichirurgico e le numerose varianti che hanno fatto lievitare i costi.
Trattasi di ulteriore SPERPERO DI DENARO PUBBLICO in un sistema sanitario ormai al collasso, frutto di precise responsabilità, di scelte scellerate del governo e delle forze politiche che hanno reso sempre più difficoltoso l’accesso alle cure sanitarie, hanno appesantito gli oneri a carico dei cittadini, diminuendo quelli a carico dello Stato, e abbassato sempre più la qualità delle prestazioni garantite.
In definitiva intendiamo vigilare su una progettualità che presenta ancora aspetti non chiari e che appare oggi soltanto uno strumento di speculazione. A nostro avviso soltanto un percorso veramente partecipato e pubblicizzato potrà mettere i cittadini di Piacenza nelle condizioni di valutare l’opportunità e la bontà di una operazione che modificherà il tessuto urbano di una buona parte di città con tutte le conseguenze relative alla mobilità ed all’inquinamento”
Meetup “Verso le amministrative”




