
“Mi sono assunto l’impegno di fare qualcosa per la città. Ho fatto questo passo con l’intento di gettare un sasso nello stagno. Nella passata amministrazione non c’è stata né maggioranza né minoranza”. Nella tenzone elettorale tra destra e sinistra, ha assunto il ruolo di colui che “spariglia le carte”: alla guida della lista “Liberali-Terzo Polo”, Corrado Sforza Fogliani, 84 anni, presidente del comitato esecutivo della Banca di Piacenza, presidente di Assopopolari e vicepresidente dell’Abi, è uno dei sei candidati sindaco alle elezioni comunali del prossimo 12 giugno. A supportarlo una squadra, in cui la rappresentanza femminile sfiora il 40%, composta da 32 membri che “non vivono di politica e per la politica – la sottolineatura di Sforza -. Non abbiamo lanciato né promesse né modi vari per convincere, ma ripassato le idee dei nostri progenitori. I principi liberali valgono oggi tanto più si cerca di metterli da parte. Rivendichiamo la validità del confronto delle idee e la validità del nostro pensiero. In Consiglio comunale saremo le sentinelle della libertà, un valore che crea anche benessere e progresso e che è sempre in pericolo, anche in tempi, come gli attuali, in cui si cerca in modo subdolo di condizionarlo”.
“La città non ha un’anima” – Non solo tutela della libertà. Tra le “mission” di Sforza, c’è anche quella di restituire un’identità all’amministrazione della città. “Questa maggioranza – evidenzia – non ha fatto nulla, né di destra né di sinistra. E, ammesso che abbia fatto qualcosa, non l’ha fatto certo ispirata da idealità. Ha compiuto un’azione che avrebbe potuto fare un’amministrazione di qualsiasi colore. La nostra è da sempre una posizione centrista, ma lo ribadisco: questa amministrazione non ha dato un’anima alla città”. Sforza vede una Piacenza sempre più marginale negli equilibri politico-economici del Bel Paese. “Se mi sono candidato è con l’intenzione di riportare Piacenza all’onor del mondo – afferma -. Quanti giovani in gamba se ne vanno via da Piacenza? Tanti. La maggior parte delle risorse, umane ed economiche, vanno fuori dalla città. Quando ero ragazzo, nelle statistiche dell’istituto Tagliacarne, Piacenza era al quinto posto come Pil pro capite. Ora facciamo fatica a essere al 30° posto. È da tantissimi anni che dico che questo era un pericolo. E da pericolo è diventato realtà. Infatti i risultati si vedono”.
“Una città aperta” – Sui nodi centrali per il futuro della città, il candidato sindaco dei Liberali assume una posizione “attendista”. “Benedetto Croce diceva che il Partito liberale non ha mai avuto programmi, che si fanno quando si hanno tutti gli elementi per decidere – spiega -. Sui problemi topici, come il parcheggio interrato di piazza Cittadella oppure il nuovo ospedale, non ho allo stato elementi per prendere una posizione definitiva. Non so cosa comporti costruire un garage sotterraneo. Posso però dire che sono per la costruzione di una città aperta e il nostro piano del traffico si basa su questo. Anche sulla valorizzazione dell’ospedale vecchio, in particolare sul convento degli Olivetani: noi nel nostro programma abbiamo una proposta specifica. Su piazza Cittadella mi sono limitato a dire che oggi come oggi non capisco perché ci sia tanta fretta di demolire il mercato e mettere in difficoltà numerosi commercianti. Sono uno della Prima Repubblica. Una volta c’era l’abitudine che su alcuni progetti e piani in via di completamento, quando mancava poco alla scadenza del mandato, si faceva una moratoria per far decidere il destino alla nuova amministrazione. Ma forse questa maggioranza è così sicura di essere rieletta. Buon per loro”.
“Io corro per vincere” – Nella competizione elettorale, Sforza Fogliani è in realtà convinto di poter giocare un ruolo da protagonista. “Bisogna vedere chi ci va al ballottaggio. Io corro per vincere”. Una risposta chiara sia al sindaco uscente Patrizia Barbieri, che ha annunciato di non volere fare apparentamenti in caso di ballottaggio, sia a quelle voci che ipotizzerebbero un accordo tra i liberali e il centro sinistra a sostegno di Katia Tarasconi in caso di ritorno alle urne. “Ma quella è una voce che ha diffuso il centrodestra – precisa -. E che si basa su quella famosa cena al ristorante in piazzetta Plebiscito con Roberto Reggi (presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, ndr) e Tarasconi”. Insomma, il leader dei liberali correrà da solo. E in caso di vittoria, rassicura su eventuali incompatibilità tra la carica di primo cittadino e quella ai vertici della banca locale. “Non ho mai pensato di poter sacrificare le mie idee rispetto alla posizione di presidente della Banca di Piacenza – afferma -. Non le ho mai trovate in contrasto perché ho tenuto sempre distinte le cose. Tanto che anche la Banca d’Italia non ha obiettato nulla sulla mia candidatura. Se avessi dovuto rinunciare alle mie idee, avrei rinunciato a fare il presidente della Banca. Credo che i soci, ormai 20mila, non hanno mai sollevato il problema perché hanno visto con quale correttezza svolgo le mie mansioni”.
L’ELENCO DEI 32 CANDIDATI CON LA LISTA “LIBERALI-TERZO POLO” – DANILO ANELLI, OMAIMA BENTALAB, LUCIA BERETTA, CAMILLO BONGIORNI, ANNALENA BOSI, ELISABETTA BUTTAFAVA, ENRICO CARINI, MARICARMEN CHIESA, ANTONINO COPPOLINO, VALENTINA DI SANTO, MARCO ELISJ, FRANCESCO GALLI, MICHELE GIARDINO, PAOLO GIORGI, CRISTIANO GRANDI, ELENA GUALLA, ANTONIO LEVONI, BEATRICE LIGUORI, MARINA MALCHIODI, FIORENZO MALVICINI, ROBERTO MALVISI, FRANCESCO MASTRANTONIO, ERMELINDA MORSIA detta MILLY, MARCO WALTER PANIZZA, DANILO PAUTASSO, FRANCO PONZINI, FILIBERTO PUTZU, SILVIA RANCATI, ANTONELLO REPETTI, ALESSIO RIZZO, MAURO SACCARDI, NATALIA SCHIAVI




